MONTE MULAZ m 2906 - PALE DI S. MARTINO
Grandiosi paesaggi nelle Pale di S. Martino settentrionali - 30/07/09
 
Sulla vetta del Monte Mulaz m 2906 (foto Agh)

Iniziamo la serie dedicata alle escursioni in montagna, che durerà fino alla ripresa del programma in tv verso metà settembre. Proponiamo questa settimana un'entusiasmante escursione nel Gruppo delle Pale di S. Martino: il giro e l'ascensione del Monte Mulaz m 2906. Un itinerario ad anello che percorre un tratto dell'Alta Via n 2, non difficile ma di un certo impegno fisico: 16 km per circa 1300 m di dislivello.

 
Monte Mulaz, a sinistra, e Cimon della Pala a destra (foto Agh)  
Descrizione

Il Monte Mulaz m 2906 è un “quasi tremila” isolato, situato nella parte settentrionale delle Pale di S. Martino, uno dei pochi raggiungibili con relativa facilità anche dall’escursionista che non possiede capacità alpinistiche. Il panorama a 360 gradi dalla cima è semplicemente grandioso. Qui proponiamo un giro ad anello un po’ più articolato rispetto alla semplice ascensione dalla Val Venegia, che offre scenari molto vari in paesaggi selvaggi e spettacolari lungo un tratto dell’Alta Via n. 2, che attraversa le Pale di S. Martino lungo l’asse nord-sud.

Pale di S. Martino viste da Cima Bocche (foto Agh)

 
Salendo verso forcella Venegia (foto A.C.)  
 
Cima Venegia con la forcella omonima (foto Agh)  
   
Malga Venegia (foto Agh)   Interno di Malga Venegia (foto Agh)  
   
Verso il crinale con l'Alta Via n 2   Laghetto lungo il sentiero Alta Via 2  
 
Al centro, la Torre Quattro dita a sud di Passo Farangole (foto Agh)  
 
Il fantastico Valon della Venegiota (foto Agh)  
 
Nei pressi di Passo del Focobon (foto Agh)  
 
Il paesaggio "amazzonico" del Cimon della Stia (foto Agh)  
Percorso

Da Predazzo, in Val di Fiemme, si prende la strada per il Passo Valles, poco oltre il paese di Paneveggio si imbocca la Val Venegia, il cui accesso, essendo Parco Naturale, è a pagamento: con 5 euro si può raggiungere in auto il parcheggio poco sotto Malga Venegia m 1778. Di qui ci infiliamo nel canalone cercando l’ignoto sentiero 750, che secondo notizie incerte sembra in disuso. Infatti non ci sono cartelli né segni per terra, ma troviamo subito una buona traccia che, come previsto, si assottiglia man mano che si sale. Nulla di grave, la salita è ripida ma agevole, la vegetazione rada, si sale costantemente sulla dx orografica del rio. La traccia diventa sempre più esile, a tratti scompare, ma la direzione è chiara. In prossimità di una zona franosa dove la valle di restringe, ci si sposta un po’ verso nord e per belle balze erbose ci si alza di quota, ormai in vista del crinale. La vista qui si fa decisamente magnifica, i prati verdissimi dei costoni di Cima Venegia fanno da contrasto con le spettacolari guglie di Cima Vezzana, Cima dei Bureloni e Cimon della Pala. Alla Forcella Venegia m 2217 si apre una vista grandiosa verso Passo Valles, da dove proviene il sentiero Alta Via n 2 (sentiero 751), la Catena di Bocche, la stupenda Valle del Biois col paese di Falcade, le vette della Catena dei Monzoni con Cima Uomo, sullo sfondo la parete sud della Marmolada. Si prosegue ora lungo la dorsale, incontrando un inaspettato e delizioso laghetto, quindi con leggere salitelle si costeggia il crinale fino a perdere un po’ di quota sotto Cima della Venegiota, per poi rimanere senza fiato nel vedere lo spettacolo del Valon della Venegiota, una serie di pascoli verdissimi che sembrano perfino finti tanto sono perfetti, tra radure, grossi macigni e prati, un sogno piantarci la tenda per qualche giorno. Scolliniamo il Passo della Venegiota a m 2302 e poco dopo il Passo di Focobon 2291, dove subito dopo si perde ancora quota. Verso est ci sono delle strane montagne ricoperte di rigogliosa vegetazione, che culminano nel Cimon della Stia: l’origine vulcanica, con rocce scure, gli danno un aspetto vagamente amazzonico, con una fitta e rigogliosa vegetazione che ammanta i ripidissimi e selvaggi costoni.

Dal sentiero 751, vista sulle cime del Lagorai orientale (foto Agh)
 
Monte Pelmo (foto Agh)   Passo di Focobon, sullo sfondo il Civetta (foto Agh)
 
Panorama verso i Monzoni da Passo Venegiota   Tofana di Rozes (foto Agh)
Lungo il sentiero 751 verso il Rifugio Mulaz (foto Agh)

 
I colossali Campanili di Lastei (foto Agh)  
Proseguendo verso sud appaiono quasi d’improvviso dei colossali torrioni di roccia, i Campanili dei Lastei, quindi Cima del Focobon coi relitti dell’antico ghiacciaio, davvero impressionanti. Attraversiamo alcuni facili nevai, quindi caliamo ancora fino a che non ci affacciamo per il selvaggio e ripido vallone del Focobon, che iniziamo a salire faticosamente per un ripido ma breve nevaio, superato il quale la valle si apre e la pendenza si fa meno ripida. Si attraversano placconate di roccia, con tratti di fastidioso e infido ghiaino, e brevi tratti attrezzati col solito cordino. Dopo un’ultima erta arriviamo al Sasso Arduini m 2582 e finalmente in pochi minuti, poco sotto il Passo Mulaz, al Rifugio Volpi di Misurata al Mulaz 2571. Una bella struttura di proprietà del CAI sezione di Venezia, che dispone di 60 posti letto: adiacente al rifugio vi è anche un locale invernale con 12 posti. Dopo una breve sosta per il rifocillamento, ripartiamo alla volta di Cima Mulaz, circa un’oretta scarsa dal Passo del Mulaz a m 2619.

Le placconate di roccia nel Vallone di Focobon (foto A.C.)
Rifugio Volpi di Misurata al Mulaz (foto Agh)
Passo Mulaz con Cima di Focobon m 3054, sullo sfondo a dx il Passo delle Farangole m 2814 (foto Agh)

 
Il traverso prima della cima (foto A.C.)  
 
Il costone sud est al Mulaz (foto Agh)  
 
Nei pressi della cima sul versante nord (foto Agh)  
 
In vetta! (foto Agh)  
 
Calando verso il Campigol della Vezzana (foto Agh)  
 
La meravigliosa spianata del Campigol della Vezzana (foto Agh)  
 
Calano le ombre della sera sul Cimon della Pala (foto Agh)  
Dal rifugio a Cima Mulaz

In 5 minuti dal rifugio ci portiamo presso il passo e attacchiamo la
faticosa rampata di sfasciumi, con tracce vaghe e sbiaditi bolli rossi qua e là. Arrivati in cima a circa 2800 metri di quota, il sentiero piega in costa verso nord est, lungo un costone ripido con tratti un po’ esposti dove è vietato scivolare o inciampare. Si gira quindi sul lato nord e, con pendenza moderata, si arriva facilmente alla cima di m 2906, con la caratteristica “Croce con la campana”. La vista è da urlo, uno dei più grandiosi panorami a 360 gradi nella zona dolomitica. Facciamo le foto di rito, mangiucchiamo qualcosa, ci godiamo lo spettacolare panorama. Bellissimo come sempre osservare l’ardito Passo delle Farangole m 2814, ancora innevato e ghiacciato nonostante sia quasi fine luglio. Iniziamo la discesa, caliamo al passo e poi giù per i ghiaioni e i nevai. A quota 2400 decidiamo di provare a scendere per il nevaio centrale, quindi con scelta infelice abbandoniamo il sentiero 721 per andare a prendere il vecchio percorso più a sud, che però capiamo subito perché è in disuso: la parte centrale è tutta franata, oltretutto nel colatoio ogni tanto “fischiano” dei bei sassi. Arriviamo sul nevaio però ci rendiamo conto che è troppo ripido e ingombro di pietre. Se si perde l’equilibrio e si scivola si rischia grosso. Proseguiamo allora per il disagevole sentiero vecchio, ormai pieno di pietre e sassi instabili, e caliamo faticosamente, coi piedi doloranti, fino alla magnifica spianata del Campigol della Vezzana m 1918. Siamo finalmente sul fondovalle, a questo punto prendiamo la strada forestale (che pare eterna) e arriviamo comodamente al parcheggio dove abbiamo la macchina. Conclusioni: giro magnifico ma lunghetto e fisicamente piuttosto impegnativo, soprattutto per via del terreno pietroso o roccioso. Sono circa 16 km per 1300 m di dislivello coi vari saliscendi, l’orientamento è abbastanza elementare fino al rifugio, la salita al Mulaz però può essere un problema con la nebbia e richiede attenzione per alcuni passaggi esposti. I panorami sono assolutamente indimenticabili.

Sulla vetta di Cima Mulaz (foto A.C.)
Breve video girato su Cima Mulaz (foto Agh)


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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Splendidi esemplari di cervo nell'area faunistica di Paneveggio (foto Agh)
Panoramica a 360 gradi da Cima Mulaz (foto Agh)
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Foto panoramiche Pale di S. Martino

La grandiosa barriera corallina delle Pale: incappucciato dalle nuvole il Cimon della Pala (foto Agh)

Pale di S. Martino versante Ovest:
Foto fissa con legenda delle cime (750 k)
Foto panoramica in movimento (file exe autoeseguibile 1,1 mb)

L'Altopiano desertico delle Pale (foto Agh)

Pale di S. Martino versante Est:
Foto fissa con legenda delle cime (900 k)
Foto panoramica in movimento (file exe autoeseguibile 1,3 mb)

Escursioni di Girovagando in zona

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Superpanoramica e facile escursione scialpinistica nella Catena di Bocche, adatta anche in ciaspole, in uno dei posti più spettacolari del Trentino, con veduta fantastica sulle Pale di S. Martino - n. 342 - 28 marzo 2009
     
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Attraverso i grandiosi deserti "lunari" dell'Altopiano delle Pale di S. Martino: mini trekking di 15 chilometri a 2500 metri di quota
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Una "classicissima" nei pressi di Passo Valles, da fare in ogni stagione, a piedi, con gli sci o con le ciaspole
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