PIz di levico m 1908
Facile escursione sopra Passo Vezzena - 1 marzo 2008
 
Il versante est del Piz di Levico (foto Agh)

Concluso il ciclo invernale, la programmazione televisiva entra "in sonno" ma il sito viene aggiornato costantemente ogni settimana con una serie dedicata alle escursioni in montagna, in attesa del nuovo ciclo primavera.

 
Piz di Levico vers. ovest, con la cima "tagliata" dal Forte Spitz Verle (foto Agh)  
 
Sulla vetta del Piz di Levico: vista sul Manderiolo e Cima Portule (foto Agh)  
 
Vista sulla Valsugana e sul Lagorai dalla Cima del Piz di Levico (foto Agh)  
Piz di Levico m 1908

Iniziamo proponendo una escursione facile, indicatissima da fare in ciaspole (noi l'abbiamo fatta con gli sci da escursionismo), generalmente sicura da valanghe (nel tratto che segue la forestale), con vasti paesaggi ed un impagabile, grandioso panorama sulla Valsugana dalla cima. L'escursione parte da Passo Vezzena e, volendo, si svolge tutta su strada forestale fino alla vetta (segnavia 205): noi però proponiamo un giro un po' più ampio per poter fare un percorso ad anello e salire il Piz di Levico m 1908 (conosciuto anche come Cima Vezzena) dal ripido ma panoramico versante ovest. La strada forestale che dal Passo Vezzena sale fino alla vetta (circa 2 ore a piedi) è in realtà l'ex strada militare che serviva il forte austroungarico Spitz Verle, scavato nella roccia della cima, a picco sul precipizio. Per la sua fantastica posizione panoramica e la sua funzione principale di osservatorio e collegamento con gli altri forti, era chiamato "L'occhio degli Altipiani". Fu sottoposto a furiosi bombardamenti dell'artiglieria italiana appostata sul Monte Verena, a circa 8 km di distanza in linea d'aria. La stradina di accesso sul versante sud era su terreno scoperto e completamente sotto tiro, e perciò impraticabile durante i combattimenti: fu quindi scavato un ardito sentiero di collegamento sul versante nord, su cenge espostissime verso la Valsugana, ora impercorribile e quasi completamente franato. Il forte fu più volte assaltato dalla fanteria, senza successo, e quasi completamente distrutto dalle cannonate dell'artiglieria di Forte Verena.

Dal Piz di Levico verso Cima Manderiolo e, sullo sfondo, la dorsale del Portule (foto Agh)

 
In marcia poco sopra Passo Vezzena (foto Agh)  
 
Malga Marcai di Sopra m 1657 assaltata dai ciaspolari (foto Agh)  
 
Ampie distese verso la Vigolana (foto Agh)  
 
Da Malga Marcai di Sopra verso il Piz di Levico (foto Agh)  
 
Panorama verso Asiago (foto Agh)  
 
Dal Camin verso il Piz di Levico (foto Agh)  
 
Il "trincerone" dei ciaspolari sul versante est del Piz, sullo sfondo il Camin  
Percorso

Da Passo Vezzena m 1404
si prende la strada forestale in direzione dei ruderi di Forte Busa Verle che si raggiunge in circa 15 minuti. Insieme ai forti Campo di Luserna e Belvedere di Lavarone, costituiva la cintura difensiva più avanzata sul confine tra l´Impero austro - ungarico e il Regno d´Italia e bloccava la strada per l´Altopiano di Asiago. Pesantemente bombardato nei primi mesi di guerra, dal maggio 1916, con l´inizio della Strafexpedition (spedizione punitiva) e lo spostamento più a sud-est del fronte, divenne sede di alloggiamenti e punto ottico di collegamento. Era armato con 4 obici da 10 cm in cupole corazzate girevoli, da 2 cannoni da 8 cm in casamatta rivolti verso il Forte di Luserna, da 4 cannoni da 6 cm e da una quindicina di mitragliatrici per la difesa ravvicinata: sparò più di ventimila proiettili contro le linee italiane. A sua volta fu però duramente bombardato dalle artiglierie di Forte Verena e dalle postazioni mobili di Campomlon che per poco non lo costrinsero alla resa. Fu smantellato negli anni ´30 e venduto al Comune di Levico, insieme al forte del Piz di Levico. Si recuperò il ferro e l´acciaio e i suoi materiali furono venduti all´Opera Nazionale per il Mezzogiorno d´Italia. Proseguiamo la nostra escursione fino al bivio con la forestale che sale direttamente al Piz di Levico, che noi evitiamo per allargare il giro puntando a Malga Marcai di Sopra m 1657. Dopo un bel percorso nel bosco la strada spunta in una grande radura dove sorge la malga, presa letteralmente d'assalto dai "ciaspolari", che vi bivaccano in gran numero per mangiare il pranzo al sacco e a prendere il sole. Lasciamo rapidamente la ressa alle nostre spalle seguendo la traccia che sale verso il Piz di Levico: arrivati ad una sella puntiamo però verso est alla facile e panoramica cimetta del Camin m 1857, dalla quale possiamo osservare il ripido versante est del Piz che svetta sull'orizzonte. Torniamo al passo e affrontiamo la breve ma erta salita finale alla cima, con vari e faticosi zig zag tra i mughi, osteggiandoil crinale a picco (attenzione) sulla Valsugana. Grandioso il panorama dalla cima, occupata dai ruderi del forte: la vista spazia sui laghi di Caldonazzo e Levico, con le Dolomiti di Brenta sullo sfondo, la Catena del Lagorai, mentre verso sud si domina l'Altopiano di Vezzena. La discesa avviene sul più facile versante sud-ovest, prendendo la ex-stradella militare che, partendo poco sotto la cima, cala dolcemente con diversi tornanti fino a ricongiungersi con la via dell'andata per Passo Vezzena. Una lunga discesa facile facile che con gli "sciotti" da escursionismo (tenendo le pelli sotto agli sci per controllare meglio la velocità) è una piacevolissima conclusione del nostro itinerario.

Vista sui laghi di Caldonazzo e Levico dalla vetta del Piz di Levico (foto Agh)


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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