ROVERETO CITTÀ DEL MONDO

ROVERETO CITTÀ DEL MONDO

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Rovereto è come una bella donna che fugge e non si lascia mai accarezzare.

Difficile da capire per intero, tanta è la complessità e la stratificazione storica che la caratterizza, la città della quercia, dal simbolo arboreo che la caratterizza, viene declinata anche come città della pace, città dell’industria e dell’artigianato, città del fare, della seta, della contemporaneità, della formazione, nonché  “Atene del Trentino”.

Eppure Rovereto è pur sempre una piccola città, facilmente raggiungibile a piedi da ogni punto di partenza. E anche il Natale, dal punto di vista urbano-centrico, non può che essere di grande apertura, tanto che qui viene dedicato a tutti i popoli della terra.

Il Natale dei popoli aprirà sabato 21 novembre
Non solo mercatino di Natale, ma un ricco programam di eventi legati alla solidarietà

Lo spirito di questo luogo rivive pertanto in tante manifestazioni e luoghi che trasmettono alcune delle tante peculiarità di una città che rappresenta, a seconda delle provenienze, la prima e l’ultima testimonianza effettivamente italiana, per non dire veneziana, che percorre lo stivale.

Al Mart, luogo della contemporaneità per eccellenza, facciamo tappa alle mostre autunnali dove troviamo le grandi opere di Beppe Devalle e la curiosa installazione fotografica e sonora dei Masbedo dedicata agli abeti di risonanza della val di Fiemme.

L’altra è una retrospettiva su Devalle
Alcuni dei Ritratti di Devalle tra i quali si riconoscono Dalì, Uma Thurman, Kurt Cobain, Marylin Monroe ed altri.
incontriamo il nuovo direttore del Mart, Gianfranco Maraniello
Incontriamo l’assessore al turismo e commercio del Comune di Rovereto, Ivo Chiesa

Di Devalle abbiamo apprezzato la generosità e la coerenza stilistica di un autore fedele a se stesso (e non al mercato) che ha delineato nei suoi grandi ritratti le pagine più significative e sofferte del Novecento.

Dal centralissimo Ostello, struttura particolarmente indicata per le famiglie, saliamo verso la Torrefazione Bontadi, esempio unico nel suo genere di lavorazione artigianale del caffè.

Vi raccontiamo poi l’ostello di Rovereto, una struttura comunale che si pone come sistemazione ideale anche per la famiglie. A fianco delle classiche camere ampie, da viaggiatori “zaino in spalla”, l’ostello propone anche stanze da due tre e quattro persone.
Francesco Serafini e l’ingresso dell’Ostello di Via Scuole, nel centro storico della città.

Sotto l’influenza veneziana e grazie agli impulsi commerciali innescati dall’impero austro ungarico, Rovereto divenne una fiorente città commerciale legata anche all’export italiano.

E’ in questo frangente che a fine settecento si costituisce questa torrefazione che oggi viene gestita da Stefano Andreis, un dinamico imprenditore che ha saputo valorizzare al meglio i tratti distintivi della filiera del caffè di qualità.

il nostro viaggio a Rovereto inizia tra le attività artigianali del centro storico. Siamo alla torrefazione Bontadi, la più antica torrefazione d’Italia
questa Torrefazione lavora il caffè nel centro storico di Rovereto da molte generazioni
grazie ai chicchi di caffè che arrivano grezzi da tutto il mondo, Bontadi produce circa venti tipi di caffè
il segreto della torrefazione sono le materie prime: la selezione degli appezzamenti permette di acquistare prodotti di prima qualità
Il caffè viene tostato e miscelato grazie alla sapienza degli artigiani che da anni sperimentano miscele nuove

Successivamente facciamo tappa presso una macelleria, anch’essa artigianale, dove ci intratteniamo con Massimo Zenatti fondatore di un laboratorio specializzato nella carni equine.

Un’altra bottega artigiana dove approdiamo è la piccola gastronomia di Massimo Zenatti
Si definisce un artigiano del cibo ed è specializzato in lavorazione di carne equina
Nella sua piccola bottega in Via Oreficioffre prodotti gastronomici di alta qualità

Accanto a mostre, luoghi di cultura, ricordi rosminiani e illuministi, la città si prepara ad affrontare le festività rilanciando la sua vocazione che dimora nel felice incontro fra cultura e lavoro.

Nasce da questa peculiarità uno dei simboli più in vista della città, il teatro Zandonai.

Ci dedichiamo poi al Teatro Zandonai
Il nostro cicerone è l’architetto Michelangelo Lupo, che ha curato il restauro artistico

Dopo diversi anni di restauro conservativo, questo gioiello settecentesco dedicato al teatro italiano è tornato a nuova vita per tutti gli appassionati della musica e del teatro.

L’architetto Michelangelo Lupo ci racconta la storia di questo manufatto che racchiude le pagine più intense e significative della cultura roveretana.