trento - monte bondone 2010
17 luglio 2010
VIDEO
 
Il ponte tibetano alla palestra di roccia "Graffer" sul Monte Bondone (© foto Agh)

Questa quinta puntata del ciclo estivo è dedicata alla città di Trento e alla sua montagna, il Monte Bondone. Ci accompagna nella nostra visita Elda Verones, direttore dell'Azienda per il turismo di Trento - Monte Bondone e Valle dei Laghi. Per un'ampia panoramica sulla zona vi rimandiamo alle nostre numerose puntate precedenti.

 
Il Giardino Botanico alle Viotte (foto Agh)  
 
Il giardino botanico è tra i più antichi e grandi delle Alpi (© foto Agh)  
 
Sono oltre 1500 le specie presenti (© foto Agh)  
 
Il Giardino Botanico è stato fondato nel 1938 (© foto Agh)  
Il Giardino Botanico alle Viotte sul Monte Bondone

A circa mezz'ora d'auto dalla città di Trento, sul Monte Bondone, il Giardino Botanico Alpino in località “Viotte” è uno dei più grandi e antichi giardini botanici delle Alpi. Fu fondato nel 1938 dal Museo Tridentino di Scienze Naturali che tutt'ora lo gestisce, e dalla SAT (Società Alpinisti Tridentini), per promuovere la conoscenza e la salvaguardia della flora alpina. La piana delle Viotte, a circa 1500 metri di quota, famosa per le sue torbiere e le meravigliose praterie ricchissime di fiori, fu scelta per realizzare il giardino botanico. Le numerose piante sono raggruppate secondo i grandi areali di origine. Così, ad esempio, nel complesso eurasiatico sono raccolte specie dei Pirenei, delle Alpi, dell'Appennino, dei Balcani, dei Carpazi, del Caucaso ed entità comuni ai due continenti. Le piante alpine di tutto il mondo costituiscono una vasta documentazione vivente della biodiversità vegetale dell’ambiente alpino. I semi delle piante a rischio di estinzione vengono raccolti per formare una ricca collezione, la Seed Bank, a disposizione della rete internazionale dei giardini botanici. In questo ambito è pubblicato annualmente, fin dal 1959, Delectus seminum, la lista dei semi offerti dall'Orto Botanico del Museo, da scambiare con altri giardini. Oggi il giardino botanico conta circa 2000 specie di piante e fiori, sia italiane che provenienti dai principali gruppi montuosi del pianeta. Il giardino roccioso, ricco di specie officinali, spontanee e ornamentali si estende per circa un ettaro ed è circondato da prati e boschi per altri 9 ettari.

Eventi estate 2010 al Giardino Botanico

Il Giardino Botanico, sullo sfondo il Rifugio intitolato a Cesare Battisti (© foto Agh)
 
Walter Nicoletti con Elda Verones (© foto Agh)   Emilio Coser, responsabile del giardino botanico
 
Primula veris (© foto Agh)   Clematide alpina (© foto Agh)
 
Soldanella (© foto Agh)   Silene acaulis (© foto Agh)
Fioritura di magnifici lupini (© foto Agh)

Giardino botanico alle "Viotte"
Museo Tridentino di Scienze Naturali - Via Calepina, 14 - 38100 Trento
Tel. 0461 / 270311
www.mtsn.tn.it

Il Gruppo di Brenta con Cima Tosa m 3173 visti dalle Viotte (© foto Agh)

 
Il ponte tibetano a 20 metri d'altezza (© foto Agh)  
 
Walter Nicoletti intervista la guida alpina Fabrizio Conforto (© foto Agh)  
Palestra di roccia "Giorgio e Rita Graffer "a Vason

La storica palestra di roccia del Monte Bondone, intitolata ai fratelli e alpinisiti Giorgio e Rita Graffer, è frequentata a partire dagli anni '60. Un recente e intelligente progetto di recupero dell'’Azienda Forestale di Trento-Sopramonte e di Giuseppe Bagattoli, ingegnere e guida alpina, ha riportato in auge questa bella palestra a soli 20 minuti dalla città. Le varie attrezzature sono state collocate a regola d’arte dalle guide alpine di Dolomiti Avventura (Andrea Zanetti, Cristoforo Groaz, Fabrizio Conforto e Marco Furlani), l’associazione di guide alpine che ha in gestione la palestra”. Si raggiunge in pochi minuti a piedi partendo a valle dell'Hotel Montana a Vason, e si sviluppa con varie vie di diversa difficoltà su una parte rocciosa verticale in un piccolo anfiteatro nel bosco. Da un roccione isolato, un ponte tibetano e due "teleferiche tirolesi" permettono di provare l'ebbrezza del vuoto da oltre 20 metri d'altezza. L'ubicazione nel bosco, la quota di 1580 metri e l'esposizione, consentono di scalare al fresco anche in piena estate. La troupe di Girovagando documenta nella puntata in tv l'attività di un gruppo di ragazzi con la loro guida alpina Fabrizio Conforto. In tutta sicurezza con casco, imbrago e moschettoni, i ragazzi vengono introdotti ai rudimenti dell'arrampicata. Fabrizio è bravo, simpatico, paziente e infonde una grande sicurezza, tanto da convincere anche il nostro Walter Nicoletti a provare l'attraversamento del ponte tibetano.

www.dolomitiavventura.it (per info sulle attività alla palestra di roccia)

Attraversamento del ponte tibetano (© foto Agh)
 
Pronti per la salita (© foto Agh)   Walter osserva preoccupato il ponte tibetano...(Agh)
 
La palestra di roccia (© foto Agh)   Preparazione e controllo degli imbraghi (© foto Agh)
 
Walter Nicoletti in posa plastica sulle rocce (Agh)   Fabrizio Conforto (© foto Agh)
I ragazzi imparano ad affrontare una via ferrata con casco, imbrago, moschettoni di sicurezza (© foto Agh)
Pascoli di Malga Brigolina (© foto Agh)
Le bellissime sculture di pasta di sale di "Anna" a Malga Brigolina (© foto Agh)

 
Malga Brigolina sul Monte Bondone (© foto Agh)  
 
L'interno dell'agritur (© foto Agh)  
 
Le tavolate all'aperto (© foto Agh)  
 
Lavorazione del latte a Malga Brigolina (© foto Agh)  
 
Walter Nicoletti con Graziella Scaratti, gestore di Malga Brigolina (© foto Agh)  
 
Nella fattoria didattica si impara a onoscere gli animali (© foto Agh)  
 
Da Malga Brigolina verso il Monte Gazza e la Paganella (© foto Agh)  
A tavola: agritur Malga Brigolina

Malga Brigolina sorge a 1000 metri di quota su un magnifico e panoramico poggio a pochi minuti dalle località di Candriai e Sopramonte, affacciata su grandi pascoli e con lo sfondo delle Dolomiti di Brenta. L’allevamento di mucche da latte, di razza autoctona trentina "rendena", è la principale attività dell’azienda agricola. L’agriturismo, gestito da Graziella Scaratti, offre una cucina tipica trentina: formaggi, insaccati, polenta, spezzatino, strudel e altri piatti tipici. Oltre alla fattoria didattica, è possibile visitare nei pressi la Baita delle Api dove si pratica l'apicoltura. A Malga Brigolina i bambini possono dar da mangiare agli animali (fieno e cereali) come mucche, cavalli, asini, capre, maiali e animali da cortile, conoscere la lavorazione del latte e la sua trasformazione in latticini. È possibile pranzare presso l’agriturismo, pernottare negli appartamenti turistici, acquistare direttamente i prodotti caseari. A Malga Brigolina incontriamo un gruppo di bambini di Asilo nel Bosco, un'iniziativa educativa nata in Danimarca circa 50 anni fa e poi si è diffusa anche in altri paesi, tra cui l'Italia. "Nei paesi nordici, accanto alle tradizionali scuole dell’infanzia, i Kindergarten", ci dice Maura Postal, educatrice, "esiste questa tipologia di istituto educativo della prima infanzia che ha come principale peculiarità lo svolgimento delle attività nel contesto naturale e l’assenza di un edificio quale sede della scuola dell’infanzia. È un’esperienza quotidiana di stretto contatto con la natura, nella consapevolezza e fiducia che questo è l’ambiente di vita, di gioco, di crescita migliore e più salutare per i bambini". Per quanto riguarda la cucina di Malga Brigolina, noi abbiamo degustato il cavallo di battaglia della magla, ovvero il Piatto del Monte Bondone con formaggi e affettati misti (di Cainelli e Belli di Sopramonte), tortel di patate, sottoaceti, tortino di borragine con erbe raccolte nei campi e con fonduta di Trentingrana e speck, dolce di panna cotta, yogurt coi frutti d i bosco. Prezzo indicativo meno di 15-20 euro a persona, bevande incluse, da provare! Nella puntata in tv, abbiamo intervistato Paolo Castelli, assessore allo sport del Comune di Trento, grande appassionato di MTB, che ci parla del percorso di mountain bike che dal Lago di Garda sale sul Monte Bondone (inaugurato il nuovo tratto di ciclabile in Valle dei Laghi) della corsa Gran fondo internazionale Charlie Gaul in memoria del mitico corridore lussemburghese, che proprio sul Bondone vinse nel '59 una tappa passata alla storia.

 
Maura Postal educatrice di "Asilo nel bosco" (Agh)   Con l'assessore allo sport Paolo Castelli (© foto Agh)
 
Gli affettati misti di Malga Brigolina (© foto Agh)   Il tortello di patate (© foto Agh)
 
Tortino di borragine (© foto Agh)   I formaggi della malga (© foto Agh)
 
Tortello, formaggio e sottaceti (© foto Agh)   Le ottime torte fatte in casa (© foto Agh)
I prati attorno a Malga Brigolina (© foto Agh)

Malga Brigolina
Loc. Candriai n. 6
tel 0461 / 947474 - cell 348 / 5667141 - 333 / 2428925
www.agriturismotrentino.com/it/SC/2007/SID/71/Malga_Brigolina

 
Compostiera in vetro (1720) acquamare a penne bianche (foto Buonconsiglio)  
 
Alzata rubino con drago e serpente, 1885 (foto Buonconsiglio)  
 
Perle d'Africa (foto Buonconsiglio)  
 
Piatto veneziano (1460-70) in vetro color ametista decorato a smalto (foto B.)  
"L'avventura del vetro" in mostra al Castello del Buonconsiglio
fino a novembre 2010

La doppia sede museale del Castello del Buonconsiglio di Trento e del Castel Thun in Val di Non ospita l'esposizione ''L'avventura del vetro. Dal Rinascimento al Novecento tra Venezia e mondi lontani''. 700 oggetti unici, in parte provenienti da collezioni provate, in parte dal Museo del Vetro di Murano e dalla preziosa collezione dell’ufficiale asburgico Taddeo de Tonelli e dai Musei Civici di Venezia. Le preziose collezioni pubbliche e private restituiranno l'immagine delle molteplici applicazioni del vetro, come materia straordinariamente duttile e versatile. Questo tema affascinante consentirà di illustrare anche aspetti salienti della tecnica e degli stili quando, in epoca rinascimentale, le officine dei vetrai muranesi influenzarono la storia del vetro europeo grazie anche alle nuove scoperte del cristallino, del lattimo e del calcedonio e di tecniche innovative come la filigrana a reticello e a retortoli. Tra la sorprendente varietà di applicazioni del vetro, la mostra focalizzerà in particolare l'attenzione sugli impieghi per la creazione di gioielli, bicchieri, calici, vasi e piatti per sontuose tavole e apparati decorativi. Il percorso della mostra curata da Aldo Bova, si snoderà lungo i prestigiosi ambienti del Castello del Buonconsiglio di Trento e le magnifiche sale di Castel Thun in Val di Non, e si articolerà in diverse sezioni arricchite da splendide ricostruzioni scenografiche: dalla lavorazione del vetro in una fornace, all'individuazione e preparazione delle materie prime, ai vetri da tavola, da illuminazione, da spezieria. Nel mese di agosto ogni giorno sarà proposto lo spettacolo teatrale “Glass” messo in scena da L’uovo Teatro Stabile di Innovazione de L’Aquila. Nella puntata in tv Alessandro Casagrande, addetto stampa del Castello del Buoncosiglio, ci llustra la mostra.

Castello del Buonconsiglio
Via Bernardo Clesio, 5 - Trento
Tel 0461/233770
www.buonconsiglio.it

 
L'artista Remo Wolf (foto Museo Diocesano)  
 
Fiori, 1947 - xilografia, legno di testa, prova d’artista (foto Museo Diocesano)
 
 
Contadina, 1955-56 - olio su tavola, Trento (collezione privata, foto MD)
 
La mostra di Remo Wolf al Museo Diocesano

A poco più di un anno dalla morte, il Museo Diocesano Tridentino, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Trento, dedica a Remo Wolf (1912 - 2009) una grande mostra intesa a ricostruire quel percorso umano e artistico che lo ha visto tra i maggiori protagonisti dell’arte incisoria del secolo scorso. Per tutta la sua lunga esistenza l’arte è stata per Wolf una scelta di vita ma, soprattutto, il suo principale “mestiere”, esercitato da grande maestro, sperimentando le diverse tecniche artistiche, dalla pittura, al disegno, all’incisione, alla costante ricerca di innovative strategie espressive e di inediti intrecci tematici. Indiscusso maestro dell’incisione di levatura europea, Remo Wolf ha sempre voluto rappresentare l’universo umano e la natura che lo circonda, nell’intento di creare quella che lui definiva “una visione completa”: figura, natura morta e paesaggio hanno per l’artista un ruolo di primaria importanza. Nelle sue composizioni, che si sviluppano spesso attraverso cicli tematici, sogno e realtà, mistero e magia, si incontrano comunicando un’insolita energia compositiva, tanto che ogni immagine diviene una sorta di rappresentazione scenica dove gli attori raccontano di sé, ma anche di quella parte di mondo che li avvolge. Il segno è deciso e forte, non ha esitazioni; traccia linee nette sulla tela o sulla tavola, scava il legno con un gesto sicuro, con zone di luce e d’ombra, contrasti di vuoti e pieni. Sono immagini dinamiche, dove spesso la sovrapposizione di più elementi porta a cercare anche nel più piccolo dettaglio una possibile chiave di lettura, un messaggio da interpretare. Perché tutto, nelle opere di Remo Wolf, ha una precisa collocazione e una ben definita ragione d’essere. L’esposizione è il risultato di un’approfondita ricerca che ha inteso inquadrare l’attività di Remo Wolf in un più ampio contesto territoriale, storico e artistico. L’indagine ha voluto fornire apparati conoscitivi il più possibile esaustivi e corretti e produrre un’ampia documentazione che costituisca per il futuro un punto di riferimento per quanti vorranno conoscere questo importante artista trentino. Nella puntata in tv, Chiara Leveghi del Museo Diocesano Trentino ci illustra la mostra.

biografia di Remo Wolf

Museo Diocesano Tridentino
Palazzo Pretorio 18, Piazza Duomo
Uffici: Via Garibaldi, 10 - 38100 Trento
Tel. 0461 / 234419
www.museodiocesanotridentino.it


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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Dolomiti di Brenta: Cima Tosa m 3173 vista da Malga Brigolina (© foto Agh)
Panoramica della piana delle Viotte da Cima Verde (© foto Agh)

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