|
ELEMENTI PRINCIPALI DELLA VIDEOCAMERA obiettivo
| grandangolo | teleobiettivo
| zoom IL GRANDANGOLO Il grandangolo, come dice il nome stesso, consente per l'appunto inquadrature con un ampio angolo di campo, ideale per riprendere in interni, in luoghi con poco spazio ma anche nei paesaggi, nell'architettura ecc. Dà un maggior respiro alle inquadrature, facendo sembrare più grandi i locali chiusi, più maestosi i paesaggi e più ariose le riprese in architettura. Questi vantaggi si pagano con una certa deformazione delle immagini, specie ai bordi, che aumenta mano a mano che si usano grandangolari più spinti. Uno dei vantaggi prinipali delle ottiche grandangolari è la loro grande profondità di campo, cioè l'estensione della zona nitida davanti e dietro al soggetto; in pratica, la messa a fuoco può anche non essere precisissima (come invece dev'essere coi teleobiettivi) chè il soggetto sarà comunque sempre bene a fuoco, anche se si muove avanti e indietro. La profondità di campo aumenta considerevolmente chiudendo il diaframma (f.22 o più) IL TELEOBIETTIVO LO ZOOM Quando le ottiche "zoom" non erano ancora state inventate l'operatore doveva di volta in volta cambiare l'obiettivo a seconda delle esigenze. Oggi tutto questo non è più necessario: con la semplice pressione di un pulsante l'ottica varia progressivamente la sua focale, consentendovi di scegliere l'inquadratura migliore. Naturalmente non tutti gli zoom sono uguali: le caratteristiche fondamentali che distinguono uno zoom dall'altro sono sostanzialmente due, e cioè l'escursione focale e la luminosità. Tali caratteristiche sono riportate generalmente all'interno della ghiera della lente frontale dell'obiettivo; vi si possono vedere degli "strani mumerini", tipo 10-70 mm, f./1:1,4-1,8 (7x). Rappresentano, rispettivamente: l'escursione focale, che va per l'appunto da 10 millimetri di focale a 70 mm; la luminosità dell'obiettivo, che varia per l'appunto da 1,4 alla focale di 10 mm a 1,8 per quella di 70 mm; infine il fattore di ingrandimento, che nel nostro caso sarà di 7 volte la focale minima (10mm x 7=70mm). Sul corpo dell'ottica vi sono invece tre ghiere ruotanti: quella esterna, vicino alla lente frontale, è la ghiera di messa a fuoco, accanto ad essa sono riportate le distanze espresse in "metri" e in "piedi" (misura anglosassone) simboleggiate dalle lettere "M" e "Feet"; più interna, vicino all'attaccatura con il corpo della camera, c'è la ghiera dei diaframmi, con numeri tipo 3,5, 4,5, 5,6, 8, 11, 16, 22 ecc; infine quella che indica la focale usata che, nel nostro esempio citato sopra, sarà di 10mm fino a 70mm. Come detto, vi è un gran numero di obiettivi zoom, ognuno con caratteristiche proprie: ovviamente uno zoom con una escursione focale più ampia sarà più versatile, in quanto vi consentirà grandangoli più ampi e teleobiettivi più potenti; un fattore piuttosto importante per valutare un obiettivo è la sua luminosità: un'ottica luminosa vi permetterà di filmare anche con luce molto scarsa, mantendendo una buona qualità dell'immagine. Infine, alcuni obiettivi hanno la possibilità di effettuare riprese macro, ovvero inquadrature molto ingrandite di piccoli oggetti, fiori, insetti ecc. In genere questa funzione viene abilitata per mezzo di una apposita leva posta sull'obiettivo, che fa ruotare la relativa ghiera oltre la sua corsa naturale (ricordarsi sempre di rimettere in posizione la ghiera dopo aver usato l'obiettivo in macro! Se non lo fate, la messa a fuoco per le riprese normali sarà un macello). La ghiera va rimessa nella sua posizione normale ruotandola fino a sentire il "click" di blocco. Il fattore di ingrandimento macro è riportato sull'obiettivo con una serie di numeri tipo: 1:2.5 oppure 1:1; ciò significa, detto molto grossolanamente e per evitare spiegazioni impervie che, per esempio, in un rapporto di ingrandimento di 1:1, l'oggetto ripreso ha le stesse dimensioni anche sulla pellicola (nel nostro caso si deve considerare il CCD, cioè la "piastrina fotosensibile" che sostituisce la pellicola e che ha varie dimensioni, a seconda dei modelli di viodecamera); in un rapporto di 1:2,5, l'oggetto sarà più "piccolo" di 2 volte e mezza del reale. Spero d'esser stato chiaro! ILVIEW-FINDER è importante che il piccolo schermo del view-finder sia ben regolato qualora esistano controlli per quanto riguarda contrasto, luminosità ecc; su alcuni mirini è possibile anche la correzione diottrica per coloro che portano occhiali. La regolazione va fatta utilizzando le "barre", cioè quelle strisce verticali in una sequenza di grigi che si possono attivare con l'apposti comando sulla camera; si devono poter vedere distintamente tutte le barre; in caso contrario agite sulle regolazioni del contrasto e luminosità del view-finder fino a vedere bene la scala di grigi. Le barre servono anche per "barrare" la cassette all'inizio delle riprese (è preferibile girare 30 secondi o un minuto di barre all'inizio, prima di inziare la ripresa vera e propria. Le barre di solito vengono usate anche per "segnare" la fine e l'inizio di riprese fatte in luoghi o circostanze differenti: questo è molto utile in fase di montaggio, perché scorrendo avanti e indietro il nastro è difficile distinguere le immagini, mentre le barre si notano in un colpo d'occhio. AUTOMATISMI
E REGOLAZIONI DELLA TELECAMERA Sostanzialmente le regolazioni e gli automatismi essenziali riguardano: taratura del
colore (o del bianco): automatismo
dell'esposizione: Le telecamere più moderne sono dotate anche di otturatore elettronico (shutter), un dispositivo analogo a quello della regolazione dei tempi sulle macchine fotografiche: consente una ripresa migliore dei movimenti rapidi (gare di sci, atletica, automobilsmo, riprese sportive in genere ecc), specie se poi essi verranno esaminati al rallentatore o in immagini fisse. Questo dispositivo però comporta la perdita di luminosità dell'obiettivo. In situazioni normali di ripresa non è necessario e anzi, può provocare un aspetto poco fluido nelle riprese tradizionali. automatismo zoom: automatismo
messa a fuoco: come tenere in mano una telecamera |