ROVERETO, DALLA GUERRA ALLA PACE

ROVERETO, DALLA GUERRA ALLA PACE

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Sotto la cupola del Mart

Una giornata a Rovereto, la città della Quercia, per scoprire percorsi in montagna tra natura e storia, curiosare tra i musei e gli eventi culturali in città ed immergersi nell’atmosfera accogliente e solidale del Natale di Popoli

Sarà perché è l’unica montagna che possa dirsi unicamente roveretana, certo è che gli abitanti della Città della quercia non mancano, in estate così come in inverno, di far visita al Monte Zugna.

Un legame destinato a rinsaldarsi in occasione del centenario della Grande guerra che sullo Zugna assume i tratti di una ritrovata identità. È in luoghi come questo che è possibile realizzare, con il corpo e con la mente, il passaggio simbolico della guerra alla pace.

scendendo a valle, facciamo una rapida visita all’Ossario di Castel Dante a Rovereto
scendendo a valle, facciamo una rapida visita all’Ossario di Castel Dante a Rovereto

Le suggestioni delle trincee e dei camminamenti, le gallerie scavate con le mine ed i picconi, i vecchi manufatti militari e le carrarecce stanno a testimoniare una quotidianità di fatiche e volenze che descrivono il pesante fardello di una tragedia moderna.

La natura ed il tempo, l’elaborazione storica del conflitto contribuiscono poi al superamento del concetto di guerra invitando ogni escursionista e misurarsi con la necessità della pace.

la nostra puntata si apre con un’escursione sulla cima del Monte Zugna. Foto A.Macchiella
Il rifugio del Monte Zugna e l’osservatorio astronomico del Musoe Civico di rovereto. Foto A.Macchiella

 

È anche questo, se lo sappiamo cogliere, lo “spirito del luogo” del monte Zugna.

Con Michele Zandonati, del Gruppo delle Guide alpine ed Accompagnatori di territorio della Vallagarina, raggiungiamo il rifugio Monte Zugna.

Imboccando la strada sterrata raggiugiamo il facile pianoro dove oggi si trova il Parco della pace. Questo piccolo villaggio militare ospita resti di costruzioni e un grande impluvio per l’acqua piovana allestiti dagli austriaci nel 1915.

Dopo una rapida visita alle vicine gallerie costruite a pochi metri delle strutture militari di servizio al fronte di guerra rientriamo verso la città dove ci attende un pranzo del tutto particolare.

La città della pace è multicolore e proiettata a suo modo in una dimensione internazionale. Ne è una prova il Laboratorio culinario al Silenzio dove incontriamo il maestro Gianfranco Grisi e la figlia Carlotta.

Grisi, docente al conservatorio di Riva del Garda ed inventore del Critallarmonio, è un grande musicista con la passione per la buona cucina. Un interesse che fino a qualche tempo fa aveva riservato per alcuni amici, ma che oggi è possibile apprezzare presso questo nuovo ristorante di tendenza.

In cucina troviamo la figlia Carlotta a cui si deve una forte motivazione legata alla scoperta del territorio e delle cucine del mondo.

Nel menù troviamo le forme più originali fra oriente ed occidente che hanno portato il Silenzio a proporre addirittura il Trentin Sushi, ovvero piatti a base di pesce e vegetali rigorosamente di territorio.

Il Parco per la pace in versione estiva. Sulla sommità del Zugna, a circa 30 minuti di cammino dal rifugio, ciò che rimane di un grande villaggio militare della Grande Guerra
Il Parco per la pace in versione estiva. Sulla sommità del Zugna, a circa 30 minuti di cammino dal rifugio, ciò che rimane di un grande villaggio militare della Grande Guerra
Particolare è la grande rampa per l’accumulo di acqua piovana nei vasconi
Alessandro Macchiella, custode forestale
michele Zandonati, accompagnatore di territorio, ci ha accompagnato con Alessandro Macchiella in questa escursione
Salendo verso il Zugna, vediamo anche il lavoro di un picchio su un larice
dall’alto, il rifugio Zugna
scendendo a valle, facciamo una rapida visita all’Ossario di Castel Dante a Rovereto
l’Ossario ospitale i resti di oltre 20.000 morti caduti durante la Grande Guerra
Alcuni cannoni sono esposti nel parco attorno all’Ossario
A fianco, rimangono ancora i pochi resti di Castel Dante, splendido castello costruito sulla sommità di questa collina e distrutto dai veneziani alla fine del ‘400
una delle trincee che difendevano l’avamposto di Castel Dante durante il Grande Conflitto
Per concludere la giornata, ci trasferiamo al Laboratorio Culinario al Silenzio dove Gianfranco Grisi esprime in cucina la sua creatività artistica
Gianfranco sposa la sua creatività con la ricerca dei prodotti di territorio
ne escono prodotti di ottima qualità, spesso frutto di sperimentazione

 

L’apertura a mondi lontani dal punto di vista gastronomico si incontra poi con una raffinata ricerca sul piano enologico con la valorizzazione di diverse esperienze di nicchia relative alla vitienologia trentina ed alpina.

Proseguiamo poi nel nostro pomeriggio lanciando uno sguardo sulla proposta culturale della città.

A Rovereto, la mostra presentata al Mart propone una lettura aggiornata del conflitto. La Grande Guerra è il punto di partenza per un’indagine più ampia, legata al tema della guerra in senso assoluto, “un viaggio che affonda le sue radici nelle guerre di un secolo, ritrovandosi nella più tragica storia recente”. Si passa quindi dalla rappresentazione dei cavalli morti in battaglia, a lavori artistici che rappresentano la quotidianità del conflitto al giorno d’oggi. Il tutto, con un filo conduttore a nostro parare ben rappresentato dalle parole di Bertold Brecht, a cui si ispira il titolo della mostra: “La guerra che verrà non è la prima. Prima ci sono state altre guerre. Alla fine dell’ultima c’erano vincitori e vinti. Fra i vinti la povera gente faceva la fame. Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente”.

Dal sapore diverso ma altrettanto suggestiva, la mostra proposta a Palazzo Alberti dalla Fondazione Museo Civico. “Lo sguardo inquieto” è il racconto di come la città visse il periodo prima e durante la Guerra Guerra. Il riferimento va in particolare alla grande evacuazione del 1915, quando la città con ordine austroungarico fu letteralmente svuotata passando in pochi mesi da 11.000 abitanti a poco meno di 700. Tra le tante opere esposte, che incuriosirà molti roveretani, alcune fotografie dell’epoca dimostrano come tante case di storiche famiglie furono svuotate e bombardate, per poi fungere da magazzini.

Infine, nello spirito di Rovereto “Città della Pace”, arrivano anche quest’anno le manifestazioni legate al Natale dei Popoli. A fianco del tradizionale mercatino di Natale in Via Roma, la città vivrà una serie di appuntamenti di ritrovo, proposte di riflessione sui temi dei conflitti ed incontri di culture diverse.

anche semplici crostoni di pane vengono valorizzati che ingredienti di ricerca
Tra i piatti forti, il TrentinSushi: la specialità giapponese, preparata con trota e salmerino, i pesci dell’arco alpino
Carlotta Grisi, figlia d’arte. Per sua stessa ammissione, lo “scontro caratteriale” tra lei e suo padre è una scintilla che alimenta la sperimentazione in cucina e rende frizzante l’atmosfera di questo locale
Gianpaolo Daicampi, vicesindaco di Rovereto
ci trasferiamo poi al Mart, dove la mostra prende il titolo dai versi di Bertold Brecht: “La guerra che verrà non è la prima”
Cristiana Collu, direttrice del Mart
Sotto la cupola del Mart
alcune scritte nel foyer e sulla scalinata del Mart. Sono anch’essi parte integrante della mostra
la mostra raccoglie espressioni artistiche di tutte i conflitti
a Palazzo Alberti, in corso Bettini, la mostra “Lo sguado inquieto” racconta la città di Rovereto prima e durante il primo conflitto mondiale
la città visse la guerra in maniera drammatica. Come si legge in questi testi, fu completamente evacuata nel 1915, passando in pochi mesi da 11.000 abitanti a 700 abitanti circa
Paola Pizzamano è la curatrice della mostra per la Fondazione Museo Civico di Rovereto
nella mostra, anche fotografie di storiche case roveretane durante la guerra. Questo è palazzo Candelpergher, di fronte alla Chiesa di S.aria
altre immagini di case distrutte dai bombardamenti

 

Un fitto programma di appuntamenti, concerti, spettacoli tra l’intrattenimento e la riflessione, che quest’anno vedrà protagoniste le rappresentanze di Polonia, Repubblica Ceca, Austria e Friuli Venezia Giulia, anche loro coinvolte nel conflitto.

A completare la proposta, i Presepi del Natale, con il miracolo della Natività reinterpretato da artisti, artigiani ed associazioni locali.