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| Alta Via "Bepi Zac", sulla
dorsale di Costabella (foto Agh) |
Proponiamo questa settimana l’Alta Via “Bepi
Zac”, un sentiero attrezzato lungo
la dorsale di Costabella a nord di Passo San Pellegrino, in Val
di Fassa. Il percorso è abbastanza
facile ma da non prendere sottogamba per la quota, la lunghezza e
alcuni tratti esposti. Consigliabile l'imbrago di sicurezza.
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| Un tratto dell'Alta Via "Bepi
Zac", sullo sfondo Cima Uomo (foto Agh) |
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| Rifugio Passo delle Selle m 2528,
ovvero “Bergvagabunden Hütte” (foto Agh) |
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Alta
via "Bepi Zac"
L'Alta via è intitolata al noto alpinista fassano Bepi
Pellegrin (detto Zac), innamorato della natura e appassionato di
storia locale, nonché titolare del Rifugio
di Passo delle Selle m 2528, il “Bergvagabunden Hütte”
(rifugio dedicato ai “vagabondi” della montagna), ora passato
di mano al figlio Floriano. La ristrutturazione del percorso di guerra,
con grandiosi scenari panoramici che spaziano
dalla Marmolada
alle Pale di S. Martino, dal Sella
al Sassolungo,
dal Catinaccio al Latemar,
è opera appassionata e meritoria di Livio
Defrancesco, caposervizio presso gli impianti di risalita Costabella.
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| I pascoli della Campagnaccia con
lo sfondo della cresta di Costabella (foto Agh) |
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| Visuale dall'Osservatorio militare
italiano verso Val S. Nicolò. Sassolungo e Sella (foto Agh)
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| Passaggio in cresta, con cordino
(foto Agh)
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| Dorsale di Costabella vista dai pascoli della
Campagnaccia (foto Agh) |
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| Nei pressi di Cima Costabella m 2762,
sullo sfondo Cima Uomo (foto Agh) |
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| L'osservatorio italiano scavato nella
roccia (foto Agh) |
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| La mostra permanente all'interno (foto Agh) |
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La Grande Guerra
Costabella era un importante caposaldo difensivo del fronte austriaco
nel settore della Marmolada. L’esercito
italiano aveva conquistato Sasso Costabella e Cima
Uomo: sfondando al Passo delle Selle, avrebbe potuto raggiungere
agevolmente la Val di Fassa scardinando la linea difensiva austro-ungarica.
Su queste montagne si combatté aspramente
dal giugno 1915 al novembre 1917. Gli austriaci erano bene appostati
su Cima Bocche
(escursione di Girovagando 1 nov 2008), Fango (poco oltre il Passo San Pellegrino)
e sul sovrastante Passo Selle, ove costruirono un grande accampamento. In
questo modo era impedita ogni possibilità di avanzata verso la Val
di Fassa. Alterni attacchi e contrattacchi determinarono minimi spostamenti
di confine, con rilievi che diventarono ora italiani, e dopo qualche giorno
o poche ore, di nuovo austriaci, con continui bagni di sangue per conquistare
pochi metri di rocce. Nella primavera 1917
particolarmente duro fu il confronto per la conquista di Cima
Costabella, persa dagli austriaci il 4 marzo e riconquistata il 16
dello stesso mese. Iniziarono successivamente da parte italiana, lavori
di mina per far esplodere le posizioni difensive austriache, ma alla fine
di ottobre gli italiani ritirarono ogni soldato sull'Isonzo e fra queste
montagne, dopo tante pene, ritornò la pace e il silenzio.
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| Papaveri alpini sugli assolati ghiaioni
di Costabella, dove un tempo gli uomini si massacrarono (foto Agh)
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| L'iscrizione "Konig-Ludwing
Hütte 1915" (foto Agh) |
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Un passaggio un po' rognoso... (foto A.C.) |
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| Versante nord di Costabella (foto Agh) |
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Gallerie (foto Agh) |
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| Lo sperone in cui era l'osservatorio
italiano (foto Agh) |
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Passerella per entrare nell'osservatorio
(foto Agh)
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| Un caverna si affaccia all'esterno
(foto Agh)
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Ricovero conservato coi materiali
originali (foto Agh) |
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| Baraccamenti austriaci a Passo delle
Selle, 1915 |
E' impressionante la quantità di rottami, pezzi di ferro, schegge,
filo spinato, trincee e palificazioni, che si incontrano lungo il percorso.
Tutto il crinale poi è martoriato da caverne, trinceramenti, fossati,
scavi, massicciate, fortificazioni, resti di baraccamenti.
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| I meravigliosi pascoli della Campagnaccia
verso Forcella Ciadin (foto Agh) |
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| Passo S. Pellegrino con le Pale di
S. Martino e la Cima di Bocche (foto Agh) |
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| Verso i Lastei (foto A.C.)
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| Verso Forcella Ciadin (foto Agh) |
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| Visuale sulle Pale di S: Martino
salendo a Forcella Ciadin (foto Agh) |
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| Il ripido ghiaione che conduce a
Forcella Ciadin (foto Agh) |
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| Il camino attrezzato con scale in
legno e cordino (foto Agh) |
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| Tratto attrezzato, sullo sfondo Cima
Uomo m 3010 (foto Agh)
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| La dorsale di Costabella dove sorgeva l'accampamento
austriaco (foto Agh) |
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| Tratto esposto su passerella (foto A.C.) |
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| Tratto attrezzato con cordino e fittoni
(foto Agh)
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| La sagoma del Gran Vernel sullo sfondo
(foto Agh)
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| Lastei Picol e Lastei Gran (foto Agh) |
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| Visuale sul Piz Boé, sulla
sx, e Gran Vernel
al centro (foto Agh) |
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Il percorso
L’itinerario è lungo e, anche se considerato facile, non proprio
banale, con tratti piuttosto esposti. La
Bepi Zac non è una vera via ferrata ma piuttosto un percorso
attrezzato con cordini, fittoni, scale e passerelle in legno. Pur
non presentando difficoltà particolari, non è da prendere
sottogamba per lunghezza, quota, tratti esposti: se si soffre di vertigini,
è meglio lasciar perdere. Il percorso è
generalmente ben protetto, anche se inspiegabilmente ci sono tratti
insidiosi senza protezioni su costoni ripidi, col sentiero
disagevole di ghiaino o pietrisco su fondo duro in cui è vietato
scivolare o inciampare. Per fortuna sono tratti brevi. Come detto, assolutamente
consigliabile l’imbrago, che dà una grande tranquillità
e sicurezza, e anche il casco. Non tanto per le pietre che possono cadere
dall’alto (il percorso si svolge per lo più sulle creste) quanto
per le numerose gallerie in cui si è costretti
a passare, alcune a gattoni o quasi. Proprio nell’ultima chi
scrive, quando era ormai in vista dell’uscita, ha dato una craniata
pazzesca che ha provocato un bel bernoccolo. Utile
una pila per esplorare le molte gallerie
percorribili. Noi abbiamo percorso l'Alta Via Bepi Zac in senso antiorario
(ma è possibile, anzi consigliabile, farla in senso orario), partendo
direttamente dal Passo S. Pellegrino. Prendendo gli impianti di risalita
è possibile risparmiarsi circa un'ora di cammino e portarsi in quota.
Siamo quindi partiti dal Passo S. Pellegrino per il sentiero
637b puntando alla Forcella Ciadin m 2664,
che si raggiunge per un erto ghiaione dopo aver attraversato i meravigliosi
pascoli della Campagnaccia. Dalla forcella, sempre seguendo il sentiero
637b, si affronta un traverso di alcune centinaia di metri senza protezioni
(attenzione) quindi si arriva all'attacco della via, un grosso camino attrezzato
con grandi scale in legno e cordino. L'itinerario si snoda lungo il tormentato
crinale di Costabella, tra camini, cenge, creste, cime, caverne,
gallerie, in un lunare scenario di rocce dalle forme più strane.
Dopo il primo tratto attrezzato che rimonta una selletta, il sentiero si
infila in un stretta gola ai piedi di una specie di colossale “uovo”,
il Sasso di Costabella m 2730, un gigantesco
roccione dove i soldati italiani avevano ricavato, scavandolo all'interno,
un osservatorio per sorvegliare le linee e i movimenti
del nemico. Oggi all'interno dell'osservatorio
vi è una piccola ma spaventevole mostra
permanente sugli orrori della guerra, con pannelli esplicativi con
testi e foto piuttosto crude. Si cala leggermente per attraversare una serie
di conche: ovunque si possono vedere trincee, resti di baraccamenti, rottami,
fortificazioni. Noi abbiamo trovato, a pochi metri dal sentiero, un grosso
frammento osseo, sperabilmente non umano, che si confondeva con le pietre
bianche di un ghiaione. Dopo aver risalito brevemente una piccola cima senza
nome, si cala ancora leggermente ai piedi
della Cima di Costabella m 2759, che si
scala con un tratto attrezzato con cordino, piuttosto esposto, lungo lo
spigolo est. Seguono altri saliscendi per raggiungere la Cima
della Campagnaccia m 2727, con varie gallerie e fortificazioni, resti
di trincea. Prima di risalire verso i Lastei Grande
m 2716 e Picol, è possibile eventualmente interrompere l'escursione
calando a valle dall'ampia insellatura a est. Alcuni ricoveri lungo il percorso
sono stati ricostruiti, altri presentano i materiali
originali del tempo con le travature di sostegno, qualche mobile,
le brande, le pareti rivestite di legno. Entrando in questi miserabili rifugi,
dove gli uomini vivevano per mesi come topi, non si può fare a meno
di provare una stretta al cuore per le condizioni tremende in cui i soldati
erano costretti a combattersi, specialmente l’inverno, a quasi 3000
metri di quota. La lunga traversata si conclude, senza dislivelli importanti,
traversando gli aspri contrafforti dei Lastei fino alla cima del
Lastei Picol m 2697, a nord del rifugio
di Passo delle Selle m 2528, che si raggiunge dopo una ripida discesa.
Si rientra quindi al passo in circa un’ora per sentiero
604, toccando il Rifugio Paradiso m 2170.
Anche in questo caso c'è la possibilità di accorciare il percorso
scendendo con la seggiovia.
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| Cresta di Costabella m 2715, sullo
sfondo il Gruppo del Sella con il Piz Boè (foto Agh) |
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| Uno dei passaggi meno agevoli in
un canalone ripido senza protezioni (foto Agh) |
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| Alta Via Bepi Zac in direzione dell'Osservatorio
italiano (foto Agh) |
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
© Copyright 2001-2010 - E' vietata la riproduzione
di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All
rights reserved
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| Marmotta di vedetta (foto Agh) |
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| Escursioni
scelte di Girovagando nella zona |
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Superpanoramica e facile escursione scialpinistica nella Catena
di Bocche, adatta anche in ciaspole, in uno dei posti più
spettacolari del Trentino, con veduta fantastica sulle Pale
di S. Martino - n. 342 - 28 marzo 2009 |
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Cima
Bocche m 2745
Fantastica, facile e grandiosa escursione nella Catena di Bocche
vicino a Passo Valles, toccando il Lago di Juribrutto, tra trincee
e vestigia della Grande Guerra -
n. 321 - 1/11/2008 |
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Punta
Vallaccia m 2637 - Gruppo dei Monzoni
Spettacolare e facile escursione a Punta Vallaccia, nel gruppo
dei Monzoni in Valle di Fassa, con strepitoso panorama sulle
Dolomiti n. 220 - 2 nov 2006 |
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Pale
di S. Martino
Attraverso i grandiosi deserti "lunari" dell'Altopiano
delle Pale di S. Martino: mini trekking di 15 chilometri a 2500
metri di quota 27/AGO/2004 |
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Giro
della Cavallazza m 2324
Sulle tracce della Grande Guerra nella zona di Passo Rolle tra
trincee, gallerie, caverne, fortificazioni 9/SET/2004 |
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Piccolo
Colbricon m 2511
Escursione "storica" sulle tracce della Grande Guerra
in Lagorai: salita al Piccolo Colbricon dalle Buse dell'Oro,
attraverso la "cittadella" di trincee e fortificazioni
austriache - 23/09/2004
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Cima
Juribrutto m 2687
Una "classicissima" nei pressi di Passo Valles, da
fare in ogni stagione, a piedi, con gli sci o con le ciaspole
12/11/2004 |
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