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| Il Brenta col "Campanil Basso"
(foto Agh) |
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Le Dolomiti di Brenta si trovano nel Trentino
occidentale e sono montagne davvero spettacolari con la loro infinita serie
di guglie, cenge e pareti verticali. "Il Brenta" era il regno
di Cesare
Maestri, il "Ragno delle Dolomiti", che qui ha scritto
pagine di storia dell'alpinismo. L'unica pecca delle Dolomiti di Brenta,
se così si può dire, è che sono un po' troppo frequentate
per i nostri gusti, perlomeno nei mesi canonici di luglio e agosto e sulle
vie più battute, come la celeberrima Via
delle Bocchette, una delle vie ferrate più belle dell'arco
alpino. Ma basta uscire dagli itinerari più conosciuti per incontrare
una natura assolutamente selvaggia. In questa puntata vi proponiamo
dunque il Piz Galin m 2442, la montagna
che domina Andalo e che, grazie alla sua
posizione isolata, offre un panorama straordinario sulle Dolomiti di Brenta
orientali.
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| Il Monte Fibbion, al centro, a destra
la grandiosa Val dei Cavai (foto Agh) |
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| Veduta invernale del Brenta col Piz Galin che
svetta isolato (foto Agh) |
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| Il versante sud ovest del Piz Galin
salendo dal sentiero 353b (foto Agh) |
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Descrizione
Il "Piz Galìn", e non
"Piz Gallino" o peggio ancora "Pizzo Gallino" come si
legge purtroppo da varie parti (un po' di rispetto per la toponomastica!),
sovrasta la piana di Andalo con la sua piramide
isolata e inconfondibile. E' una meta poco conosciuta e
poco frequentata, che viene a torto snobbata in favore delle cime più
famose. Il panorama dalla cima a 360° è
a dir poco grandioso ed offre una visuale assai interessante e a
distanza della lunga serie di cime del Brenta orientale. La salita
alla cima dalla Bocchetta del Piz Galin non è difficile ma è
piuttosto ripida e con passaggi di 1° grado in cui si deve arrampicare
un po'. Si può eventualmente fare un giro
ad anello scendendo per tracce dal
più facile versante ovest e, attraversando con percorso libero le
distese
dei Lasteri, andare ad intercettare il sentiero 344b che ritorna
verso il Rif. La Montanara.
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| La spettacolosa serie di guglie viste
dal rifugio "La Montanara" al tramonto (foto Agh) |
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| Cime del Brenta viste dal Piz Galin
(foto Agh) |
| PIZ GALIN m 2442 |
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Dolomiti di Brenta |
| quota massima |
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m 2442 |
| lunghezza |
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km. 8 circa |
| dislivello |
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m 917 |
| partenza e arrivo |
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Rifugio La Montanara m 1525 |
| sentieri |
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352b, 352 |
| difficoltà |
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EE - escursionisti esperti |
| tempo |
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1 giornata |
| mappa |
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Kompass 073 - 1:30.000 o kompass 688 -
1.25.000 |
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| Il Brenta visto dal rifugio "La
Montanara" (foto Agh) |
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| Il sentiero 352b (foto Agh) |
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Genziana di Esculapio (foto Agh) |
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| Curiose forme su un tronco (foto Agh) |
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Cima dei Lasteri (foto Agh) |
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| Verso la Bocchetta Dagnola o del
Piz Galin (foto Agh) |
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| Il versante ovest del Piz Galin |
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La bocchetta del Piz Galin (foto Agh) |
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| Sulla vetta del Piz Galin (foto Agh) |
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Percorso
Da Molveno nord parte l'impianto
di risalita (bidonvia) al
Pradel quindi, con un secondo
nuovo tronco, si raggiunge in seggiovia il Rifugio
La Montanara m 1525, posto su uno spettacoloso balcone
naturale a picco sulla Val delle Seghe dal quale si osserva una
lunga schiera di ardite guglie. La salita con questi due impianti (10
euro andata e ritorno) permette di "risparmiare" circa
500 metri di dislivello partendo da Molveno.
Dal rifugio La Montanara si prende la stradella a nord ovest per il "Sentiero
delle Grotte" ma dopo circa 1/2 km prestare attenzione al bivio (vedi
cartelli) dove si svolta a destra in direzione nord est per il
sentiero 352 bis, che si impenna rapidamente
risalendo a zig zag un erto costone boscoso.
Bellissimi nel sottobosco centinaia di fiori blu: la Genziana
di Esculapio. A 1812 metri,
dopo aver oltrepassato un singolare
"portale" tra due grossi alberi morti, si raggiunge la spalla
della dorsale e un altro bivio: un sentiero (traccia nera sulla carta) sale
in direzione del Palon di Torre e il Croz
dell'Altissimo, l'altro, il 352,
piega a
destra affacciandosi sul vasto vallone che scende da Cima dei Lasteri.
Ci si inoltra, in costa, nell'ampio anfiteatro sotto Cima dei Lasteri e
il Piz Galin, fino a incontrare un crocevia di sentieri: il 352 che sale
da Gardeccia, il 344b per il Croz dell'Altissimo e il Passo dei Lasteri,
il 352 b che prosegue in costa verso est
con un largo giro che costeggia l'anfiteatro fino alla dorsale
sud del Piz Galin, dove il sentiero diventa 352
(senza b), piegando verso nord in direzione
della Bocchetta del Piz Galin m 2130 che
si raggiunge facilmente. Dalla forcella si erge il ripido
e dirupato costone est del Piz Galin, con un dislivello
di 311 metri, che si risale con tortuoso
e ripido sentiero (non segnato sulla nostra carta), con diversi passaggi
di 1° grado che richiedono un po' di attenzione. Ma la fatica
è compensata dalla vista "mostruosa" appena si sbuca in
vetta: a est e sud l'altopiano della Paganella
e il Lago di Molveno, a nord il Monte
Fibbion che separa la Val dei Cavai e il Passo della Gaiarda; verso
ovest le guglie spettacolose del Brenta che lasciano letteralmente senza
fiato.
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| Panoramica dal Piz Galin con legenda
delle cime, clicca per ingrandire (foto Agh) |
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| Il Brenta dal Rifugio La Montanara
(foto Agh)
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| Scendendo verso Busa dei Lasteri (foto Agh)
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Il
ritorno
Per il ritorno, in alternativa dal ripercorrere
la via dell'andata, si può scendere dal più
facile versante ovest, per iniziale ripido
ma breve ghiaione quindi per la dorsale che scende gradualmente
alla Busa
dei Lasteri: di qui si traversa con percorso libero sotto Cima
dei Lasteri andando a intercettare verso ovest il sentiero
344b che scende dal Passo dei Lasteri:
nella foto
scattata dalla cima di Piz Galin si vede bene il sentiero in questione,
che scende a ridosso del Croz dell'Altissimo verso il nostro punto di partenza,
il rifugio La Montanara. Un'alternativa più
lunga per il ritorno consiste nel giro completo del Piz Galin, ovvero
scendere dalla Bocchetta del Piz Galin per segnavia 353 fino a Malga Spora,
quindi rientrare dal Passo dei Lasteri con il sentiero 344 e 344b.
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
© Copyright 2001-2009 - E' vietata la riproduzione
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| Genziana di Esculapio (foto Agh)
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