parco NATURALE Adamello Brenta
Parco faunistico di Spormaggiore - 20 luglio 2011
VIDEO
 
Gli orsi nell'area faunistica di Spormaggiore (© foto Agh)

Il nostro viaggio settimanale alla scoperta del Trentino inizia dal Parco Faunistico di Spormaggiore, sull'Altopiano della Paganella, che ospita esemplari di orso e lupo.

 
Il lupo nel Parco faunistico di Spormaggiore (© foto Agh)  
 
Gli orsi possono essere osservati da pochi metri di distanza (© foto Agh)  
 
Alla fattoria didattica: intervista con Mirco Pomarolli (© foto Agh)  
 
Gli orsi a Spormaggiore sono tre (© foto Agh)  
Parco Faunistico di Spormaggiore

Il Parco Faunistico offre a tutti la possibilità unica di osservare da vicino l’orso bruno, il più grande mammifero che vive sulle Alpi e che è tornato a popolare i boschi trentini grazie ad un apposito progetto di reintroduzione: Life Ursus. Recentemente sono stati inseriti nel Parco anche alcuni esemplari di lupo, uno dei più grandi carnivori autoctoni delle Alpi. L'area a loro riservata si estende su 3500 metri quadrati di bosco ed è dotata di due ampi osservatori che consentono di ammirare i lupi in condizioni di semi-naturalità. Mirco Pomarolli, Vice Presidente del Parco, ci spiega che da qualche anno è stato avviato l’ampliamento dell’intero Parco che a breve ospiterà altre specie tipiche delle Alpi e dall’indubbio fascino: la lince, la lontra, il gatto selvatico e la volpe. Alla Casa del Parco Naturale Adamello Brenta, nel centro del paese, incontriamo l’amico guardia parco Gilberto Volcan, grande appassionato di natura. Gilberto ci descrive l’attività della Casa, un vero e proprio centro visitatori dedicato in modo particolare all’orso, e ci illustra il carattere, le abitudini e l’indole del grande plantigrado. La convivenza con l’orso, spiega Gilberto Volcan, è possibile in quanto questo grande mammifero possiede in realtà un carattere non aggressivo. Si tratta, in altre parole, di superare tanti pregiudizi e di avvicinarsi al mondo naturale con umiltà e pazienza.

Parco faunistico di Spormaggiore

Orsi e lupi nel parco faunistico di Spormaggiore (© video Agh)
 
Gli orsi vivono in un grande recinto (© foto Agh)   Con Gilberto Volcan nella Casa del Parco (© Agh)
 
Casa del Parco (© foto Agh)   Bellissimo esemplare di lupo (© foto Agh)
I tre esemplari di lupo nel grande recinto dell'area faunistica (© foto Agh)
La fattoria didattica (© foto Agh)

 
Con Gualtiero Marcolla, titolare dell'Apicoltura Castel Belfort (© foto Agh)  
Apicoltura Castel Belfort

Parlando di aree naturalistiche e del rispetto che è necessario quando si affronta il tema del rapporto fra mondo naturale e comunità umana non potevano mancare alcuni riferimenti ad attività economiche che vengono portate avanti in piena sintonia con l’ambiente. E’ il caso dell’Apicoltura Castel Belfort di Gualtiero Marcolla situata proprio a fianco dell’omonimo maniero. Gualtiero ci illustra le qualità del miele di “melata”, ottenuto dagli aghi degli abeti rossi e bianchi ed insieme assistiamo alla nascita di una giovane ape mentre esce dalla celletta. L’ape regina viene poi marchiata con il sigillo bianco (ad indicare l’anno di nascita 2011). Facciamo infine una degustazione di un ottimo miele di tiglio.

Visita guidata all'apicoltura di Castel Belfort (© foto Agh)
 
Piccoli alveari in cui si allevano api regine (© Agh)   Si cerca l'ape regina per la marcatura (© foto Agh)
 
Marcatura dell'ape regina (© foto Agh)   Il telaio con il miele (© foto Agh)
 
Degustazione di miele (© foto Agh)   Gualtiero Marcolla (© foto Agh)
L'intervista a Gualtiero Marcolla durante le operazioni su un alveare (© foto Agh)

 
Castel Belfort (© foto Agh)  
 
Gli interni del castello (© foto Agh)  
 
Il portale con lo stemma dei Conti Saracini (© foto Agh)  
 
Visita al Castello con Mirco Pomarolli (© foto Agh)  
Castel Belfort

Castel Belfort, costruito a presidio della valle dello Sporeggio nel 1311, ci viene descritto da Mirco Pomarolli il quale ci ricorda che l’antica fortezza, dopo il restauro, tornerà ad ospitare importanti manifestazioni culturali, teatrali e musicali. Anche se in parte diroccato, il castello è ancora imponente. Presenta l'antica torre merlata, circondata dalle vaste mura perimetrali di forma rettangolare, meentre piani e soffitti sono purtroppo ormai da tempo crollati. Il castello risale come detto al 1311, quando Enrico conte di Tirolo concesse l'autorizzazione ad erigere una torre con edifici adiacenti a Tissone, figlio di Geremia I ed eredi, con concessione in feudo perpetuo. Una caratteristica che contraddistingue Castel Belfort, e che ne ha influenzato la storia, è il fatto che esso sorga vicino a Spormaggiore, nella giurisdizione del preesistente castello di Sporo-Rovina, come rocca per il distretto di Andalo e Molveno. Questo spiega perché nel corso dei secoli abbia subito tanti cambi di proprietà, dovuti ad accordi e scambi politici. L'edificio non ha caratteristiche medievali, assomiglia più ad una fortezza moderna: un’anomalia dovuta alla ricostruzione effettuata dai Conti Saracini dopo l'incendio che nel 1670 devastò il castello originale. L’occupazione napoleonica e i successivi passaggi di proprietà contribuirono al suo declino.

Veduta di Castel Belfort (© foto Agh)
L'abitato di Maurina (© foto Agh)
Dintorni di Spormaggiore (© foto Agh)
Dalla vetta del Piz Galin m 2442, panoramica sulle Dolomiti di Brenta (© foto Agh)

 
Ristorante Belfort, di fronte all'omonimo castello (© foto Agh)  
A tavola: Ristorante Belfort

Facciamo tappa al Ristorante Belfort per il pranzo, proprio di fronte al castello, dove Luciano e Romina Giovannini ci preparano un menù con dei ghiotti antipasti, il "tortel di patate" e una carne di cervo tipica di queste vallate dolomitiche. La guida alpina Claudio Kerschbaumer ci descrive le enormi possibilità della zona per gli appassionati della montagna: escursioni, scalate, trekking, mountain bike, c'è solo l'imbarazzo della scelta.

Una curiosità del locale: una "credenza musicale" meccanica, antico juke-box ante litteram (© foto Agh)
 
Affettati misti (© foto Agh)   Tortel di patate (© foto Agh)
 
Teroldego di Cantina Rotaliana (© foto Agh)   Tagliere di formaggi (© foto Agh)
 
Costolette di cervo con polenta (© foto Agh)   Dolci con le mele (© foto Agh)
 
Romina Giovannini (© foto Agh)   Claudio Kerschbaumer (© foto Agh)
Gli spettacolari scenari delle Dolomiti di Brenta, paradiso degli alpinisti e dei trekkers (© foto Agh)

 
Marco Osti, contadino biologico, con un "carabide" sulla maglietta (© foto Agh)  
Agricoltori bio

A Spormaggiore facciamo la conoscenza di Giuseppe Rampanelli, un contadino biologico che lavora oltre 15 ettari di frutteto, produce ottimi piccoli frutti e uve rosse per dei vini altrettanto ricercati. Nel centro della valle dello Sporeggio, fra un bosco di latifoglie ed i meleti che si preparano lentamente alla raccolta, conosciamo Marco Osti anch’esso contadino biologico con la passione per la biodiversità.

 
L'azienda agricola Rampanelli (© foto Agh)   Nel meleto con Giuseppe Rampanelli (© foto Agh)
 
Nella cantina (© foto Agh)   Le mele prodotto dall'azienda (© foto Agh)
 
Le confetture di frutta e piccoli frutti (© foto Agh)   Vaqsetto di prelibati crauti (© foto Agh)
 
Succo di Mela (© foto Agh)   Un'ape col suo carico di polline sulle zampe (© Agh)
 
In campagna con Marco Osti (© foto Agh)   Specie di pere antiche (© foto Agh)
La rigogliosa vegetazione nei meleti favorisce la biodiversità (© foto Agh)

Marco Osti ci tiene una vera e propria lezione di ecologia dalla quale comprendiamo come l’agricoltura naturale non è solo un’attività economica, ma un vero e proprio valore sociale da comunicare a tutti i cittadini.


testo di Walter Nicoletti
foto di Alessandro Ghezzer (Agh)

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La Skoda di Girovagando messa a disposizione da Dorigoni di Trento (© foto Agh)
Chiesetta di Maurina, sullo sfondo Sporminore (© foto Agh)
Girovagando a Spormaggiore (© foto Agh)
Esermplare di lupo (© foto Agh)

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PARCO NATURALE ADAMELLO BRENTA
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Parco faunistico di Spormaggiore


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Apicoltura
Apicoltura Castel Belfort

Orso
Life Ursus progetto di reintroduzione dell'orso bruno

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