Sarca, tesoro di biodiversità: il fiume e l’uomo

Sarca, tesoro di biodiversità: il fiume e l’uomo

La Sarca nasce dai grandi ghiacciai dell'Adamello e del Brenta e dopo quasi 80 km si getta nel lago di Garda. La Sarca è il cuore di tante attività antropiche legate a turismo, agricoltura, pesca e non solo. Ve le raccontiamo tra pochi giorni, nella prima di tre puntata speciali che nelle prossime settimane vi accompagneranno lungo questo fiume, il suo territorio e le genti che lo abitano.

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Torna Girovagando e lo fa dedicando tre speciali al fiume Sarca.

Nel suo sviluppo questo fiume percorre una delle più importanti ed originali transizioni climatiche dal clima artico dei grandi ghiacciai dell’Adamello e dalle crode del gruppo dolomitico di Brenta fino al lago di Garda.

Qui le sue acque defluiscono lentamente verso le pianure lombarde ed il fiume cambia nome, diventa il Mincio.

Il nome femminile, la Sarca, spiega Elio Caola grande conoscitore delle montagne trentine, già Presidente della Sat ed esperto forestale, si deve alla diffusa pratica di utilizzare questa forma di genere nelle cadenze dialettali e popolari.

Con Gianfranco Pederzolli, Presidente del BIM Sarca, Mincio e Garda, affrontiamo questo primo itinerario dai monti al grande lago descrivendo le attività economiche che, in piena coerenza con un delicato ambiente alpino, si rivolgono al tema della sostenibilità.

Da qui l’impegno della Cantina di Toblino per le produzioni biologiche, la fragranza e la qualità dei pesci trasformati dalla mano esperta di Vittorio Leonardi, così come il valore di iniziative come “Dalla Terra alla Tavola” dove il territorio si esprime attraverso i prodotti tipici e tradizionali.

Ma la Sarca significa anche impegno per la conservazione dell’ambiente, come hanno dimostrato alcune associazioni del basso corso che si sono impegnate in azioni di pulizia e abbellimento.

Un’altra caratteristica delle acque di questo sistema fluviale consiste nell’attività termale.

Le terme di Comano ad esempio stanno sviluppando una serie di interventi e ricerche per legare sempre di più gli aspetti curativi e terapeutici al benessere e alla cura del corpo come ci spiega Elena Andreolli, consigliere delegato dello stabilimento giudicariese.

Ripercorriamo infine l’attività di pesca no kill con Andrea Fedrizzi dell’Associazione pescatori Alto Sarca.

Accompagnato da un altro collega, Andrea ci illustra le tecniche e l’equipaggiamento di una pratica sportiva che punta al pieno rispetto dei pesci di fiume liberandoli subito dopo la cattura. Uno sport che significa anche impegno per il miglioramento ambientale e sviluppo di nuove attività turistiche come ci spiega Redi Pollini, Direttore del Consorzio Turismo Giudicarie Centrali.