RIFUGIO MANDRON m 2449 e CIMA CORNO DI LAGOSCURO m 3166

RIFUGIO MANDRON m 2449 e CIMA CORNO DI LAGOSCURO m 3166

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Dal Corno di Lagoscuro verso l’Adamello (foto Mattivi)

Escursione in quota nel Gruppo dell’Adamello – 1 settembre 2007

Proponiamo in collaborazione con la Sosat, dalla guida Cime e Sentieri, una bella escursione in quota al Rifugio Mandron, con ascensione a Cima Payer di 3056 metri e Cima Corno di Lagoscuro di m 3166.

Descrizione ambientale

Nel percorso d’accesso al Rifugio “Città di Trento” al Mandron, poco prima di arrivarci, risulta oltremodo istruttiva la visita al Centro Glaciologico “J. Payer” realizzato ristrutturando i ruderi del vecchio Rifugio Mandron. Il Centro Glaciologico è stato realizzato dalla Commissione Scientifica della SAT in collaborazione con il Parco Naturale Adamello/Brenta e consente, con l’utilizzo di interessanti pannelli didattici ed altro materiale, un primo approccio scientifico alla conoscenza degli aspetti naturalistici propri del mondo dei ghiacciai d’alta montagna.

Accesso stradale

Da Pinzolo si risale la Val di Genova fino poco sotto il Rifugio Bedole (m 1641). L’accesso solitamente è regolamentato per le autovetture private e facilitato da bus navetta. Per informazioni è consigliabile contattare l’Ufficio Turistico di Pinzolo.

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Itinerario

Dal Rifugio Bedole (m 1641) inizia il sentiero che, ben evidente, risale la costa boscosa superando con innumerevoli svolte il ripido balzo che conduce alle vaste e aperte praterie sommitali. Usciti dal bosco il sentiero, ora meno ripido, attraversa lungamente per gli antichi ed ormai erbosi circhi glaciali alzandosi gradatamente sulla valle con una meravigliosa vista sui frontali Ghiacciai del Mandron e delle Lobbie. Lasciato sulla sinistra il bivio del “Sentiero Migotti” che conduce al Passo Cercen, il nostro percorso continua più agevolmente giungendo infine nei pressi del “Centro Studi Adamello Julius Payer” (m 2430 – ore 2.20). Una sosta è vivamente consigliata sia per visitare il Centro Studi sia per ammirare, dalla terrazza prospiciente il centro, i frontali ambienti glaciali. Nei pressi sono ancora visibili i ruderi della vecchia Capanna Lipsia eretta nel 1915 dagli alpinisti germanici ed un piccolo cimitero di guerra. Continuando il sentiero e aggirato un costone, dopo pochi minuti si arriva al Rifugio Città di Trento al Mandron (m 2449 – ore 0.10, tot. 2.30). Dopo la doverosa sosta è consigliabile proseguire oltre andando ad ammirare i pittoreschi Laghi del Mandron. Ritorno per il medesimo itinerario (ore 2, tot. 4.30).

Ascensione alla Cima Payer m 3056 e al Corno di Lagoscuro m 3166

Interessante escursione, con partenza dal Rifugio Mandron, che percorre una facile ma non banale cresta rocciosa a cavallo tra la Val Genova e la Val Camonica. Offre una mirabile vista su tutto il Gruppo dell’Adamello la cui fama, oltre che alle scintillanti vette che sembrano nate direttamente dai ghiacci, è dovuta alle dolorose ed eroiche pagine scritte da tanti uomini costretti a combattersi durante la Prima Guerra Mondiale. Da dietro il rifugio si imbocca il sentiero tracciato, ma non numerato, che punta al visibile incavo posto poco a Sud della Cima Payer. Per terreno ricoperto da sfasciumi detritici si costeggia, senza vederlo, la parte orientale del Lago Scuro raggiungendo la Forcella Payer (m 2978) dove, aiutati da catene fisse (attenzione), si raggiunge la vicina Cima Payer (m 3056 – ore 2). Si prosegue per l’aerea e bella cresta tenendosi sul versante della Val Camonica e, seguendo il sentiero attrezzato che utilizza ancora oggi qualche scaletta o ancoraggio della Grande Guerra, si cala al vicino Passo di Lagoscuro (m 2970 – ore 0.30, tot. 2.30). E’ consigliabile a questo punto salire la bella cima del Corno di Lagoscuro (m 3166 – ore 0.40) per godere del bellissimo panorama sulle montagne circostanti. Meritevole la visita alla “Capanna Amici della Montagna” costruita negli anni ’80 dalla famosa guida alpina G. Faustinelli, utilizzando resti di baracche risalenti alla Grande Guerra. Ritornati al Passo di Lagoscuro si scende verso il rifugio utilizzando il sentierino tracciato ma non numerato fino ad incontrare il sentiero n. 209 proveniente dal Passo di Maroccaro che riconduce al rifugio (ore 1.40, tot. 4.40).