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| Marmolada cresta ovest: la via ferrata
(© foto Agh)
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Proponiamo questa settimana una classicissima: la
salita alla Marmolada m 3343, la "Regina delle Dolomiti",
per la panoramica via ferrata lungo la cresta
ovest. L'ascesa può essere resa meno pesante spezzando la
salita in 1 giorno e 1/2 pernottando al Rif.
Contrin m 2016. Per chi se la sente, noi proponiamo l'entusiasmante
traversata con discesa sul ghiacciaio fino a Passo Fedaia, con rientro
ad Alba in autobus di linea.
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| Marmolada vista da Pian dei Fiacconi
a quota 2600 (© foto Agh) |
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La Regina delle Dolomiti: Marmolada m 3343
Il massiccio della Marmolada, con il ghiacciaio
più esteso delle Dolomiti, si trova
tra Trentino e Veneto. Per i trentini la via di accesso principale è
la Val di Fassa. Le vie di salita alla
cima più alta, Punta Penia m 3343,
sono sostanzialmente tre: 1) da Alba di
Canazei m 1486 per la Val Contrin per forcella Marmolada e ferrata cresta
ovest; 2) da Pian dei Fiacconi m 2626 (impianto)
sopra Passo Fedaia, con la salita diretta per il ghiacciaio quindi per la
"Schena de Mul"; 3) da Pian dei
Fiacconi per ghiacciaio alla Forcella Marmolada e per via ferrata.
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| Salendo a cima Marmolada, sullo sfondo
il Gruppo del Sella (© foto Agh) |
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| Ferrata cresta ovest, tratto terminale
(© foto Agh)
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| Dalla cima della Marmolada a punta
Penia m 3343, guardando verso punta Rocca m 3309 (© foto Agh) |
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| Ultimo strappo verso la cima (© foto Agh) |
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| L'attacco della ferrata alla Forcella
Marmolada (© foto Agh) |
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| Lungo la dorsale ovest della Marmolada (© foto Agh) |
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La
Ferrata Cresta Ovest
La salita più abbordabile, anche se non più breve e che permette
di evitare l'attraversamento del ghiacciaio,
si svolge sulla poderosa dorsale ovest mediante
una via ferrata non difficile, anche se bisogna considerare i fattori climatici
e ovviamente l'alta quota. Agosto e settembre sono di solito i mesi migliori,
perché la parete è "pulita" da neve e ghiaccio.
La via ferrata percorre la dorsale con abbondanti
staffature e cordino di sicurezza,
risalendo le possenti balze rocciose fin quasi in vetta. Non ci sono tratti
verticali, le pareti sono sempre "appoggiate" anche se talvolta
abbastanza esposte, non bisogna quindi soffrire
di vertigini. Serve ovviamente l'attrezzatura
da ferrata con imbrago e moschettoni, casco e guanti da ferrata.
Consigliabili anche i ramponi per eventuali
tratti di neve, vetrato ed eventualmente l'ultimo tratto alla cima dove
bisogna attraversare un breve tratto di ghiacciaio non ripido. Se
si intende fare la traversata, i ramponi
sono obbligatori, opportuna anche la piccozza
così come procedere legati in cordata.
Nel complesso, se si parte da Alba, è una escursione impegnativa
fisicamente, certamente non adatta a principianti o a gente non adeguatamente
allenata.
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| Val Contrin vista dalla dorsale ovest
della Marmolada (© foto Agh) |
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| Salendo dalla forcella Marmolada (© foto Agh) |
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| Ultimo tratto della ferrata (© foto Agh) |
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| Quasi in vetta, ultimo tratto del ghiacciaio
sommitale (© foto Agh) |
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| Rifugio Contrin (© foto Agh) |
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| Salita a Forcella Marmolada (© foto Agh) |
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| Le poderose placconate della dorsale
ovest (© foto Agh) |
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| Tutta la salita è attrezzata
con staffe e cordino di sicurezza (© foto Agh) |
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| Arrivo in vetta (© foto Agh) |
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| Cima Marmolada m 3343 (© foto Agh) |
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Percorso
Si parcheggia l'auto ad Alba
di Canazei m 1485 (Val di Fassa) nel piazzale
della stazione di partenza della Funivia del Ciampac. Si prende quindi
la strada forestale/sentiero 602 che, dopo
una serie di tornanti per guadagnare quota, percorre la bella e pianeggiante
Valle di Contrin m 1700. Si procede sempre
per la strada/sentiero fino al Rif.
Contrin m 2056 (2 ore fin qui). Chi vuole può pernottare qui
e salire a Cima Marmolada il giorno seguente. Dal rifugio si prende il
sentiero 606 per forcella Marmolada m 2896 (ore 2.30 dal rifugio
Contrin), un ripido ghiaione che però è meno faticoso di una
volta grazie alla sistemazione del sentiero nei tratti meno cedevoli. Poco
sotto la forcella ha inizio la ferrata con un tratto quasi verticale,
quindi un traversone che porta sulla dorsale. Qui si sale per ripide balze
e colossali placconate rocciose, talvolta esposte, tramite abbondanti
staffe e cordino di sicurezza. Alcuni tratti facili dove si cammina
non sono attrezzati. Un balcone naturale super panoramico a circa metà
strada permette di tirare il fiato ed affacciarsi sul baratro
della parete sud, 1000 metri verticali di vuoto. Si sale ora più
facilmente, mantenendosi sempre lungo la dorsale che graduatamente riduce
la pendenza fino alla lingua del ghiacciaio sommitale,
non ripida e che si attraversa tuttavia con prudenza (possibile presenza
di ghiaccio vivo). Ancora qualche centinaio di metri per roccette e si è
infine in vetta, a Cima Punta Penia m 3342,
con due grandi croci e una baracca-rifugio
(con locale invernale sempre aperto) dove ci si può ristorare. Il
panorama a 360 gradi è a dir poco fantastico, c'è da
perdersi ad osservare le migliaia di cime all'orizzonte. Si possono vedere
tutti i principali gruppi dolomitici. Poco più ad est, ma con un
profondo burrone in mezzo, l'altra cima della Marmolada, Punta
Rocca m 3309, con l'arrivo
della funivia da Malga Ciapela in territorio veneto. Sembra che vi sia
allo studio un progetto di attrezzare una via che colleghi le due cime.
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| La "Schena de Mul" (© foto Agh) |
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| Il tratto attrezzato per scendere
sul ghiacciaio (© foto Agh) |
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| Discesa per il tratto attrezzato
dalla Schena de Mul al ghiacciaio (© foto Agh) |
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Discesa a Pian dei Fiacconi
Dai pressi della cima, sotto alla baracca-rifugio, si scende per un evidente
costolone di neve, la Schena de Mul. In
estate non servono i ramponi, che si usano più sotto sul ghiacciaio.
La pendenza è modesta e la dorsale ampia, la traccia ben segnata,
non ci sono problemi. Si giunge quindi a quota
3175 dove inizia un tratto
attrezzato con staffe e cordino
lungo una cengia rocciosa trasversale, di solito "pulita",
che scende verso il ghiacciaio dove si possono osservare i crepacci terminali.
Giunti sul ghiacciaio si calzano i ramponi e ci
si lega in cordata per superare i crepacci, che ovviamente variano
secondo la stagione. Nei pressi, c'è un palo di ferro per fare da
sicura. Di solito è bene seguire sempre
la traccia, che non manca mai, ed evitare di avventurarsi sul ghiacciaio
"provando" nuovi passaggi. Superata
la crepaccia terminale si procede ancora in cordata seguendo la traccia
fino al Pian dei Fiacconi m 2621. Qui si
può prendere l'impianto che scende fino
alla diga di Passo Fedaia. Si attraversa la diga fino alla fermata
dell'autobus nei pressi del rifugio E. Castiglioni: ci sono due
corse pomeridiane, alle 16.11 e 18.11 (per info Trentino
Trasporti) che ci riportano ad Alba di Canazei dove abbiamo la macchina.
Dislivello partendo da Alba: 1850 m, sviluppo 16 km.
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| Scendendo verso il ghiacciao (© foto Agh) |
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| La crepaccia terminale, unico punto
un po' critico (© foto Agh)
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| Discesa verso il Pian dei Fiacconi
(© foto Agh)
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| Ultimi metri del ghiacciaio verso
Pian dei Fiacconi (© foto Agh) |
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| La traversata è completata:
al Pian dei Fiacconi l'impianto ci porta alla Diga della Fedaia m
2054 (© Agh) |
In conclusione: una escursione-traversata "pesante" fisicamente
ma certamente tra le più belle in assoluto
in ambito dolomitico: la ferrata di per sé non è difficile
ma si svolge in ambiente semplicemente grandioso. Da fare almeno una volta
nella vita :)
Mappa
con itinerario gps
Photogallery
traversata
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
© Copyright 2001-2010 - E' vietata la riproduzione
di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All
rights reserved
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| Vista dalla Schena de Mul (© foto Agh) |
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| Fine della discesa a Pian dei Fiacconi,
sullo sfondo la Cima della Marmolada (© foto Agh) |
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| Diga della Fedaia (© foto Agh) |
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| Photogallery
e mappa (© foto Agh) |
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A.P.T
VAL Dl FASSA Strèda
de Dolèda 10/B
Canazei (Trento)
Tel. 0462 / 602466 - fax 0462 /
602278
www.fassa.com
| info@fassa.com
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TRENTINO
SPA
Società di marketing territoriale del Trentino
Booking & Contact Center
tel. 0461 / 219500; fax 0461/ 219406
www.visittrentino.it
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Il sentiero attrezzato "Bepi Zac" lungo le fortificazioni della
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Pellegrino, in Val di Fassa n. 362
- 13 agosto 2009 |
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Col
Margherita m 2545
Superpanoramica e facile escursione scialpinistica nella Catena
di Bocche, adatta anche in ciaspole, in uno dei posti più
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di S. Martino - n. 342 - 28 marzo 2009 |
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Bocche m 2745
Fantastica, facile e grandiosa escursione nella Catena di Bocche
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n. 321 - 1/11/2008 |
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Spettacolare e facile escursione a Punta Vallaccia, nel gruppo
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Giro
della Cavallazza m 2324
Sulle tracce della Grande Guerra nella zona di Passo Rolle tra
trincee, gallerie, caverne, fortificazioni 9/SET/2004 |
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Escursione "storica" sulle tracce della Grande Guerra
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Cima
Juribrutto m 2687
Una "classicissima" nei pressi di Passo Valles, da
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