| LE METEORITi di Mauro Ianeselli |
Una meteorite è ciò che rimane dopo il rientro nell'atmosfera terrestre di un meteoroide, cioè di un "piccolo” asteroide proveniente per lo piu' da una fascia di corpi celesti situata tra i pianeti Marte e Giove ed entrato in collisione con la Terra. Durante il rientro, a circa 100 km di altezza, i meteoroidi si surriscaldano fino ad emettere luce, formando così una scia luminosa chiamata meteora, bolide o stella cadente. Una meteorite è quindi un corpo di origine naturale ed extraterrestre che raggiunge il suolo dopo aver attraversato la nostra atmosfera ad una velocità di caduta che va dai 15 ai 70 km al secondo . Le meteoriti non cadono solo sulla Terra, ne sono state trovate infatti anche sulla Luna e su Marte. I relitti spaziali (resti di satelliti o razzi) precipitati al suolo non sono considerati meteoriti.
La maggior parte delle meteoriti si disintegrano in aria, e l'impatto con la superficie terrestre è raro. Tuttavia, se si verifica una caduta al suolo, generalmente la meteorite distribuisce i suoi frammenti su una superficie che viene chiamata ellisse di caduta. Questa ellisse può avere le dimensioni anche di alcune decine di km. Di norma i primi a cadere sono i frammenti più leggeri, mentre quelli più pesanti cadono successivamente e al termine dell'asse maggiore dell'ellisse. Ogni anno si stima che il numero di meteoriti che cadono sulla Terra e grandi quanto una palla da baseball o più si aggiri sulle 500. Mediamente ne vengono recuperate meno di una decina. Non vi sono zone preferenziali di caduta ma la maggior parte precipita negli oceani o comunque in zone desertiche in cui il terreno rende difficile un loro recupero. Vi è invece durante tutto l'arco dell'anno una pioggia continua di micrometoriti (grandi alcuni decimi di mm) che portano il peso complessivo delle cadute annuali a diverse migliaia di tonnellate. Le meteoriti più grandi possono colpire il suolo con forza considerevole, formando così uno o più crateri meteoritici (o crateri d'impatto). Il numero e i tipi di cratere (semplice o complesso) dipendono dalla grandezza, composizione, livello di frammentazione e angolo d'impatto della meteora. Attualmente sono stati identificati più di 200 crateri da impatto sulla superficie terrestre e alcuni di questi, visibili solo dallo spazio in quanto sono stati alterati profondamente al suolo dagli agenti atmosferici, hanno diametri di decine se non di centinaia di km. Il cratere terrestre meglio conservato è il Meteor Crater in Arizona formato dalla collisione di una meteorite ferrosa di circa 50 m di diametro circa 50.000 anni fa. Il cratere ha un diametro di 1200 m ed è profondo 170 m. La forza della collisione di una grande meteora può causare disastri di grande entità. Si ipotizza che una delle cause dell'estinzione dei dinosauri 65 milioni di anni fa sia stata proprio la caduta di un enorme asteroide nel Golfo del Messico, in prossimità delle coste dello Yucatan (cratere di Chicxulub). Ancora in fase di indagine è il famoso evento di Tunguska del 1908 in cui in una regione sperduta della Siberia si suppone sia esploso in aria un grosso asteroide o il nucleo di una cometa. Tale evento ha causato vastissini incendi e l'abbattimento nella regione di milioni di alberi su una regione di oltre 2000 kmq. In tempi storici, sono stati registrati danni di piccola entità a proprietà, bestiame e anche a persone. Le meteoriti, recuperate subito dopo essere state osservate nell'attraversamento dell'atmosfera o nell'impatto sulla superficie terrestre, vengono chiamate cadute. Tutte le altre meteoriti sono note come ritrovate. A tutt'oggi (2010) sono oltre 1200 le meteoriti cadute, mentre sono ormai oltre 40.000 quelle ritrovate nelle più remote zone dela Terra (Antartide, Sahara, Algeria, Libia, Oman, Cile, Argentina, USA, Australia, ecc.). In Italia sono attualmente registrate circa 60 tra meteoriti e pseudometeoriti.
Le meteoriti possono presentare sulla superficie piccole cavità, simili alle impronte lasciate dalle dita sulla creta fresca, dovute all'azione selettiva dell'atmosfera che vaporizza più facilmente elementi e minerali a più bassa temperatura di fusione. Generalmente è sempre presente anche una crosta di fusione (più o meno spessa). Quest'ultima è uno dei principali indizi da cui si riconosce se si è in presenza o meno di una meteorite. Se la meteorite originaria si è frammentata, oltre alla crosta di fusione è visibile anche l'interno della meteorite che, nella maggior parte dei casi, presenta delle pagliuzze luccicanti che non sono altro che dei frammenti di ferro/nickel immersi nella matrice. Infatti la maggioranza delle meteoriti viene attratta da una calamita e presenta un contenuto di nickel maggiore del 5%, percentuale superiore a qualsiasi altra roccia terrestre.
Ogni meteorite ha un proprio nome che deriva dal luogo dove è stata trovata, di solito la località abitata o la caratteristica geografica più vicina. Nel caso in cui più meteoriti vengano trovate nello stesso luogo, al nome della meteorite vengono fatti seguire un numero (Allan Hills 84001) o più raramente una lettera (Dimmitt (b)). Le meteoriti sono divise tradizionalmente in tre grandi categorie: rocciose (94 %, composte principalmente da silicati), ferrose (5%, composte per lo più da una lega di ferro e nickel), miste (1% , contengono sia metallo che roccia).
Quantunque vi siano nella letteratura numerosi testi antichi in cui sono presenti accenni più o meno esatti relativi a cadute di pietre dal cielo, tuttavia le prime fonti certamente storiche relative ad una meteorite caduta e recuperata sono quelle relative alla meteorite di Nogata in Giappone. Essa cadde nella notte del 19 maggio 861 d.C. ed è tuttora conservata in un tempio shintoista. La più famosa meteorite storica del mondo occidentale è quella di Ensisheim, caduta nella cittadina dell'Alsazia il 7 novembre 1492. Ne furono recuperati circa 127 kg, ora ne sono rimasti poco più di 55 kg conservati nel municipio di Ensisheim. Altri frammenti sono distribuiti tra musei e collezionisti privati di tutto il mondo. Il primo avvistamento studiato scientificamente e avvenuto nei pressi di una città abitata è quello verificatosi il 16 giugno 1794 alle 19:00 a sud-est di Siena, in Toscana. La caduta di "pietre" a L'Aigle, in Normandia, il 26 aprile 1803 alle ore 13:00, è considerato l'evento che convinse definitivamente gli studiosi a credere che le meteoriti fossero oggetti provenienti dallo spazio. Due meteoriti particolari, cadute entrambe nel 1969, sono quelle carbonacee di Allende (Messico) e Murchison (Australia). Sono importanti perché in entrambe sono stati trovati amminoacidi, cioè molecole organiche alla base della chimica della vita. Allan Hills 84001 è il nome in codice di una meteorite ritrovato in Antartide nel 1984, ove precipitò 12.000 anni or sono. L'età della roccia è di oltre 4 miliardi di anni. Frammenti vetrosi della Allan Hills contengono gas rari e azoto nelle stesse percentuali riscontrate dalla sonda Viking su Marte nel 1976; ciò indica la chiara origine marziana del meteorite. Gli scienziati hanno rivelato alcune molecole organiche all'interno del meteorite. Ciò potrebbe significare che i mattoni base per la formazione della vita possano formarsi nel cosmo e sopravvivere. Ciò ha dato origine a molte teorie, anche quella secondo la quale la vita si sia formata nelle comete e nei meteoriti, arrivando sulla Terra con la caduta di questi al suolo.
Nella vetrina allestita alla mostra Spaziale! presso il Museo Tridentino di Scienze Naturali sono esposte alcune meteoriti che appartengono alle collezioni private di Mauro Ianeselli (Associazione Astrofili Trentini) e Francesco Moser (collaboratore del Museo e omonimo del noto ciclista), tra le maggiori collezioni private in Italia. In particolare vi sono meteoriti ferrose (Campo del Cielo e Muonionalusta), meteoriti miste (Imilac ed Estherville) e meteoriti rocciose: Dar al Gani 669 (dall'asteroide Vesta), Dar al Gani 400 (lunare), Dar al Gani 476 (marziana), Allende (carbonacea) e Djebel Chaab 002 (condrite ordinaria).
Siti internet di particolare interesse http://tin.er.usgs.gov/meteor/metbull.php http://www.meteorite-times.com/meteorite_frame.htm http://www.imca.cc/ http://www.encyclopedia-of-meteorites.com/Default.aspx http://www.meteoritestudies.com torna alla puntata |