L’ORO ROSSO DI STORO

L’ORO ROSSO DI STORO

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Andiamo in Valle del Chiese, dove tradizione agricola e varietà di paesaggio s’incontrano per un vero esempio di turismo rurale.

In Valle del Chiese il paesaggio è sempre sorprendente.

Questa ampia valle all’estremità sud occidentale del Trentino, ci mostra un territorio estremamente variegato, che passa dai 200 ai 3400 metri di quota. Un mondo fatto di laghi, di fiumi, di cascate, di alpeggi, di boschi, di terreni agricoli.

Un territorio che potremmo definire completo, che offre a tutti noi tantissime possibilità per momenti di vacanza e di svago: possibili passeggiate in montagna, emozionanti discese di canyoning, percorsi alla scoperta di antichi borghi medioevali o di antiche cave e miniere.

In questo quadro, la tradizione agricola di queste parti trova perfetta armonia con l’attività turistica, ribadendo ancora una volta come turismo ed agricoltura siano due mondi che si intrecciano in un territorio di montagna come il nostro.

Accade quindi che l’Oro rosso di Storo, ovvero la famosa farina di granoturco, sia non solo una prelibatezza gastronomica, ma anche un modo per vivere questa valle.

La cooperativa Agri 90 raccoglie da oltre vent’anni tantissimi contadini impegnati nella coltivazione del granoturco, di ortaggi e di piccoli frutti. Il prodotto principe, manco a dirlo, è un’autentica prelibatezza, una farina gialla da polenta, che ha reso il paese di Storo molto conosciuto nel panorama gastronomico nazionale.

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Vigilio Giovanelli, presidentissimo della cooperativa, ci ha accompagnato attraverso i campi di granoturco, dove fino alla fine di novembre circa i contadini sono stati impegnati nella raccolta delle pannocchie.

Ma il granoturco, come dicevamo prima, è anche un modo per vivere questi posti. Ecco quindi che scopriamo, in paese, persone impegnate nell’antica pratica dello “sfoiò”, lo sfogliare, l’arte di togliere le foglie dalla pannocchia per far si che i venti invernali possano asciugarle e preparare i chicchi per la macinatura.

Lo “sfoiò” è una pratica ormai quasi in disuso, spesso rievocata in feste paesane ed appuntamenti folcloristici o culturali, ma è sempre stato un momento di socializzazione importante per le genti di montagna, quando al fuoco del caminetto si ritrovavano intere famiglie a sfogliare, e nel mentre si discuteva, si chiacchierava, ci si confrontava, si scherzava, insomma si faceva “Filò” .

Girovagando in Valle del Chiese, ci si accorge come le pannocchie influenzino anche la struttura delle case, che spesso hanno la parte alta coperta da pannocchie esposte ad asciugare.

Facciamo infine tappa a Cimego, o meglio nel Borgo di Quartinago, un borgo medioevale molto caratteristico e perfettamente conservato.

In questo periodo, questo paesello diventa palcoscenico del caratteristico mercatino di Natale, interamente ricavato in androni, sottopassi, cantine e corti. Il mercatino, aperto tutti i sabati e domeniche di dicembre, propone i tradizionali manufatti artigianali (pitture, decorazioni, intrecci di cesti). Molto invitante è anche la parte enogastronomica, dove ovviamente trova spazio “sua maestà” la polenta di Storo, ma anche altri prodotti caratteristici di queste zone come il pesce salmerino, il formaggio spressa, erbe officinali mieli e marmellate.