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| La Marmolada, "Regina delle
Dolomiti" (© foto Agh) |
Lo sapevate che la Marmolada non appartiene,
dal punto di vista geologico, alle Dolomiti? E’ quanto abbiamo appreso
nel corso di un’escursione sul ghiacciaio di questa grande montagna
che, pur chiamata “la Regina delle Dolomiti”
è in realtà formata da un calcare diverso dalla Dolomia.
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| L'escursione in Marmolada organizzata
dalla Provincia di Trento (© foto Agh) |
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| Punta Penia: dalla cima della Marmolada
verso Punta Rocca (© foto Agh) |
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| Ultime propaggini del ghiacciaio,
sullos fondo il Gran Vernel (© foto Agh)
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La Regina delle Dolomiti e il clima
La roccia che caratterizza le Dolomiti è stata formata dal contatto
fra il calcare pre-esistente ed il grande mare tropicale che allora bagnava
queste rocce. La Marmolada, proprio perché
Regina, ovvero più alta delle montagne vicine, non è stata
toccata dal mare e quindi ha mantenuto l’aspetto minerale precedente.
E’ una notizia che noi profani di geologica abbiamo appreso nel corso
di un’escursione che abbiamo fatto recentemente proprio sul ghiacciaio
della Marmolada con gli amici di Climaticamente
cambiando, la manifestazione che ai primi di settembre ha visto Trento
come capitale della climatologia mondiale. Un centinaio tra i massimi
esperti mondiali del settore si sono dati appuntamento per la prima edizione
di Climaticamente cambiando, Trentino clima 2011
per fare il punto sulle modificazioni in atto ed individuarne i possibili
rimedi. Un elemento emerso con insistenza nel corso di questa iniziativa
promossa dalla Provincia autonoma di Trento
è la preoccupazione della comunità scientifica di fronte all’evidenza
dei dati e delle osservazioni a livello planetario sul riscaldamento
in atto, sulle emissioni di gas climalteranti
- che non sono affatto rallentate nonostante i richiami di questi ultimi
anni - e sugli impatti che si stanno osservando.
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| Modello 3D della Marmolada da Dolomiti
Superski da
realitymaps.de |
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| Dal ghiacciaio della Marmolada guardando
verso il Gruppo del Sassolungo e del Sella (© foto Agh) |
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| Marmolada vista dalla Diga di Fedaia
(© foto Agh) |
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| Il ghiacciaio della Marmolada lungo
la via di salita "normale" a nord (© foto Agh) |
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| Gianluca Tognoni di Meteotrentino
spiega la condizioni climatiche del ghiacciaio (© foto Agh) |
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| Stefano Fontana mostra come si esegue
un sondaggio della neve (© foto Agh) |
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| Christian Casarotto (© foto Agh) |
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Susanna Sieff (© foto Agh) |
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| Roberto Barbiero (© foto Agh) |
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Gianluca Tognoni (© foto Agh) |
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| Michele Lanzinger (© foto Agh) |
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Antonio Bonet (© foto Agh) |
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| Sondaggio della neve (© foto Agh) |
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Con Luca Mercalli (foto A. Tombini) |
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| Il ghiacciaio della Marmolada si
è dimezzato negli ultimi 40 anni (© foto Agh) |
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Con gli esperti sul ghiacciaio
Christian Casarotto, glaciologo del Museo delle Scienze di Trento,
ci ha accompagnato a vedere questo meraviglioso ambiente naturale che purtroppo
è esso stesso “vittima” delle modificazioni climatiche
in atto e quindi soggetto ad un rapido ritiro. Dalla guida alpina Antonio
Bonet apprendiamo tutte le informazioni utili per avvicinarsi a questo
ambiente severo, mentre Susanna Sieff,
dall’assessorato all’ambiente della Provincia autonoma di Trento,
ci parla degli obiettivi di Climaticamente. Trento, sostengono gli organizzatori
di questo evento, intende diventare un punto di riferimento mondiale per
coloro che studiano le modificazioni del clima e per coloro che lavorano
per cambiare gli stili di vita e di consumo dell’uomo. Luca
Mercalli, noto climatologo e divulgatore, da sempre ostile a grandi
opere quali l’alta velocità, ha presentato a Trento il suo
nuovo spettacolo “E’ tempo di musica” attraverso il quale
si pone lo spettatore anche di fronte alla responsabilità del cambiamento.
Stefano Fontana, del Comitato
Glaciologico Trentino della SAT, ci illustra le tecniche di misurazione
del ghiacciaio e da lui apprendiamo anche la velocità, per molti
versi strabiliante, con la quale i ghiacciai si stanno ritirando. E’
tempo dunque di cambiamenti che si possono fare tornando ad un modello di
sviluppo compatibile con la natura, cambiando alimentazione, il modo di
costruire le abitazioni e di spostarsi. Modificando radicalmente la nostra
cultura consumistica come sottolinea Roberto Barbiero
della Protezione civile trentina ed organizzatore di questo grande evento.
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| Verso le Cime di Serauta (© foto Agh) |
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| L'escursione guidata sulla Marmolada (© foto Agh) |
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| Il ritiro del ghiacciaio (© foto Agh) |
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| Con Andrea de Bernardin del Museo della Grande Guerra
nei pressi della diga della Fedaia (© foto Agh) |
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| Il libro di de Bernardin e
Wachtler sulla Città di Ghiaccio della Marmolada |
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La Città di Ghiaccio
A fine escursione visitiamo l'interessante Museo
della Guerra (vedi puntata
Fassa 8 luglio 2006), dove incontriamo il titolare Andrea
de Bernardin, che ci parla della incredibile “Città
di Ghiaccio” costruita dagli austriaci durante la Grande
Guerra dentro le viscere del ghiacciaio della Marmolada. In
questo ambiente sicuramente ostile, centinaia di soldati e ufficiali
dell’esercito austroungarico trovarono rifugio sfuggendo alle
dure condizioni climatiche esterne e al fuoco nemico. De Bernardin
assieme all'amico Michael Wachtler hanno dato alle stampe di recente
un
libro dedicato proprio alla Città di Ghiaccio, con
numerosa documentazione fotografica dell'epoca.
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| Pattuglia in perlustrazione
tra i seracchi (foto da Museo Guerra) |
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| Un grande crepaccio nella Città
del Ghiaccio (foto da Museo Guerra) |
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| Reparto austriaco mentre lascia
la Città di Ghiaccio per un turno di riposo |
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| Attraversamento nelle viscere
del ghiacciaio (foto da Museo Guerra) |
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La Città di Ghiaccio
La "Città di Ghiaccio"
sulla Marmolada fu una geniale invenzione
di Leo
Handl, tenente e ingegnere dell'esercito
austroungarico. Lo scopo era quello di riparare i soldati sia
dal nemico che dal terribile freddo, dalla neve e dalle valanghe.
Era un imponente
complesso di gallerie con depositi, cucine, dormitori, per uno
sviluppo complessivo di ben 12 km
che interessava buona parte della superficie del Ghiacciaio
della Marmolada. Aveva gallerie e dormitori
capaci di contenere fino a 70 uomini ciascuno, e per un periodo
furono addirittura illuminati dalla corrente
elettrica proveniente da una centrale
a vapore a Canazei. I viveri
erano conservati senza problemi in ghiacciaie
scavate appositamente e l'acqua era fornita dal semplice scioglimento
delle nevi. La vita sotto il ghiaccio
permetteva di evitare le rigidissime temperature
esterne che a queste quote, intorno ed oltre i 3000 metri,
possono raggiungere anche i 30 gradi sotto lo zero. Nelle gallerie
di ghiaccio la temperatura era invece attorno ai +3° +5° d'inverno,
scendendo a 0° durante l'estate. Non tutto però era così
positivo: ad esempio, nonostante la "Città" fosse
collegata con l'esterno da un ingegnoso
sistema di ventilazione, il fumo
delle stufe nelle baracche, raffreddandosi, creava spesso non
pochi problemi poiché senza un adeguato tiraggio tornava indietro
trasformando l'aria delle grotte quasi irrespirabile. Anche la
grande umidità, soprattutto d'estate, rendeva malsana
la vita dei soldati, obbligati a vivere sotto la spessa coltre
di ghiaccio a profondità che a volte raggiungevano anche i
50 metri. Inoltre i
baraccamenti e le grotte dovevano essere continuamente modificati
a causa del movimento lento ma incessante del ghiacciaio
che le stritolava come in una immane e potentissima morsa.
Complessivamente però la costruzione della "Città"
fu una vera e propria geniale invenzione che risparmiò la vita
di molti soldati. Il rombo del cannone cessò per sempre sulla
Marmolada nel novembre del 1917,
quando le truppe italiane si ritirarono in seguito alla rotta
di Caporetto, con lo spostamento
del fronte dalle Dolomiti al Piave. La Città di Ghiaccio
fu abbandonata. Probabilmente già nei primi anni '20 non esisteva
più a causa del movimento del ghiacciaio.
NB: Si ringrazia Andrea de Bernardin per la documentazione
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| La Marmolada versante nord:
la linea rossa indica approssimativamente lo sviluppo della
"Città di Ghiaccio" |
Museo della Grande Guerra 1914-1918
Passo Fedaia (in fondo alla diga)
tel. 0462 / 601181, cell 347 7972356
gemellato con www.cimeetrincee.it
- worldwar.it |
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testo di Walter
Nicoletti
foto di Alessandro Ghezzer
(Agh)
© Copyright 2001-2011 - E' vietata la riproduzione
di testi o foto
salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All rights reserved
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| Ai piedi del ghiacciaio (© foto Agh) |
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| L'escursione guidata alla bocca del
ghiacciaio (© foto Agh) |
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| Tra i crepacci del ghiacciaio (© foto Agh) |
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| La Marmolada vista dal Lago della
Fedaia (© foto Agh) |
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