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| GARDA TRENTINO 4 dicembre 2010 |
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Ma chi l’ha detto che il Garda Trentino in inverno va in letargo? Tutt’altro! E Girovagando di questa settimana ve lo dimostrerà. A Riva visitiamo la meravigliosa Strada del Ponale, arditissima opera di ingegneria civile, oggi trasformata in sentiero per pedoni e ciclisti con viste mozzafiato sul Lago di Garda. Poi tutti a "Casa di Babbo Natale" a Riva, quindi ad Arco... e molto altro. Seguiteci! Babbo Natale a Riva del Garda! Dal 4 di dicembre al 5 di gennaio Babbo Natale è a Riva del Garda, nella sua accogliente Casa circondata dal lago dentro la fortezza della Rocca. Uno spazio interamente dedicato alle famiglie e ai bambini dove è possibile trascorrere diverse ore in piena libertà e sicurezza. Qui i bambini possono parlare direttamente con Babbo Natale e comporre le loro letterine in attesa degli splendidi regali che riceveranno sotto l’albero. Per entrare nelle stanze della Casa bisogna cercare il passaggio che porta all’Ufficio Postale, all’Officina degli Elfi e alla Stanza dei Racconti, con un grande letto e un rifornito guardaroba; Babbo Natale trascorre le sue giornate tra una stanza e l’altra dando una mano dove c’è bisogno, mentre Natalina passa il tempo in cucina per assicurarsi che Babbo Natale ed i suoi elfi siano ben nutriti e che tutto sia pronto in tempo per Natale. Nell’Ufficio Postale arrivano milioni di lettere dai bambini di tutto il mondo. Babbo Natale le legge tutte e soltanto dal nome del bambino, sa dire come si è comportato; per ogni bambino ha una lista di “meriti” e “demeriti”, a cui aggiunge i propri commenti. L’Officina degli Elfi è il posto più rumoroso della casa. A parte quando Babbo Natale organizza una festa (e questo, per fortuna, accade abbastanza spesso), gli elfi sono occupati tutto l’anno a costruire ed inventare lavoretti straordinari.Anche i bambini possono partecipare alle attività che si svolgono nell’Officina, basta fantasia e buona volontà e tutti possono realizzare decorazioni, biglietti e regalini natalizi. Natalina invece la fa da padrona nella sua Cucina, dove prepara i dolci di Natale e i pasti per gli elfi e le Renne. Tutti i piatti sono preparati seguendo le sue ricette, scelte con cura e approvate da Babbo Natale in persona. Babbo Natale ama raccontare fantastiche storie ai bambini che lo vanno a trovare, trascorre con loro molto tempo anche perché vuole scoprire i loro desideri più segreti.
Il Consorzio Riva in Centro ha organizzato una serie di eventi e manifestazioni di intrattenimento per gli ospiti. Ad Arco si potrà far visita ad uno dei più suggestivi Mercatini di Natale del Trentino dove si respira la vera aria di tradizione ed autenticità. Il Garda trentino, grazie ad una rete capillare di sentieri e piste ciclabili offre anche in inverno diverse occasioni per gli escursionisti e gli amici della vacanza attiva. In modo particolare siamo stati sul sentiero della Ponale, la vecchia strada del 1850 che collegava la Busa di Riva alla Val di Ledro, dove Fabrizio di Stasio e Enzo Bassetti ci hanno descritto le bellezze del Garda d’inverno e le importanti testimonianze della Grande Guerra.
Fu Giacomo Cis, nato a Bezzecca nel 1782, mulattiere e carbonaio in gioventù come il padre, a concepire quella che per l'epoca era considerata da tutti una follia: una strada scavata nella roccia a picco sul lago, che collegasse i paesi ledrensi con il Garda. A quel tempo i collegamenti con la pianura erano assai difficoltosi poiché la valle si trovava isolata a 700 metri di quota, chiusa da altissime montagne a nord e sud, e da profonde gole ad ovest verso Storo e ad est verso il Garda. Su questo versante c'era un insidioso tracciato, ripido e sconnesso, che scendeva dalla valle fino al Porto del Ponale, dove ci si imbarcava poi per Riva. Una comunicazione così difficoltosa con l'importante centro gardesano ha bloccato per secoli l'economia della Val di Ledro: la vecchia strada era così disagevole che nemmeno i carri potevano percorrerla e le merci erano trasportate dai muli. Si può dire che Giacomo Cis votò la sua intera esistenza alla realizzazione del suo sogno. Incurante delle derisioni e contro il parere di tutti, studiò a lungo il colossale progetto: esso prevedeva l'incisione della viva roccia sovrastante il Lago di Garda con una strada di transito larga a sufficienza per consentire il passaggio di grossi carri, con una pendenza non eccessiva e dotata, nei punti più esposti o maggiormente soggetti alla caduta di pietre, addirittura di qualche galleria. Nel 1833, Giacomo Cis fu nominato presidente di un comitato stradale di valle: con la sua energia e la sua operosità persuase i vari comuni ledrensi a realizzare una strada che collegasse i vari comuni. Tra il 1838 e il 1843 fu realizzata la strada che collegava località Ponte del Porcile, sotto Biacesa, con il comune di Storo. Ora restava il collegamento più importante, quello verso il Garda. Nel 1847 il progetto era pronto e finalmente il 14 luglio il Capitanato Circolare di Rovereto diede la concessione ai lavori, che iniziarono nel febbraio del 1848 e furono molto tribolati, con varie sospensioni dovute anche ai moti rivoluzionari del 1848. Più di una volta Giacomo Cis anticipò di propria tasca i denari che mancavano alle casse comunali purché si procedesse senza intoppi nell'opera. Ma la sua salute, che aveva risentito di tutte le battaglie e delle ansie che aveva dovuto affrontare e subire, era ormai malferma ed una scossa dolorosa si aggiunse allorché, nel 1849, morì sua moglie. I lavori proseguirono tuttavia a ritmo assai veloce, e già nell'autunno del 1850, Giacomo Cis, che si era proposto di essere il primo a percorrere l'ardita via, realizzò il suo sogno compiendo il tragitto parte in carrozza e parte a piedi. Quando ormai si davano gli ultimi colpi di piccone, il 3 gennaio 1851 l'ideatore di questa spettacolare e storica opera stradale morì improvvisamente. Poco dopo la sua morte la strada fu ultimata e aperta al pubblico. Fino alla costruzione del nuovo tunnel stradale nel 1989, presso Riva, la spettacolare Strada del Ponale sarà un importante e vitale collegamento stradale con la Valle di Ledro. In seguito dismessa e chiusa al traffico per gli alti costi di manutenzione e per il pericolo di frane, dopo anni di incuria torna a nuova vita grazie ad un battagliero comitato intitolato a Giacomo Cis, costituitosi nel 1999 per la salvaguardia e valorizzazione della strada del Ponale. Grazie ad una intensa attività di sensibilizzazione, con mostre, proiezioni di documentari storici e altre iniziative, e soprattutto alla raccolta di oltre 10.000 firme, di cui circa la metà sono straniere, finalmente il comitato riesce a smuovere le acque. L'argomento della vecchia strada del Ponale è discusso più volte nei Consigli comunali di Riva del Garda e Molina di Ledro nonché in Consiglio provinciale: si arriva quindi alla decisione di trasformare l'ex strada del Ponale in sentiero. Il progetto è realizzato tra l'autunno 2003 e la primavera 2004 a cura del Servizio Ripristino della Provincia Autonoma di Trento. Finalmente il 14 luglio 2004, esattamente 157 anni dopo il rilascio della concessione edilizia per la costruzione, il vecchio tracciato dai panorami mozzafiato tra rocce strapiombanti sul lago è finalmente inaugurato con la denominazione di Sentiero del Ponale Giacomo Cis, riconsegnato all’uso di pedoni, ciclisti, escursionisti e sportivi. La battaglia del comitato Giacomo Cis non è tuttavia conclusa: essa continua con la richiesta di restituzione della parte della vecchia Gardesana chiusa dopo la frana del 1999, anche perché solo tramite essa è possibile arrivare alla spiaggia dello Sperone, oggi inaccessibile, una volta "la spiaggia dei rivani". Inoltre è l'unico accesso dal basso alla cosiddetta Tagliata del Ponale, un eccezionale sistema fortificato in galleria, costituito da un dedalo di corridoi e trincee scavate direttamente nella roccia sopra il lago di Garda. Il comitato sta inoltre pensando alla tutela di questo storico paesaggio, unico nel suo genere, tramite organismi internazionali, come l'Unesco. Il tracciato attuale della Strada del Ponale aperto ai pedoni e alle biciclette è lungo 14,5 chilometri, partendo da Riva del Garda fino a Pieve di Ledro. Il dislivello è di 550 metri circa. [di Agh]
Per il pranzo siamo ospiti del Casinò di Arco, dove reincontriamo lo chef Marcello Franceschi, che abbiamo conosciuto come gestore del ristorante "Forte Alto" nella puntata del 17 aprile 2010. Di recente ha preso in gestione anche il ristorante del Casinò di Arco dove, oltre ad una cucina espressa nella pausa di mezzogiorno, propone la sua estrosa cucina del territorio. Per noi di Girovagando ha preparato alcuni piatti natalizi che sarà possibile degustare nel periodo natalizio. Come primo, antipasto di lago con sarda ripiena marinata con cipolle e aceto balsamico di mela, anguilla marinata, bocconcini di trota con aceto di lamponi; per primo gnocchetti di ricotta nostrana in cialda croccante di Trentingrana con vellutina al basilico; secondi, prosciutto di cervo su misticanza con scaglie di Trentingrana e gocce d'olio extravergine del Garda Trentino, millefoglie con petto d'anatra scaloppato e intingolo al rosmarino con verdurine saltate, dolce fantasia di frutta fresca con salsa ai frutti di bosco, zelten, millefoglie con crema chantilly allo zabaglione, tortino di mele al profumo di cannella.
In questa puntata percorriamo i sentieri presso l’oliveto che da secoli campeggia nello splendido scenario del Castello di Arco: un luogo che testimonia l’identità geografica ed ambientale di una terra unica. Un luogo, l’Alto Garda, che possiamo tranquillamente definire come la sintesi più efficace del clima di transizione fra il Mediterraneo e le Alpi e dove l’inverno può trascorrere nella mitezza di un sole dolce e generoso. testi di Walter Nicoletti e Agh foto di Alessandro Ghezzer © Copyright 2001-2010 - E' vietata la riproduzione di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All rights reserved
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