 |
| Ai Laghetti delle Pozze m 2785, sullo
sfondo il Cevedale (foto Agh) |
Siamo partiti per questa escursione nel Parco
Nazionale dello Stelvio con l'idea di fare Cima
Marmotta m 3330. Ma appena imboccata la Val
di Pejo ci rendiamo conto che la burrascata della notte precedente
(15 agosto 2008) ha imbiancato le montagne in quota. E' con vero orrore
che scorgiamo il Monte Vioz m 3644 stracarico di neve. La situazione ci
appare chiara poco dopo: neve fino a 2500 metri!
 |
|
| Salendo da Malga Mare verso Pian
Venezia (foto Agh) |
|
 |
|
| Quota 2500, verso il Lago Lungo,
sullo sfondo Cima Marmotta (foto Agh) |
|
 |
|
| Cima Presanella m 3558 (foto Agh) |
|
 |
|
| Monte
Vioz m 3644 (foto Agh) |
|
 |
|
| Al Lago Lungo, sullo sfondo il Cevedale
m 3769 (foto Agh)
|
|
 |
|
| Il bivio col sentiero 104 verso forcella
quota 3149 (foto Agh) |
|
 |
|
| Il sentiero 104 alle Pozze (foto Agh) |
|
 |
|
| Le Pozze, sullo sfondo il Gruppo del Cevedale
(foto A.C.)
|
|
Verso Cima Marmotta
m 3330
Ridimensioniamo subito gli obiettivi, saliamo in quota poi si vedrà.
Arriviamo alla Centrale Enel sotto Malga Mare,
dove lasciamo l'auto. Proseguiamo a piedi fino al Pian
Venezia per sentiero 102, quindi deviamo per il Lago
Lungo con segnavia 146. Sulle vette
del Vioz e del Cevedale le nuvole viaggiano a velocità impressionate,
pensiamo che non andremo tanto lontano. Arrivati al Lago Lungo abbiamo la
spaventevole visione di
Cima Marmotta che sembra una algida cattedrale di ghiaccio. La salita
appare proibitiva, decidiamo comunque di provare a salire per il sentiero
che porta alle Pozze. Tagliamo per un costone per raggiungere il
soprastante sentiero 123, anche se volendo ci si può ricongiungere
proseguendo un poco più in basso a sud
est del Lago delle Marmotte. Notiamo che stavolta il meteo l'ha imbroccata,
il tempo migliora nettamente e soprattutto il vento cala di intensità.
I versanti nord sono letteralmente ricoperti di ghiaccio, quelli sud invece
si stanno riscaldando rapidamente, anche se la temperatura pare quella di
una giornata tipicamente novembrina. Imbocchiamo il sentiero
104 e iniziamo a salire verso le Pozze, per ripide ma facili balze
erbose. Arriviamo così ad un bella conca costellata di laghetti,
le Pozze appunto a quota m 2785. Qui il sentiero si biforca, uno
va a nord ovest (segnato come traccia sulla carta Tabacco 08) infilandosi
nel lungo vallone a sud di Cima Marmotta, l'altro va verso sud est fino
ad uno dei laghetti, dal quale si inerpica per ripido ghiaione il sentiero
104. L'idea è di salire almeno fino alla forcella
senza nome a quota 3149 che va verso la vedretta del Careser, sul
percorso-traversata al Rif. Dorigoni, poi si vedrà se la cresta fino
a Cima Marmotta è praticabile. La salita è ripida e la quota
inizia a farsi sentire. Splendide le visioni intermittenti, tra le nuvole,
del Gruppo del Cevedale e, più a
nord, della spettacolare piramide del Gran Zebrù.
Faticosamente raggiungiamo la forcella (contrassegnata da un alto palo in
legno col numero di sentiero 104), con la grandiosa visione della Vedretta
del Careser, paurosamente ridotta a quello che ricordavamo in
una precedente escursione di 10 anni fa esatti. La
cresta a Cima Marmotta però ci appare impraticabile: roccioni
a strapiombo sulla vedretta ci impediscono il passaggio. Decidiamo di scendere
verso la vedretta, e provare a salire di là. Risaliamo
lentamente gli sfasciumi tra un labirinto di grossi macigni, ghiaccio
e neve, fino a circa quota 3200. La cima è abbastanza vicina, così
come Cima Venezia, ma l'ora è tarda
e non sappiamo com'è l'ultimo tratto di cresta prima del facile costone
finale, che potrebbe celare un altro salto di roccia impraticabile. Rinunciamo,
sarà per un'altra volta!
 |
| Risalendo l'erto sentiero 104 (foto Agh) |
 |
| Forcella quota 3149, di qui la cresta a Cima
Marmotta è impraticabile... (foto Agh) |
 |
| La Vedretta del Careser vista dalla
forcella a quota 3149 (foto A.C.) |
 |
| Il Gran Zebrù m 3851 spunta
dietro alla Forcola... (foto Agh)
|
 |
|
| Sulla vedretta sotto Cima Venezia
(foto Agh)
|
|
 |
|
| Le micidiali pietraie ai margini
della vedretta del Careser (foto Agh) |
|
 |
|
| Il lago nei pressi dell'Osservatorio,
sullo sfondo Cima Venezia (foto Agh) |
|
 |
|
| Il Lago e la diga del Careser (foto A.C.) |
|
 |
|
| Lago del Careser con Cima Lagolungo (foto Agh) |
|
A questo punto le possibilità sono due: o
si torna indietro per lo stesso percorso dell'andata oppure, come
noi, si affronta una impegnativa discesa, però molto bella, passando
per il vecchio osservatorio glaciologico che si distingue bene a
sud est di Cima Lagolungo, nei pressi
di un laghetto. Il percorso è privo di ghiaccio e neve, ma fino
al laghetto dell'osservatorio
si tratta di attraversare delle vaste pietraie
separate da valloncelli che bisogna superare o aggirare con attenzione per
cercare la via meno scomoda. Scendiamo lentamente tra valloni
ingombri di massi e macigni in precario equilibrio, stando bene attenti
a dove mettiamo i piedi. Non c'è sentiero, né alcuna traccia.
Scendiamo sul versante est di Cima Lagolungo,
puntando al laghetto (non segnato sulle carte) e a un roccione alla cui
sommità c'è l'ex osservatorio glaciologico. Di qui scendiamo
con attenzione per un costone,
tra pietraie e lastronate di pietra inclinate
non percorribili: bisogna scegliere
con attenzione la via di discesa per non trovarsi sui salti di roccia.
Caliamo con prudenza fino ad infilare un vallone
ghiaioso che conflusice nella grandiosa
vallata glaciale sotto la vedretta del Careser. Qui costeggiamo un
impetuoso torrente , immissarario del grande lago sbarrato dalla diga. Arrivati
al bacino artificiale, si cambia versante grazie ad un ponticello. Il sentiero,
un po' vago, si sposta sulla riva est, costeggiando
il lago fino alla diga. Di qui, con ripida ed eterna
discesa a zig zag per sentiero 123, caliamo fino alla Centrale Enel
dove abbiamo l'auto. Lungo la via incontriamo parecchi
camosci che brucano pigramente nelle varie radure e sui costoni sopra
il Lago della Lama. Nella mappa qui sotto
il dettaglio dell'escursione, col tracciato della discesa in giallo. I paesaggi
sono quelli spettacolari d'alta quota, il dislivello complessivo circa 1200
metri.
 |
|
 |
| Armeria alpina (foto Agh) |
|
Genziana verna (foto Agh) |
 |
|
 |
| Verga d'oro (foto Agh) |
|
Silene acaulis (foto Agh) |
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
© Copyright 2001-2009 - E' vietata la riproduzione
di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All
rights reserved
 |
| All'inizio della traversata della
Vedretta del Careser, verso il Rifugio Dorigoni (foto A.C.) |
 |
| Il percorso dell'escursione proposta,
in giallo il tracciato della discesa (dalla mappa Tabacco 048) |
 |
|
A.P.T.
DELLE VALLI DI SOLE, PEJO E RABBI
Via Marconi 7
38027 Malé (Tn),
Tel. 0463 / 901280 - Fax 0463 / 902911
www.valdisole.net |
| |
|
|
 |
|
TRENTINO SPA
Società di marketing territoriale del Trentino
Booking & Contact Center
tel. 0461 / 219500; fax 0461/ 219406
www.visittrentino.it |
| Escursioni
di Girovagando in Val di Sole |
 |
|
Cima
Tremenesca m 2882
Magnifica e selvaggia escursione nel solitario Gruppo Vegaia-Tremenesca
in Val di Sole, nella pittoresca valletta di Soprasasso coi
suoi splendidi laghetti, e l'impegnativa ascensione a C. Tremenesca
- n. 263 - 15 settembre 2007 |
| |
|
|
 |
|
Cima
Nera m 3037 - Val di Pejo
Facile e spettacolare "tremila" nel Parco Nazionale
dello Stelvio: Cima Nera di m 3037, sopra al Rifugio Larcher
m 2608 n. 257 3 agosto 2007 |
| |
|
|
 |
|
Monte
Vioz m 3644
Spettacolare e facile escursione nel Gruppo del Cevedale, con
la salita al Vioz e al Rifugio Mantova, il più alto rifugio
delle Alpi centrali e orientali n. 213
- 14 settembre 2006 |
| |
|
|
|
|
La
Scalinata dei Larici Monumentali
Escursione d'autunno nel Parco dello Stelvio: alla scoperta
dei giganti vegetali in Val di Rabbi.
30/10/2004 |
| Puntate
precedenti in Val di Sole |
|
|