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| Escursione in ciaspole sulle Maddalene
(© foto Agh) |
Questa settimana siamo in Alta Valle di Non,
nel cuore delle Maddalene, per vivere l’emozione
delle ciaspole.
Innanzitutto diamo a Cesare quel che è di Cesare: il termine ciaspole
è nato, oltre quarant’anni fa, proprio in valle di Non e da
qualche tempo è entrato ufficialmente nei dizionari della lingua
italiana.
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| Verso Malga Cloz (© foto Agh) |
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| Malga Revò (© foto Agh) |
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Val di Non
La Valle di Non, con le sue foreste ed
i suoi itinerari non temerari, è una palestra ideale per questa pratica
invernale che si addice per gli sportivi e per coloro che amano il silenzio
nella natura. Questo territorio, caso forse unico nelle Alpi, è anche
un confine storico-linguistico fra il mondo
di cultura tedesca ed il Mediterraneo. Come hanno sostenuti gli antropologi
Cole e Wolff nella loro opera magistrale “La
frontiera nascosta”, l’alta Valle di Non rappresenta il
confine culturale per eccellenza fra la cultura di derivazione bavarese
del maso chiuso ed il sistema latino di trasmissione della proprietà
fra una generazione e l’altra che prevede la divisione del fondo.
Da una parte la cultura rurale di tipo
alpino rappresentata dalla lingua tedesca e dall’altra quella mediterranea
e reto-romanza legata all’organizzazione comunitaria tipica dell’identità
trentina.
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| L'abitato di Matzlaun (© foto Agh) |
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| Malga Lauregno (© foto Agh) |
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Le
Maddalene
All’interno di questo microcosmo culturale
si snodano questi sentieri che sono l’ideale per le ciaspole: silenzi,
paesaggi incantati, la sicurezza di percorsi
non troppo impegnativi. Ci accompagnano il questa escursione Marina
Patil dell’azienda di promozione turistica e la guida alpina
Giorgio Bertagnolli con il cane Indi. Marina
ci parla delle innumerevoli proposte dedicate alla ciaspole in Valle di
Non, mentre Giorgio ci racconta delle attività invernali della guida
alpina con itinerari su neve e su ghiaccio. Lasciata la macchina nel parcheggio
antistante l’imbocco del tunnel verso la
val d’Ultimo in poco tempo arriviamo alla Malga
di Revò dove ci attende la signora Rosa
Maria Ausserer Weiss con il figlio Christian.
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| Foto di gruppo con lo sfondo del
Monte
Ometto m 2395 e Vedetta
Alta m 2627 (© foto Agh) |
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| In marcia verso Malga Cloz (© foto Agh) |
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| Con un simpatico gruppo di turisti
a Malga Revò (© foto Agh)
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| Delle ottime e moderne ciaspole in
plastica della TSL (mod 225 Rando) costano circa 75-90 euro (© Agh) |
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| Malga Revò in inverno è
aperta nei fine settimana (© foto Agh) |
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A tavola: Malga Revò
Con gli amici di Malga Revò respiriamo
l’antica ospitalità sudtirolese e partecipiamo ad un esempio
di accoglienza che affonda le proprie radici nella contaminazione
culturale che solo la diversità etnica e linguistica può
consentire. La cucina di Rosa Maria è molto semplice: insaccati
artigianali, un ottimo speck, canederli e soprattutto ottimi
formaggi prodotti direttamente in malga ed ottenuti dalle sapienti
mani di Christian, un giovane casaro che
si è già contraddistinto in diversi concorsi di settore.
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| Arrivo a Malga Revò (© foto Agh) |
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| Rosa Maria Ausserer Weiss gestisce
Malga Revò assieme al figlio Christian (© foto Agh) |
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| Il pane fatto in casa (© foto Agh) |
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Tagliere di affettati (© foto Agh) |
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| La signora Rosa con Marina Patil (© foto Agh) |
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Padellata di pasta al sugo (© foto Agh) |
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| Il burro prodotto dalla malga Revò (© foto Agh) |
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Canederli ai formaggi (© foto Agh) |
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| Tagliere di formaggi (© foto Agh) |
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Con i gestori Rosa e Christian (© foto Agh) |
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| Tavolata a Malga Revò (© foto Agh) |
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| I meravigliosi scenari delle Maddalene:
nella foto Prà del Signor nei pressi di Passo Castrin (© foto Agh) |
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| Il Santuario di San Romedio in Val
di Non (© foto Agh) |
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| Fra' Graziano ci narra la storia
dell'eremita S. Romedio (© foto Agh) |
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| Casa de' Gentili a Sanzeno, recentemente
ristrutturata (© foto Agh) |
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| Con Alessandro Branz (© foto Agh) |
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Santuario di S. Romedio
Il pomeriggio facciamo sosta presso il santuario
di San Romedio nei dintorni di Sanzeno.
Questo eremo è chiamato anche il “Santuario delle Alpi”
ed è dedicato alla memoria di San Romedio, l’anacoreta di origini
tirolesi che con altri due confratelli ha convissuto con la fede e la solitudine
spesso in compagnia degli orsi che abitavano (ed ancora oggi si vedono)
questi luoghi. Fra' Graziano, dei minori
osservanti di San Francesco, ci accompagna alla scoperta degli angoli nascosti
del santuario ed apprendiamo come la costruzione di questa grande cattedrale
alpina abbia percorso il senso inverso da quello che ognuno di noi si immaginerebbe.
La parte più antica, ovvero l’originaria dimora del
santo, corrisponde infatti alla parte sommitale dell’originale manufatto
dove un tempo si trovava il vero eremo di San Romedio, mentre i settori
più recenti sono stati costruiti verso il basso fino ad assumere
la maestosità della costruzione odierna. Al
Santuario di S. Romedio abbiamo dedicato una puntata nel 2005 illustrando
lo spettacolare percorso nella roccia. Concludiamo la giornata pressa
Casa de Gentili di Sanzeno dove l’assessore
alla cultura Alessandro Branz ci presenta
questo punto informativo particolarmente attento alla multimedialità
e alle iniziative artistico-culturali della valle.
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| Le installazioni multimediali (© foto Agh) |
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Il sistema multimediale è stato allestito
da Asteria |
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| La cucina col grande focolare (© foto Agh) |
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Alessandro Branz ci guida dentro il palazzo(© Agh) |
testo di Walter
Nicoletti
foto di Agh
© Copyright 2001-2012 - E' vietata la riproduzione
di testi o foto
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| Le Maddalene sono un paradiso per
le escursioni in ciaspole (© foto Agh) |
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| Rossana con il suo cane Indy (© foto Agh) |
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| La catena delle Maddalene separa
l'Alta Val di Non in Trentino con la Val d'Ultimo in Alto Adige (© Agh) |
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| Il nostro operatore Tony Salinas con Maria Rosa
Ausserer e Marina Patil (© foto Agh) |
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| Malga Cloz (© foto Agh) |
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