Il VINO SANTO TRENTINO
Visita ai produttori della Valle dei Laghi - 10 aprile 2010
VIDEO
 
Il Trentino D.o.c. Vino Santo prodotto in Valle dei Laghi (© foto Agh)

Questa puntata è dedicata al Trentino D.o.c. Vino Santo, prodotto tipico d'eccellenza della Valle dei Laghi, dove visitiamo alcuni produttori. Palazzo Roccabruna, la casa dei prodotti trentini, dedica al Vino Santo Trentino la rassegna "Passito è passione" (150k pdf) a Trento dal 15 al 18 aprile 2010.

 
Con Mario Zambarda nella cantina di Pravis (© foto Agh)  
Associazione Vignaioli Vino Santo

Facciamo visita alle aziende agricole dei produttori di Vino Santo Trentino in Valle dei Laghi, con interviste a Renato Segnana, enologo di Cantina di Toblino, Graziano Poli dell'azienda agricola Giovanni Poli, Alessandro Poli dell'azienda agraria Francesco Poli, Giuseppe Pedrotti enologo dell'azienda agricola Gino Pedrotti, Marco Pisoni dell'azienda agricola Pisoni, Mario Zambarda dell'azienda agricola Pravis. Ci accompagna il giornalista Walter Nicoletti, che in futuro collaborerà con Girovagando in Trentino.

Con Marco Pisoni nella cantina dell'azienda agricola dei fratelli Pisoni (© foto Agh)
 
Giovanni, Ludovica e Graziano Poli con Luciano   Renato Segnana (© foto Agh)
 
Giuseppe Pedrotti e Luciano Da Canal (© foto Agh)   Alessandro Poli (© foto Agh)
 
Marco Pisoni (© foto Agh)   Giovanni Poli (© foto Agh)
Walter Nicoletti e Luciano Da Canal (© foto Agh)

 
"Confraternita del vino e della vite" con i produttori di Vino Santo Trentino  
 
Valle dei Laghi (© foto Agh)  
   
La vendemmia (© foto Agh)   Valle dei Laghi zona del Vino Santo  
   
Associazione Vignaioli Vino Santo   Un grappolo di Nosiola (© foto Agh)  
   
Vigneto di Nosiola (© foto Agh)   Vino santo Gino Pedrotti (© foto Agh)  
   
Vino Santo Giovanni Poli (© foto Agh)   Paesaggio della Valle dei Laghi  
 
Grappolo di Nosiola "perfetto" per diventare Vino Santo trentino (© foto Agh)  
 
Vendemmia in Valle dei Laghi (© foto Agh)  
 
La cerimonia della spremitura a Palazzo Roccabruna (© foto Agh)  
Vino Santo trentino: una tradizione nei secoli

Non si sa con certezza quando sia nato il Vino Santo trentino, tuttavia a guardare l’attaccamento con cui ancor oggi i vignaioli della Valle dei Laghi coltivano la vite in campi strappati alla montagna, incastonati fra le rocce, l’orgoglio con cui conservano cimeli, ricordi e vecchie bottiglie che raccontano della storia di questo vino, si ha la netta impressione che tutto questo sia un’eredità orgogliosamente difesa e intensamente partecipata. Il Vino Santo può essere considerato un patrimonio di esperienze in cui generazioni di vignaioli hanno dato il loro contributo. Le prime testimonianze storiche di questa tradizione risalgono al Cinquecento quando cominciano ad essere citati dei vini bianchi dolci, veri e propri progenitori del Vino Santo. In un documento del 1508, fra i beni che vengono pagati ogni anno dal capitano di Castel Toblino al principe vescovo di Trento, si citano “sei palustri di vino bianco dolce”; il Mariani, storico del Concilio, parlando del banchetto offerto il 25 luglio del 1546 dal cardinale di Trento parla di “vini squisitissimi, bianchi, rossi e rosati dei colli di Trento e vini dolci di Santa Massenza”. Notizie che confermano il forte radicamento nella zona di una tradizione legata alla produzione di apprezzati vini dolci. Venendo a tempi più recenti, lo troviamo protagonista sulle tavole più raffinate della borghesia europea: a Vienna, capitale dell’Impero austro-ungarico, a Mosca alla corte degli zar, a Parigi, a Londra e in molte altre città d’Europa. Le due guerre mondiali segnano un momento di profonda crisi nella produzione di Vino Santo: molte cantine sono costrette a chiudere o a ridimensionare la produzione sia per i danni causati dalle vicende belliche sia per l’incipiente concorrenza di vini dolci prodotti industrialmente con tecniche veloci ed economiche. Nel secondo dopoguerra la produzione viene quasi sospesa, ma ecco che negli anni Sessanta, con uno scatto di orgoglio in nome di un’eredità vissuta come tratto identitario di un’intera comunità, un centinaio di agricoltori associati alla Cantina di Toblino rilancia l’appassimento delle uve Nosiola per produrre Vino Santo. É una rinascita non facile, ma sorretta dalla convinzione di vignaioli decisi a restituire prestigio ad un prodotto indissolubilmente legato alla Valle dei Laghi. Il numero delle bottiglie ricomincia a crescere e il Vino Santo recupera il proprio posto d’onore fra i grandi vini dolci. Nel 1976 nasce il Consorzio per la tutela e la valorizzazione del Vino Santo Classico Trentino. Il resto è storia recente: l’esposizione di Firenze nel ‘94 a Palazzo Pitti, l’inserimento nella DOC Trentino, la Mostra della Nosiola e del Vino Santo, Dulcenda... fino a “Passito è Passione”, l’evento che rappresenta un appuntamento costante della primavera di Palazzo Roccabruna.

La stirpe dei viticoltori Pedrotti, originari di Brusino: nella foto, nonno Giuseppe col figlio Gino (foto Pedrotti),
Vendemmia 1930 a S. Massenza (foto cortesia Bernardino Poli)

 
Il Vino Santo Trentino si ottiene dall'appassimento di uve nosiola (© foto Agh)  
 
Il Vino Santo Trentino invecchia circa 6 anni in piccole botti (© foto Agh)  
 
Marco Pisoni osserva la prima spremitura (© foto Agh)  
 
I produttori sono associati nei "Vignaioli Vino Santo" (© foto Agh)  
 
Il Vino Santo ha colore giallo ambrato, profumo intenso ed ampio di passito  
   
Il Vino Santo, apprezzato nei secoli   1930: La Curia per il "divin sacrificio"  
 
Cantina Pisoni, con le uve Nosiola poste sulle "arèle" (© foto Agh)  
 
Il sapore è piacevolmente dolce corposo, sapido... (© foto Agh)  
Una tradizione antica

La raccolta dell’uva Nosiola viene effettuata, dopo un breve periodo di circa quindici giorni di sovramaturazione in pianta, all’inizio di ottobre e si protrae per circa venti giorni. I grappoli maturi, perfettamente asciutti e sani vengono collocati sulle “arèle” (graticci) nella "vinsantaia" adibita all’appassimento. E ' un locale che non presenta nessun tipo di condizionamento forzato per il controllo della temperatura e dell’umidità. Ha invece molte finestre ed un orientamento nord-sud tale da favorire il passaggio del vento detto Ora del Garda, che col trascorrere dei giorni favorisce il lento appassimento dei grappoli e, asciugando l’ambiente circostante, favorisce l’instaurarsi della muffa nobile Botrytis Cinerea all’interno dell’acino. Questa muffa agisce demolendo, metabolizzando, trasformando zuccheri ed acidi in profumi e sapori del tutto particolari. La spremitura avviene con un vecchio torchio conservato con le relative gabbie di legno in cantina, esclusivamente per la pigiatura dell’uva appassita. La resa in mosto è sempre molto bassa, da 100 chilogrammi di uva fresca si ottengono circa 18-19 litri di mosto. La concentrazione zuccherina è quindi molto elevata, raggiunge i 350-400 grammi per litro, e l’acidità totale di 8-10 grammi per litro. Dopo alcuni giorni dalla pigiatura il mosto viene separato dalla parte torbida, decantato e travasato in piccole botti di rovere dove inizia spontaneamente la fermentazione che, data l’elevata concentrazione degli zuccheri, procede molto lentamente e si protrae per alcuni anni. Una volta all’anno, durante le pause di fermentazione, vengono effettuati i travasi per separare la feccia depositata sul fondo dei caratelli. La fermentazione del Vino Santo si arresta spontaneamente quando si raggiunge il giusto equilibrio tra l’alcol e gli zuccheri residui. Questo fatto naturale contribuisce a rendere ancora più misteriosa e affascinante questa perla enologica della Valle dei Laghi. La permanenza in piccole botti è di circa sei anni e va ricordato che la funzione del legno, come si può notare alla degustazione, è puramente di maturazione e di affinamento del gusto e del bouquet. Per questo si usano solo piccole botti completamente esauste. La produzione di questo vino è strettamente legata agli eventi climatici che contraddistinguono la vendemmia ed il lungo periodo dell’appassimento: il lavoro dell’uomo sta nel rispettare le antiche consuetudini che gli sono state gelosamente tramandate. Caratteristiche organolettiche del Vino Santo: gradazione alcolica 12,5 % vol., colore giallo ambrato, profumo intenso ed ampio di passito. Sapore: piacevolmente dolce corposo, sapido, di eccezionale stoffa e di singolare struttura. Le bottiglie ritrovate casualmente dopo decenni nelle cantine della Valle dei Laghi hanno riservato ai fortunati scopritori emozioni uniche.

Passito è passione 15-18 aprile 2010, Palazzo Roccabruna (150k pdf)

La Valle dei Laghi guardando verso il Garda (© foto Agh)
Geometrie dei vigneti in Valle dei Laghi (© foto Agh)
L'incantevole Castel Toblino (© foto Agh)

 
Eros Civettini, Luciano Da Canal e Ettore Bassetti (foto Agh)  
 
Osteria dal Lorenzin (foto Agh)  
A tavola: Osteria dal Lorenzin

Per il pranzo siamo ospiti dell'Osteria dal Lorenzin a S. Massenza, che abbiamo già recensito nella puntata del 1 gennaio 2005. Ci accolgono, con la cordialità di sempre, il titolare Ettore Bassetti e lo chef Eros Civettini. Il nostro menù: come "entree" una deliziosa polentina con farina gialla di Storo con salsa tartufo e formaggio. Per antipasto, uno squisito petto di pollo cotto nel vino Nosiola e spezie, servito su insalatina di misticanza con vinaigrette al prezzemolo. Per il primo, un sorprendente e ottimo risotto alle fragole mantecato col Vino Santo. Per secondo, una gustosa fettina di maiale su melanzana grigliata con pomodoro, "flambata" col vino Nosiola. Infine, per dessert, un delicato gelato alla grappa di Moscato. Per i vini, il Nosiola dell'azienda agricola Distilleria Casimiro, un Massenza rosso "Rebo" dell'azienda agricola Distilleria Francesco Poli. Tutto molto buono, come sempre all'Osteria dal Lorenzin si va sul sicuro.

 
Osteria dal Lorenzin a S. Massenza (© foto Agh)   Nosiola dell'azienda agricola Casimiro (© foto Agh)
 
Polentina con farina gialla di Storo (© foto Agh)   Petto di pollo cotto nel vino Nosiola (© foto Agh)
 
"Rebo" azienda agricola Francesco Poli (© foto Agh)   Risotto alle fragole (© foto Agh)
 
Fettina di maiale (© foto Agh)   Gelato alla grappa di Moscato (© foto Agh)

Osteria dal Lorenzin
S. Massenza di Vezzano (TN)
tel. 0461 / 340029 - cell. 347 / 3559617
www.osteriadallorenzin.it

 
Il logo della manifestazione  
"Divinnosiola, quando il vino si fa santo"

Divinnosiola è la manifestazione che, dal 30 marzo al 25 aprile, propone in Valle dei Laghi una serie di eventi e spettacoli unici ed esclusivi per celebrare cultura, tradizioni e luoghi da cui nascono le eccellenze enologiche della valle. Protagonisti della kermesse il Nosiola Trentino Doc e il Vino Santo Trentino Doc. Giunta al suo 16° anno di successo, l’edizione 2010 si rinnova nella denominazione e soprattutto nella veste con un ricco calendario di appuntamenti, dalle degustazioni eno-gastronomiche agli approfondimenti della realtà agro-vinicola locale, dai momenti artistico - musicali alle escursioni di trekking immersi nella natura della Valle dei Laghi. Obiettivo di DiVinNosiola è la riscoperta di alcuni tratti caratteristici della cultura della Valle dei Laghi.

 
Don Giuseppe Grosselli intervistato da Walter Nicoletti (foto A. Tombini)  
   
L'opuscolo "Strade e stradelle"   Chiesetta di S. Siro a Cavedine  
I "trekking della fede"

Nella puntata in tv un'intervista di Walter Nicoletti a Don Giuseppe Grosselli, esperto di "turismo della fede" e autore del libretto "Strade e stradelle". Si tratta di 16 percorsi del sacro in Valle dei Laghi, con l'intento di unire l'interesse turistico a quello spirituale, suggerendo degli itinerari alla scoperta dei gioielli architettonici e religiosi della valle. Nell'ambito della manifestazione "Divinnosiola" sono proposte delle escursioni alle più belle chiesette della zona, come quella di San Pantaleone al Lago, la chiesetta di S. Valentino di Vezzano, la bellissima chiesetta di S. Siro a Cavedine.

L'intervista a Don Giuseppe Grosselli (file mp3)


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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Vendemmia alla Cantina di Toblino (© foto Agh)
A Palazzo Roccabruna a Trento la rassegna "Passito è passione, quando il vino si fa santo" (© foto Agh)
Lago di Toblino col castello omonimo in Valle dei Laghi (foto Agh)
  APT TRENTO, MONTE BONDONE,
VALLE DEI LAGHI

via Manci 2, 38100 Trento
tel. 0461 / 216000
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VALLE DEI LAGHI, TRENTO E MONTE BONDONE

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Camera di Commercio di Trento
Trentino Agricoltura

Portale locale Valle dei Laghi
www.valledeilaghi.it

Prodotti tipici trentini
www.palazzoroccabruna.it | www.enotecadeltrentino.it
Trentodoc spumante metodo classico
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Produttori di Vino Santo Trentino
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MTSN - Museo Tridentino di Scienze Naturali
Museo Storico
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