valle dei mocheni
Primavera nella "valle incantata" - 5 giugno 2010
VIDEO
 
Erna e Alda, donne mochene di Palù alla casa-museo Filzerhof (© foto Agh)

Torniamo in Valle dei Mòcheni, la "valle incantata" come la definì lo scrittore Robert Musil, tra le montagne della splendida Catena del Lagorai. Questa valle particolare, a soli 20 chilometri da Trento e in un ambiente naturale di grande bellezza, è nota per essere un’isola linguistica di origine tedesca. Per un'ampia panoramica sulle attrattive della zona vi rimandiamo alle puntate precedenti.

 
Maso Filzerhof in Valle dei Mocheni (© foto Agh)  
 
L'ingresso del maso (© foto Agh)  
 
Donne mochene intente alla tessitura (© foto Agh)  
 
Una delle stanze da letto con la grande stufa a olle (© foto Agh)  
 
Angolo del maso con focolare (© foto Agh)  
 
Nella cucina del maso (© foto Agh)  
 
L'ingresso al fienile al piano superiore (© foto Agh)  
 
I tronchi ad incastro con la tecnica "blockbau" (© foto Agh)  
 
Il maso era pressoché autosufficiente: in primo piano l'orto (© foto Agh)  
 
Erna e Alda vicino alla stufa (© foto Agh)  
"Maso Filzerhof", la casa-museo dei Mocheni

Maso Filzerhof
è il luogo in cui sono custodite le tradizioni e la cultura della gente mòchena. Esso ha origine dalla colonizzazione della parte alta della Valle del Fèrsina di emigrati di lingua tedesca a partire dal XIII secolo d.C. I signori feudatari dell'epoca concedevano ai capifamiglia degli appezzamenti delle dimensioni medie di 20 ettari, con il compito di dissodare la terra e costruire la propria casa. Le abitazioni e le terre concesse in proprietà formarono i villaggi ad una altitudine tra gli 800 ed i 1400 metri. Al di sopra di questa quota la montagna rimaneva, e lo è ancor oggi, proprietà collettiva. Qui ogni famiglia per sfruttare i pascoli di alta quota costruiva la propria "summerstol", la residenza temporanea estiva. Il Maso Filzerhof si trova a 1250 metri di quota e risale al 1400: il primo proprietario del quale si ha una qualche notizia e da cui probabilmente il maso ha preso il nome era un certo Filzmoser (1591). Questi verso il 1600 lasciò il maso che venne occupato da un'altra famiglia: dalla metà del '700 un certo Laner, anticamente originario da Frassilongo e stabilitosi poi nel maso Lanhof di S. Francesco, sposò probabilmente una erede del maso, per cui trasferì la sua residenza e diede origine alla discendenza dei Laner detti Filzer. Questa famiglia riuscì a mantenere unita la proprietà originaria del maso, anzi la ampliò: per mancanza di altri eredi maschi i possedimenti passarono di generazione in generazione ad un unico erede. La famiglia dei Filzer si estinse nel 1967. Il complesso rurale-abitativo del Filzerhof, essendo un sito di grande interesse etnografico, fu acquistato nel 1992 dal Kulturinstitut che ne intraprese il restauro a partire dal tetto, ormai fatiscente. L'intervento di restauro, realizzato da maestranze locali, ripropone l'uso dei saperi e delle tecniche tradizionali del lavoro. Nel 1998, conclusa la prima fase di restauro conservativo e resi agibili alcuni locali, il maso è stato aperto al pubblico. L’architettura del maso mocheno è costituito da un edificio centrale costruito con le due principali materie prime a disposizione: il legno e la pietra. Il piano terra ha normalmente murature in pietra, mentre il piano superiore è formato con tronchi incrociati con la tecnica diffusa nell'arco alpino detta blockbau. Per la copertura del tetto, dopo il Settecento la paglia è stata soppiantata dalle assicelle di legno in larice fermate con sottili traverse. Spesso sotto un unico edificio trovavano spazio la cucina, una o più camere e, accanto, la stalla per i vari animali. Al piano superiore vi era il granaio, l’ara e, fondamentale, il fienile. A Maso Filzerhof possiamo osservare com'era organizzata la casa contadina d'un tempo, con gli arredi e gli strumenti di lavoro originali. Alda ed Erna, due simpatiche donne di Palù nei loro costumi tipici, si sono prestate gentilmente a farci da comparse durante le nostre riprese, permettendoci di "rivivere" le suggestione della vita d'un tempo nell'antico maso. Nella puntata in tv, un'intervista al nuovo sindaco di Fierozzo, Luca Moltrer, e a Claudia Marchesoni che ci parla dell'Istituto Culturale Mocheno, di cui è conservatrice. Maso Filzerhof è una delle sedi visitabili del Bersntoler Museum, una serie di strutture visitabili sparse sul territorio con le quali si propone un’immagine del lavoro tradizionale, della vita e della storia della comunità mochena.

 
Con Claudia Marchesoni (© foto Agh)   Luca Moltrer (© foto Agh)
Erna e Alda si scambiano impressioni sul corredo del bambino (© foto Agh)
Maso Filzerhof si trova in splendida posizione panoramica sulla valle (© foto Agh)
Antichi mestieri rievocati a Maso Filzerhof (© foto Agh)

Maso Filzerhof
Bersntoler Kulturinstitut - Istituto Mocheno
38050 Palú del Fersina (TN)
Tel. 0461 / 550073
www.bersntol.it

 
L'antico mulino di Roveda (© foto Agh)  
 
Il mulino serviva per la macinazione dei cereali (© foto Agh)  
 
I complessi ingranaggi in legno (© foto Agh)  
 
La macina in pietra (© foto Agh)  
De Mil - Il mulino

Sulla strada per Kamauz, qualche chilometro a valle dell'abitato, si trova un'altra interessante struttura recuperata: l'antico mulino a tre ruote. La macinazione dei cereali nella vallata avveniva in numerosi mulini. Potevano essere ad una o tre ruote. Una serie di ingranaggi in legno trasmetteva il moto rotatorio dalle ruote ad acqua alle macine o al pestino per l’orzo. Nell’ambito della realizzazione di un museo sul territorio della comunità mòchena, il Kulturinstitut ha acquistato e restaurato l'antico mulino di Roveda, alimentato dall’acqua del Rio Rigolor. Situato in posizione strategica nei pressi del sentiero che porta a Falèsina, è visitabile da aprile agli inizi di novembre. Nel campo a monte della struttura ci sono coltivazioni di cereali, che costituivano la base dell'alimentazione tradizionale contadina. I pendii della valle, come risulta dalle mappe catastali del 1856, erano coltivati con segale, orzo, avena e, nelle zone soleggiate, mais e frumento. La segale, tipico cereale di montagna resistente al freddo, ha un breve ciclo vegetativo e cresce anche su terreni aridi: era perciò presente abbondantemente in valle da secoli. Dai documenti storici si evince che, fino alla fine del XVII secolo, i tetti dei fienili erano in paglia di segale, sostituita successivamente dalle scàndole in legno di larice ("de schintln" in mocheno) . Con l’orzo intero si cuocevano soprattutto minestre mentre, tostato e macinato, si usava per il caffè. L’avena era destinata all’alimentazione animale. La grande importanza che i cereali hanno rivestito per secoli nell’economia locale si riflette nell’architettura e in cognomi e soprannomi.

L'interno del mulino con le tre macine (© foto Agh)
Masi sparsi sulle falde delle montagne del Lagorai (© foto Agh)
La troupe di Girovagando arriva all'agritur Tinglerhof (© foto Agh)

 
Agritur Tinglerhof (© foto Agh)  
   
Il logo degli agritur trentini   Sala da pranzo (© foto Agh)  
   
Rinaldo Paoli (© foto Agh)   La stanza per gli ospiti (f. Tinglerhof)  
 
La tavolata di Girovagando (© foto Agh)  
 
Rinaldo è sempre disponibile a spiegare come funziona la fattoria (© foto Agh)  
 
Veduta dell'agritur Tinglerhof (© foto Agh)  
A tavola, agritur Tinglerhof

L’agritur Tinglerhof, a 1350 metri di quota, è di recente ristrutturazione e mantiene le caratteristiche tipiche dei masi rurali. E' gestito dalla famiglia di Rinaldo Paoli e Tiziana Oss, assieme ai figli Italo, Bruna e Samantha. Le famiglie Oss e Paoli sono da secoli residenti nella Valle dei Mocheni, tuttora impegnate nelle tradizionali attività dell’economia di montagna quali l’allevamento di animali e la trasformazione dei derivati. Il tutto su piccola scala, essendo la conduzione dell’attività totalmente familiare. E’ soprattutto Italo che si dedica alla fienagione e alla cura degli animali, le mucche grigio alpine, dei maiali, dell’autoctona capra mochena (puntata 2 maggio 2009), delle galline e dei conigli. Tre anni orsono la famiglia Paoli ha voluto ristrutturare il proprio maso offrendo ospitalità e servizio di ristorante, curato da Tiziana assieme alle figlie. La cucina offre i piatti tipici della zona: molto apprezzato il tagliere con gli affettati e formaggi di propria produzione, accompagnato dal pane tradizionale, la "pinza mochena", che ha come base dell’impasto la panna del latte. Poi i piatti tradizionali di carne o selvaggina accompagnati dalla polenta. Tra i dolci ci sono i kropfen, la torta di pane, la crostata di mirtilli rossi, il rotolo ai frutti di bosco. A disposizione degli ospiti in un ambiente assolutamente tranquillo, due comode camere con bagno privato. L'agritur Tinglerhof è l'ideale per una vacanza rilassante, a contatto con la vita agreste, con la possibilità di fare belle e tranquille passeggiate o escursioni più impegnative nella splendida catena del Lagorai. I prodotti dell'azienda agricola possono essere non solo degustati ma anche acquistati direttamente sul posto. Maso Tinglerhof è anche adatto a merende o cene (prenotare almeno 3 giorni prima), ricorrenze o cerimonie come battesimi e comunioni.

 
Affettati e formaggi misti (© foto Agh)   Deliziosi porcini sott'olio (© foto Agh)
 
La "pinza mochena" (© foto Agh)   Polenta con coniglio, cotechino e spezzatino (Agh)
 
"Ritratto rosso" di Cantina La Vis (© foto Agh)   Fantasia di dessert (© foto Agh)
Luciano con lo staff dell'agritur Tinglerhof (© foto Agh)

Agritur Tinglerhof
Loc. Tingherla, 180/1
Fr. Roveda Frassilongo
tel. 0461 / 549041 - cell. 338 / 6731928
www.agriturtinglerhof.com

Mario Pallaoro all'interno dello spettacolare "geode" ricostruito al museo "Pietra Viva" (© foto Agh)

 
Il Museo Pietra Viva in località Stefani (© foto Agh)  
   
Damiano Fontanari (© foto Agh)   Esposizione di cristalli (© foto Agh)  
   
Pagliuzze d'oro nella sabbia (Agh)   Una pepita (© foto Agh)  
 
Mario Pallaoro mostra ai ragazzi come si cerca l'oro nei torrenti (© foto Agh)  
Museo Pietra Viva

Il nuovissimo museo Pietra Viva in località Stefani è stato curato dai celeberrimi Mario e Lino Pallaoro, noti cercatori d’oro ed esperti di minerali, divenuti molto popolari per le apparizioni nella trasmissione televisiva Rai Geo&Geo. Grazie alla donazione della loro imponente collezione di minerali, il Comune di S. Orsola ha realizzato il museo in uno storico edificio che raccoglie anche un'esposizione etnologica sui mestieri della gente mochena. Il pezzo forte però è la sezione dedicata ai minerali, in cui i fratelli Pallaoro hanno profuso tutta la loro passione. Spettacolare infatti è la ricostruzione del più grande geode (ovvero una cavità naturale nella roccia rivestita di cristalli) rivenuto nell'arco alpino proprio dai fratelli Pallaoro. Il museo offre anche una rievocazione della vita degli antichi minatori che lavoravano in Valle dei Mocheni fin dal 1300, e la cui massima attività si sviluppò tra il 1500-1600, per poi incontrare un inevitabile declino. L'importanza dell'acqua come fonte di vita e di lavoro per l'uomo, è testimoniato dai mulini, dalla forza dei torrenti che scavano la pietra e modellano le valli. Nel museo è possibile sperimentare l'attività dei cercatori d'oro: in un piccolo tratto di torrente artificiale si può provare a setacciare la sabbia alla ricerca delle preziose pepite d'oro. Nella puntata in tv, un'intervista a Mario Pallaoro anima del museo e al sindaco di Sant'Orsola, Damiano Fonatanari.

Una delle sale del museo: abbigliamento e attrezzatura del minatore (© foto Agh)
Mario Pallaoro guida una scolaresca al museo Pietra Viva (© foto Agh)
La vecchia miniera in Val dei Mocheni (© foto Agh)

Museo Pietra Viva
loc. Stefani, Sant'Orsola
cell. 339 / 8159225

 
La troupe di Girovagando all'ingresso della vecchia miniera (© foto Agh)  
 
Mario Pallaoro con Walter Nicoletti (© foto Agh)  
 
Mario Pallaoro ci guida dentro la miniera (© foto Agh)  
La vecchia miniera

Abbiamo il privilegio di avere come guida Mario Pallaoro che ci conduce alla visita della miniera "Grua va Hardömbl", sulla strada che da Frotten porta al Lago Erdemolo. La miniera di pirite era utilizzata già nel 1500, gli ultimi lavori risalgono al secolo scorso. Davvero impressionante e sorprendente il primo impatto con la miniera: dopo aver camminato per un lungo cunicolo nelle viscere della roccia, si arriva ad una grande caverna che si sviluppa in verticale e che è il risultato degli scavi realizzati nei secoli dai minatori. Un articolato sistema di puntelli con grossi tronchi, sostiene le pareti di roccia per impedirne il crollo, mentre ripide scale di legno si inerpicano lungo le pareti gocciolanti d'acqua, con le lampade che rischiarano le vene di pirite, il prezioso minerale che veniva estratto dalla miniera, in parte oggi sommersa. Attrezzi e strumenti da lavoro, reperti originali, minerali ed altri oggetti portano la mente a ritroso nel tempo, in epoche lontanissime dove gli uomini si guadagnavano da vivere lavorando e vivendo duramente. L'accesso alla miniera è possibile solo con visite guidate, un piccolo centro visitatori nei pressi della miniera fornisce le mantelle e il casco di sicurezza. Da vedere!

Dentro le viscere della roccia scavata dai minatori nei secoli (© foto Agh)
Le erte scale si arrampicano nei meandri della caverna (© foto Agh)
La troupe di Girovagando all'interno della miniera "Grua va Hardömbl" (© foto Agh)

 
Intervista a Giulio Prati (© foto Agh)  
 
P.i.r.l.o., una nuova rete di imprese rurali in Valle dei Mocheni (© foto Agh)  
 
Tipiche baite della Valle dei Mocheni (© foto Agh)  
Imprese rurali di qualità

"P.I.R.L.O. en Bersntol" è una nuova rete di imprese rurali per un'offerta turistica di qualità. E' una realtà associativa con l'obiettivo di offrire all'ospite un prodotto turistico di eccellenza, rispettoso dell'ambiente e in sintonia con le tradizioni culturali del luogo. L'associazione è nata dall'incontro di 12 allievi di un corso formativo organizzato nell'ambito del patto territoriale della Valle dei Mocheni e indirizzato ad operatori turistici rurali. Terminata l'esperienza del corso, i partecipanti hanno continuato a frequentarsi con l'intento comune di creare una rete di collaborazione fra strutture recettive presenti sul territorio. Fanno parte di P.i.r.l.o. un agritur, un B&B, case per le vacanze, un rifugio, un ristorante, baite, e in fase di realizzazione, una azienda agricola oltre ad altre realtà tutte accomunate da elevati standard di qualità. Elementi distintivi sono l'ospitalità, la genuinità e la coerenza con le tradizioni, con la storia e la cultura locale. I soci pongono una attenzione particolare alla relazione con l'ospite al quale offrono informazioni sulle peculiarità del territorio, sulle tradizioni e sui prodotti tipici locali. Molto attenti alla sostenibilità ambientale, questi imprenditori privilegiano inoltre forme di energia alternative e di risparmio energetico. Nella puntata in tv, un'intervista a Giulio Prati, attuale presidente dell'associazione (per info cell. 3351881280).


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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Donne mochene alla casa-museo di Maso Filzerhof (© foto Agh)
Pastore di capre sulla strada per il maso Tinglerhof (© foto Agh)
  CONSORZIO PRO LOCO VALLE DEI MOCHENI
Ufficio turistico di Sant'Orsola (Trento) Italia
Loc. Pintarei, 75/a 38050
tel. 0461 / 551440
www.valledeimocheni.it
     
  TRENTINO SPA
Società di marketing territoriale del Trentino
Booking & Contact Center
tel. 0461 / 219500; fax 0461/ 219406
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Puntate precedenti in Valle dei Mocheni

  Valle dei Mocheni
2 maggio 2009
    Valle dei Mocheni
18 febbraio 2006
             
  Valle dei Mocheni
24 gennaio 2004
       

Approfondimenti

  Cenni storici sulla Valle dei Mocheni
La storia antica e moderna, la lingua
a cura dell'Istituto Culturale Mocheno - Cimbro

Le escursioni di Girovagando in zona sul Lagorai

  Monte Costalta m 1955
Una facile escursione ad una delle montagne più panoramiche del Pinetano, ideale anche con ciaspole; 5a puntata di "Anteprima Inverno"
n. 377 - 28 novembre 2009
     
  I tre "giganti" del Lagorai occidentale
Concatenazione di Schliverai Spitz m 2432 (Rujoch), Monte Croce m 2490, Monte Fregasoga m 2452, tra panorami grandiosi e selvaggi. Percorso per gente allenata, circa 20 km per 1600 m/dsl - n. 364 - 28 /08/09
     
  Monte Fravort m 2383
Una splendida "classica" dello sci alpinismo in Lagorai, partendo dalla Valsugana, con percorso ideale anche da fare in ciaspole
n. 338 - 28 febbraio 2009
     
  Monte Croce m 2490 - Lagorai
Traversata dalla Val dei Mocheni al Monte Croce in Val Calamento, scollinando per il Passo Cagnon: itinerario un po' impegnativo (16 km per 1000 mt di dislivello) ma dai panorami grandiosi - n. 289 - 22 marzo 2008
     
  Monte Rujoch m 2415
Salita al "re" della Valle dei Mocheni, il monte Rujoch: un superpanoramico itinerario ad anello con partenza da Passo Redebus tra spendidi scenari naturali del Lagorai
n. 159 - 3 settembre 2005
     
  Mini-trekking del Sette Selle
Fantastica "cavalcata" di cime in valle dei Mocheni, dal rifugio Sette Selle al Lago Erdemolo, con salita alle cime di Sette Selle e Sasso Rotto nel Lagorai sud occidentale
n. 156 - 11 agosto 2005
     
  Monte Croce m 2490
Grandiosi panorami salendo alla cima più alta del Lagorai occidentale
n. 138 aprile 2005
     
  Gronlait m 2383
Una "classica" escursione nel Lagorai da fare in sci
oppure in ciaspole
24/03/2005
     
 
  Escursioni d'autunno
Itinerari in Valle dei Mocheni e dintorni: Gronlait, Hoabonti e Monte Cola, Lago di Erdemolo e traversata al Rifugio Sette Selle
6/11/2004

Link

Istituzioni
Istituto culturale Mocheno
Comprensorio Alta Valsugana
Comune di Fierozzo
Ministero Interno – La minoranza Ṃchena (pdf)

Turismo

Vacanze in Baita
B&B Gian

Portali locali

Consorzio delle Pro Loco Valle dei Mocheni
Bernstol.it sito ufficial della comunità mochena
Infotrentino | La valle dei Mocheni
www.kib.it Istituto culturale Mocheno - cimbro

Minoranze linguistiche

www.minoranzelinguistiche.provincia.tn.it

Musei
www.museodelparacarro.it
Museo degli Attrezzi di Canezza

Economia
Patto territoriale della Valle dei Mocheni

Montagna

Rifugio Sette Selle
Rifugio Spruggio - "G. Tonini"

A tavola

Agritur Tinglerhof
Loc. Tingherla, 180/1
Fr. Roveda Frassilongo
tel. 0461 / 549041 - cell. 338 / 6731928
www.agriturtinglerhof.com


Prodotti tipici
Cooperativa Sant'Orsola i piccoli frutti
www.trentinoagricoltura.it prodotti tipici trentini

La puntata in video streaming disponibile in video