GIRARE UN FILM "FATTO IN CASA"

Uno dei primi film di Nanni Moretti, "Io sono un autarchico", e’ stato senza dubbio uno degli esempi piu’ famosi di film girati “in proprio”, con mezzi poveri come era allora il Super 8, formato tipicamente amatoriale oggi pressoche’ defunto dopo l’avvento del video. Il fenomeno Moretti, caso piuttosto raro nel cinema italiano in cui un autentico dilettante riesce a “sfondare”, rimane purtroppo un caso isolato (il suo film fu trasmesso in tv per l’interessamento di Renzo Arbore); cio’ dimostra tuttavia che si possono realizzare buoni film anche senza disporre di grossi mezzi tecnici ed economici.

Girare un film a soggetto e’, tuttavia, un’operazione molto complessa, che richiede tempo, denaro, pazienza, molta determinazione, ottime capacita’ organizzative. Anche se si tratta di un film amatoriale, l’impegno richiesto e’ notevolissimo. In questo caso, di solito, il cameraman diventa anche regista, e come tale deve controllare tutto l’andamento del film, fin nei minimi particolari, in quanto egli sara’ il responsabile del prodotto finito. Deve occuparsi della sceneggiatura, del piano di lavorazione, della recitazione degli attori, delle riprese, del sonoro eccetera. Ecco che l’importanza di avere le idee chiare prima di girare un solo metro di pellicola o nastro magnetico appare evidente. Girare un film a soggetto, sia pure amatoriale, e’ comunque un’esperienza meravigliosa che prima o poi qualsiasi cameraman serio vorra’ tentare.

Anche se il film alla fine risulterà una schifezza, e la prima volta cio’ sara’ assai probabile, rimarra’ comunque la grande soddisfazione di aver realizzato qualcosa di concreto. Alla faccia di quelli, che sono tanti e non mancano mai, buoni solo a darvi consigli e a criticare, magari senza mai aver girato un solo metro di pellicola o nastro magnetico. Vada come vada, sara’ un’esperienza faticosa ma molto divertente.

Buttar giu’ una sceneggiatura
Se si vogliono far le cose seriamente, e provare a girare un film a soggetto, e’ indispensabile avere uno straccio di sceneggiatura. Che cos’e’ una sceneggiatura? E’ una “scaletta” dettagliata di tutto (o quasi) cio’ che accade durante un film: ovvero la descrizione di inquadrature, scene, dialoghi e sonoro. Non c’e’ una regola fissa per stendere una sceneggiatura: ci sono registi che se ne servono come traccia di massima, magari anche improvvisando sul set, ed altri che vi si affidano ciecamente (la cosiddetta sceneggiatura di ferro). Nel nostro caso di videoamatori potremo fare le cose un po’ alla buona. Innanzitutto bisogna inventarsi una storia decente, cioe’ un soggetto. Questo e’ un punto fondamentale!

Un buon soggetto è gia’ un valido punto di partenza. Una storia scema, anche girata benissimo, rimane comunque una storia scema. Una buona idea girata male rimane pur sempre una buona idea che potrete perfezionare piu’ avanti, con l’esperienza. Il soggetto puo’ essere descritto in una paginetta. Va da se’ che la storia deve stare in piedi, ci dev’essere cioe’ un inizio, uno svolgimento e una fine, e deve sperabilmente interessare o incuriosire lo spettatore. Deve essere cioè abbastanza "intrigante" da evitargli di addormentarsi o spazientirsi dopo pochi minuti.

Messa a punto una buona storia (e su questo punto non insisteremo mai abbastanza!) si puo’ finalmente procedere, e non prima, a stendere una sceneggiatura di massima (il cosiddetto trattamento, che probabilmente avra’ bisogno di molti successivi rimaneggiamenti). Di solito si usa un foglio A4 (il comune formato per il foglio dattiloscritto) diviso in due colonne, in cui si fara’ la descrizione dettagliata di quel che succede nel film. Nella colonna a sinistra la descrizione della scena (ci si puo’ aiutare eventualmente anche con degli schizzi), e gli eventuali appunti per il sonoro; in quella di destra andranno invece riportati i dialoghi. Ogni scena va rigorosamente numerata in ordine cronologico.

Piano di lavorazione
Con una sceneggiatura “da cristiano” potremo stendere finalmente il piano di lavorazione. Difficilmente potremo girare il nostro film rispettando la cronologia della storia: potra’ capitare dunque di girare gli esterni in determinati giorni, gli interni in altri. Il fatto di girare in tempi differenti sequenze di una stessa scena, magari a distanza di settimane o addirittura di mesi, puo’ produrre gravi inconvenienti senza una buona organizzazione preventiva. Questi salteranno all’occhio fin dalla prima proiezione: gli attori potranno cambiar pettinatura improvvisamente, i cieli muteranno repentinamente colore e anche la luce potra’ cambiar direzione inaspettatamente.

La cura di questi dettagli sono in genere sotto la responsabilita’ della segretaria di edizione, che annota, o dovrebbe annotare, tutti i particolari di ogni scena. Cio’ non impedisce di vedere sviste grossolane anche nei film con budget miliardari: chesso’, fazzoletti che schizzano da un taschino all’altro, scarpe che cambiano colore, e persino sigarette e brioches che “riscrescono” durante le colazioni. Il lavoro della segretaria di edizione nei film amatoriali, generalmente, spetta “di diritto” alla fidanzata del regista.


come e dove imparare