Girovagando ritorna in Val di Fassa per
la quarta puntata del ciclo estivo. Ci accompagna nella nostra visita, come
sempre, Livio Gabrielli
dell'APT - Azienda per il
Turismo. Per un'ampia panoramica sulle attrattive della zona vi rimandiamo
alle numerose puntate precedenti, estive ed invernali.
La Traslaval della Val di Fassa è
il giro podistico di 50 km a tappe più
famoso dell’arco alpino. Per gli amanti della corsa in montagna, con
le sue classiche cinque giornate di gara,
è davvero un appuntamento da non perdere.
Non occorre essere campioni, tutti si possono cimentare
affrontando i percorsi divisi in tappe, non troppo difficili, che si svolgono
in località diverse della splendida Val di Fassa. Solo l'ultimo,
famoso e temuto tappone suggella in modo "epico" e spettacolare
questa appassionante prova con sé stessi. Per la cronaca, l'edizione
2010 si è conclusa con la vittoria dell'italiano
Massimo Tocchio di Ferrara, e la rumena Ana
Nanu per la categoria femminile. Stefano
Benatti è l'ideatore e organizzatore di questa manifestazione
che coinvolge ogni anno centinaia di appassionati provenienti dall'Italia
e dall'estero, in una grande e indimenticabile festa sportiva. Nella puntata
in tv le immagini della gara e interviste al vincitore Massimo
Tocchio e a Elio Pollam presidente
del Comitato Animazione Pozza.
A Pera di Fassa visitiamo il Molin
de Pezol, risalente al 1800 e rimasto in funzione, tra alterne vicende
legate agli eventi bellici, fino al 1960. Appartenuto nel secolo scorso
alla famiglia Rizzi Salin di Pera, il complesso
molitorio comprende due macine per cereali
e il brillatoio per l'orzo (pestin), azionati
da tre grandi ruote idrauliche a pale. Vi si trovano inoltre le "pile"
(primitivo sistema di brillatura dell'orzo a movimento verticale), il ventilabro
(larga pala di legno usata per ventilare il grano) e la restante attrezzatura
del mugnaio. Restaurato dall'artigiano Giuseppe
Longo di Tesero e inaugurato nel 1983, il "Molin de Pezol"
costituisce la prima sezione staccata del Museo
Ladino. Ci guida nella nostra visita la simpatica Caterina
Ghetta, di origine calabrese, moglie di Italo figlio del mugnaio
Ludovico, che ci spiega la storia del mulino ed il suo funzionamento.
Per le visite guidate, contattare l'Istituto Culturale
Ladino, importante ente nato nel 1975 e che opera per la tutela
e la valorizzazione della lingua e della cultura ladina. La sua attività
di ricerca interessa la lingua, la storia, l’economia, il folklore,
la mitologia e gli usi e costumi della popolazione
ladina.
Istituto Culturale Ladino
Strada de la Pieif 7 - 38039 Vigo di Fassa (TN)
Tel. 0462 / 764267 www.istladin.net
Ermamno Winterle, appassionato di storia ladina e membro del Cai-Sat
sezione "Auta Fascia", ci conduce ad una breve visita allo storico
Hotel Rizzi a Pera, proprio di fronte al mulino de Pezol. E' una
sorta di hotel-museo che non ha inseguito gli ammodernamenti dei tempi,
ma anzi ha mantenuto l'antico aspetto. Entrare nell'hotel è come
fare un tuffo nel passato. Nei secoli scorsi
era denominato "Gasthof Sonne". L'edificio
reca la data 1687 e la sua facciata è ornata da un grande
affresco che raffigura S. Cristoforo e da un pregevole calvario ligneo.
La famiglia Rizzi conserva ancora gli antichi
registri forestieri di fine '800 e inizio '900, con firme di illustri
e importanti personaggi del mondo scientifico, alpinistico, commerciale,
e anche del primo mondo turistico.
Per il pranzo siamo ospiti a Malga Peniola,
in un'incantevole località sopra Moena,
raggiungibile in circa 15 minuti d'auto dal paese. Malga
Peniola sorge su un piccolo altopiano dove c'è il microscopico
borgo di Peniola, insediamento contadino abitato stabilmente da poche
famiglie, con tanto di caratteristica chiesetta
che fu costruita dalla famiglia Donei nel
1729-1732 come cappella votiva per una scampata alluvione. Maurizio
Dantone e famiglia prosegue l'attività di ristoratore iniziata
avventurosamente alla fine degli anni '60 da due zie, sfruttando la vecchia
baita di famiglia. La cucina, curata dal figlio di Maurizio, Francesco,
è quella tipica tradizionale trentina con le
specialità fassane. Tra i piatti di maggior successo i formaggi
alla piastra e tosèla, formaggio fuso, polenta con capriolo o salsicce
e gulasch, stinco al forno e le favolose grigliate
miste, il piatto del boscaiolo (patate uova e speck), il piatto del
contadino (patate, carne salada e formaggio fuso). Noi abbiamo degustato:
antipasto di "turtres da crauc"
(tortelli fritti ripieni di crauti); il ghiotto
"Piatto Peniola" con polenta, salsiccia, gulasch, selvaggina
in salmì, funghi trifolati e formaggio fuso. Infine per il dessert
le "fortaie" (frittelle-frittate), "kaisersmarren" accompagnate
dalla marmellata, e il classico strudel di mele. Tutto molto gustoso, da
provare. A Peniola si può soggiornare in un appartamento di un maso
poco distante. Dora Tavernaro, coordinatrice
della Strada
dei Formaggi delle Dolomiti, ci parla degli eccezionali
formaggi prodotti nella zona che comprende le valli di Fassa, Fiemme
e Primiero. Malga Peniola propone a soli 28 euro dei menù
degustazione coi Formaggi delle Dolomiti assolutamente da non perdere.
La Val di Fassa è un autentico paradiso
per chi ama la bici, con un ventaglio
di possibilità pressoché sterminato. Dai facili
e tranquilli percorsi su pista ciclabile del fondovalle, alle escursioni
in mountain bike in quota su strade forestali e sentieri, fino alle
ardite discese del "downhill"
nei boschi. Il tutto tra gli scenari più belli del mondo: quelli
delle Dolomiti. Per gli amanti del downhill e
cross country esistono appositi tracciati realizzati a Canazei,
nella spettacolare conca del Belvedere, e a Pozza
sul Buffaure. In entrambi i casi è possibile salire
con gli impianti ed affrontare i tracciati senza la fatica della
salita. Per gli appassionati di MTB il punto di riferimento è il
team di Fassa
Bike, un'associazione nata nel 2007 creata da un gruppo di amici
che hanno in comune la passione per le “ruote grasse” sotto
tutti gli aspetti. Rivolgetevi a loro per informazioni sui tracciati, tour
guidati, noleggio attrezzatura. In rete abbiamo trovato
la testimonianza di un turista-blogger di Torino, Giuseppe
Piersantelli, che si è cimentato sui precorsi del Buffaure: "Ci
sono soddisfazioni che bisogna togliersi. Un po' per mettersi alla prova,
un po' per il gusto dell'esperienza. Le discipline gravity come il downhill
e il freeride hanno iniziato ad attirarmi qualche mese fa. Ho approfittato
di un weekend con la famiglia a Pozza di Fassa per provare il freeride.
Ma invece di fare le cose improvvisate, ho preferito andare per gradi. Ho
contattato il team di Fassabike, ho noleggiato una Stinky e set completo
di protezioni e ho prenotato un'escursione freeride guidata. Stefano, la
guida che mi ha pazientemente accompagnato, mi ha fatto esercitare con i
movimenti più comuni per affrontare discese e curve, prima su un
tracciato downhill, abbastanza scorrevole e non troppo impegnativo, e poi
in una pista freeride, tutta in mezzo al bosco, con una prima parte molto
ripida con un sacco di curve a gomito, decisamente più difficile,
soprattutto a causa della mia inesperienza. E' stata un'esperienza divertentissima.
Ho faticato come una bestia: ci vogliono gambe, braccia, fiato e concentrazione,
e ho pochissimo di ciascuno di questi elementi. La tecnica delle curve sembra
facile quando la fa un altro, ma poi metterla in pratica non è immediato.
Ciononostante, quando imbroccavo più o meno bene una curva stretta
e uscivo sul successivo rettilineo la soddisfazione era grande. Dal
punto di vista paesaggistico, questi tracciati sono sensazionali: si scende
in mezzo ad un bosco di conifere, si costeggia un torrente, ci sono ponti
in legno. Meraviglioso, davvero. Da rifare". Per tutte le info
di tipo turistico il riferimento è l'Apt
Fassa, che quest'anno ha introdotto una simpatica novità,
il Bike Express Fassa-Fiemme: è
un nuovo servizio di bus dotato di rimorchio per
le bici. Grazie a varie corse giornaliere, permette a chi percorre
la pista ciclabile del fondovalle, lunga
48 km e che collega Canazei con Molina di Fiemme,
di rientrare comodamente senza dover ripercorrere lo stesso itinerario e
risparmiando il dislivello della salita nel ritorno. Nella puntata in tv,
un'intervista a Gianfranco Bettin, maestro
di mountain bike.