La seconda puntata del ciclo estivo è dedicata al Primiero
e soprattutto alla bellissima valle laterale del Vanoi,
dove scopriamo lo splendido sentiero etnografico che porta all'antico villaggio
dei Masi della Tognola. Ci accompagna nella nostra visita Valeria
Vecchietti, dell'Apt
San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi. Per ulteriori
approfondimenti sul Primiero vi rimandiamo alle nostre numerose
puntate precedenti.
L'Ecomuseo del Vanoi ha sede ufficiale
a Canal S. Bovo ma in realtà è dislocato in vari punti del
territorio, essendo "un museo dello spazio,
del tempo, della comunità del Vanoi e dei suoi saperi".
L'Ecomuseo cura l'individuazione, la conoscenza e la trasmissione del patrimonio
diffuso in tutta la Valle del Vanoi attraverso
l'identificazione e l'approfondimento di 7 temi
cardine: acqua, sacro, mobilità, erba, legno, guerra e pietra.
Il Sentiero Etnografico, che si sviluppa
entro i confini del
Parco Naturale di Paneveggio - Pale di S. Martino, è una sorta
di viaggio a ritroso nel tempo, in un ambiente
intensamente vissuto nel passato ma oggi in gran parte abbandonato dall'uomo.
Il Sentiero Etnografico è un insieme di
percorsi che si snodano tra l'abitato di Caoria
a 845 metri di quota e Malga Vesnòta de sora a 1879 metri, attraverso
i luoghi che gli abitanti hanno vissuto nei secoli con le loro attività.
Gli itinerari sono quattro e ciascuno di essi sviluppa un tema particolare.
Noi abbiamo percorso, accompagnati da Mauro Cecco
presidente dell'Ecomuseo del Vanoi, l'itinerario che conduce al bellissimo
villaggio dei Pradi della Tognola, un antico agglomerato
rurale unico nel suo genere. E' come tornare indietro nel tempo.
Le baite sono rimaste quasi come erano 100 e più anni fa:c'è la cucina col focolare, le stoviglie, i locali con gli
attrezzi di lavoro, i miseri giacigli per dormire, la casèra con
l'attrezzatura per fare il formaggio, la stalla per gli animali.
Cercare l'erba è stata per secoli la principale attività quotidiana
che, assieme alla risorsa del legno, ha
permesso la sopravvivenza della popolazione fino agli anni '60 del Novecento.
Molti saperi si sono sviluppati proprio grazie all'attività
della fienagione: dal riconoscere ogni tipo di erba e di fieno, al
saperla utilizzare per l'alimentazione, per ottenere certi tipi di latte,
per curare uomini e bestie. L'erba cresce sulle rive dei fiumi e dei torrenti,
sui "pradi", sulle "part". I pradi sono, o meglio erano,
vaste estensioni prative di mezza quota, disboscate sistematicamente negli
ultimi 3 secoli, per ottenere l'erba e il fieno necessari all'allevamento
dei bovini. Nella vecchia stalla si possono osservare le sculture
degli animali riprodotti in grandezza naturale: si può notare
la differenza di dimensioni tra le vacche d'un tempo, che servivano alla
pura sussitenza del contadino e della sua famiglia, e quelle "moderne",
di stazza quasi doppia, destinata alla produzione intensiva e industriale.
In una delle baite sono stati ricavati 12 posti
letto per chi volesse provare un soggiorno davvero speciale. Dopo
la visita all'incantato villaggio della Tognola, ci rechiamo alla vecchia
Siega de Valzanca, la segheria
veneziana funzionante ad acqua, ristrutturata da Ferruccio
Pistoia, uno degli ultimi "segantini" e operaio del Parco
di Paneveggio - Pale di San Martino, che ne cura il funzionamento
e le manutenzione. Un complesso sistema di leve, ruote, ingranaggi in legno,
permette di trarre dalla forza dell'acqua l'energia necessaria per azionare
la grande sega verticale con moto alternato o quella circolare.
Mucche a confronto: quelle di oggi(
a dx) sono grandi quasi il doppio rispetto a quelle d'un tempo (Agh)
Una vecchia immagine del Rifugio
Petina negli anni '20 (foto rifugio)
A tavola: rifugio Petina Storico rifugio tra prati e boschi,
in una soleggiata località a 1200 metri ed a pochi km da Fiera di
Primiero e San Martino di Castrozza, è raggiungibile
con strada asfaltata dal paese di Siror o dalla Val Canali. Da aprile
2010 ha cambiato gestione e la cucina è uno dei suoi punti forti
grazie al talento del giovane chef Martino Longo.
"Credo che la cucina sia ingredienti,
passione, curiosità, tecnica. Non servono materie prime costose e
ricercate per fare una buona cucina. Avvicinarsi ai prodotti con rispetto,
mente aperta, liberi da regole fisse: un grande stimolo. Tradizione, creatività
e semplicità devono trovare un giusto equilibrio. Carne, pesce, formaggi,
verdure, erbe spontanee: tutto merita considerazione. Migliaia di ingredienti,
migliaia di possibilità". Questa è la filosofia
diMartino, che ci ha davvero sorpreso
con la sua cucina fantasiosa. Il suo piatto "Composizione di ortaggi,
erbe e fiori" in particolare, è un capolavoro. Dopo varie e
stimolanti esperienze al ristorante Berasategui in Spagna, al Crillon di
Parigi, al Gellius di Oderzo (Treviso), a St. Moritz, Venezia, Cortina e
Moena, Martino può finalmente sbizzarrirsi qui al ristorante del
rifugio Petina, che gestisce con conduzione famigliare, assieme alla fidanzata
Lisa e alla mamma Pia.
"C’è uno chef che ammiro
particolarmente, è il francese
Michel Bras" dice Martino."La
sua cucina ruota attorno all’identità di un territorio, alla
sua cultura, ai suoi prodotti, ai suoi artigiani. E’ a lui che maggiormente
mi ispiro. La mia composizione di ortaggi, erbe e fiori ne è un chiaro
riferimento". Noi di Girovagando abbiamo degustato: una crema
di fagiolini al vapore con insalatina all'agro, composizione di ortaggi,
erbe spontanee e fiori. Per il primo, gnudi
di ricotta e borragine con ristretto di gallina (ricetta).
Secondo: anatra arrosto con purea di mais.
Per il dessert, pesca al forno con gelato
alla verbena. Tutto buonissimo, decisamente sopra la media, da provare!
Sono 3 i giorni dedicati al "Boletus edulis",
il pregiato fungo porcino che cresce abbondante nei boschi della Valle del
Vanoi ed è alla base di molti piatti tipici. Si tratta di una bella
manifestazione autunnale, che si tiene nel mese di settembre, intitolata
la La
Festa delle Brise. Sono in programma escursioni con esperti micologi,
appuntamenti culturali e stand gastronomici. Ce ne parla, nell'intervista
in tv, Orindo Loss, presidente delle Pro
Loco del Vanoi. Dal 10 al 12 settembre nella Valle
del Vanoi.
L'architettura di Fiera di Primiero ricorda
per certi aspetti i borghi del Tirolo, in particolare nella Chiesa
arcipretale della Madonna dell'Assunta, una delle più belle
chiese gotiche del Trentino. All'interno della chiesa si possono notare
il polittico ligneo (Flügelaltar)
scolpito nel 1465 (per lungo tempo conservato al museo del Buonconsiglio
a Trento) e il grandioso affresco celebrativo
dei Römer, potente famiglia primierotta con grossi interessi
nelle miniere, rappresentata in adorazione del Cristo risorto. Vicino alla
chiesa si incontra il Palazzo del Dazio delle
Miniere, antica sede del magistrato deputato al controllo delle miniere
e dell'ufficio delle imposte, il cosiddetto "Bergrichter".
Il palazzo è di gusto austriaco, con feritoie, bifore e sporgenze.
L'attività estrattiva di argento e rame fu fiorente dal 1350 al 1500
circa. Oggi il Palazzo delle Miniere ospita un
museo etnografico, con mostre permanenti dedicate alla fucina, all'arte
casearia, alla filatura e tessitura ed altre attività artigianali.
Alcune sale sono dedicate all'attività nelle miniere di Primiero,
in altre vi sono documenti riguardanti Luigi Negrelli,
ingegnere nato a Fiera di Primiero e progettista di molte ferrovie europee
ed ideatore e progettista del canale di Suez. Una sezione è dedicata
ai fossili, un'importante collezione privata donata al museo. Accanto al
palazzo sorge l'antica
chiesetta romanica di San Martino dell'XI secolo, ora battistero.
Tra gli eventi da segnalare, "Fiera
Incontri", una serie di interessanti appuntamentitra
luglio e agosto, in cui il centro di Fiera di Primiero si trasformerà
in un salotto, con incontri dedicati alla cultura, alla tradizione, alla
cucina locale.Ce ne parla nell'intervista
in tv Francesca Franceschi, vicesindaco
di Fiera di Primiero. Gianni Bonat invece,
dell'Associazione Tonadighi
Strighi, ci illustra l'evento clou della stagione,
la Gran
Festa del Desmontegar in settembre, quando il bestiame scende dalle
malghe in quota verso il fondovalle, in una lunga processione di animali
e pastori, accolti in paese da due ali di folla festante. Alla
"Desmontegada", Girovagando ha dedicato la puntata del 20 settembre
2007.
Escursioni
scelte di Girovagando nella zona del Primiero
Col
Margherita m 2545
Superpanoramica e facile escursione scialpinistica nella Catena
di Bocche, adatta anche in ciaspole, in uno dei posti più
spettacolari del Trentino, con veduta fantastica sulle Pale
di San Martino - n. 342 - 28 marzo 2009
Lago
della Cavallazza m 2324
Facile e breve escursione alla Cavallazza, nel Lagorai orientale
sopra Passo Rolle. Adattissimo anche in ciaspole n.
341 - 21 marzo 2009
Cima
Bocche m 2745
Fantastica escursione nella Catena di Bocche (Passo Valles):
itinerario ad anello da Malga Vallazza fino a Cima Bocche, toccando
il Lago di Juribrutto, tra trincee e vestigia della Grande Guerra
- n. 321 - 1/11/2008
Giro
del Colbricon- Lagorai
Escursione ad anello attorno al Colbricon, teatro della Grande
Guerra, partendo da Passo Rolle n. 169
- 10 novembre 2005
Pale
di San Martino
Attraverso i grandiosi deserti "lunari" dell'Altopiano
delle Pale di San Martino : mini trekking di 15 chilometri a
2500 metri di quota 27/AGO/2004
Giro
della Cavallazza m 2324
Sulle tracce della Grande Guerra nella zona di Passo Rolle tra
trincee, gallerie, caverne, fortificazioni 9/SET/2004
Piccolo
Colbricon m 2511
Escursione "storica" sulle tracce della Grande Guerra
in Lagorai: salita al Piccolo Colbricon dalle Buse dell'Oro,
attraverso la "cittadella" di trincee e fortificazioni
austriache- 23/09/2004
Cima
Juribrutto m 2687
Una "classicissima" nei pressi di Passo Valles, da
fare in ogni stagione, a piedi, con gli sci o con le ciaspole 12/11/2004