LAVORARE CON IL CAMERAMAN
appendice per [aspiranti] giornalisti, presentatori ecc.

Una recente esperienza mi ha convinto della necessità di concepire questa pagina dedicata a chi deve lavorare in stretta collaborazione con il cameraman, sia esso giornalista, presentatore, saltimbanco ecc. Molti di costoro, specie se con poca esperienza, ignorano del tutto le difficoltà del mestiere di cameraman, ritenendo che ciò consista essenzialmente nello schiacciare uno o più bottoni della telecamera.

Le difficoltà invece non sono poche: mentre si esegue una ripresa se ne devono fronteggiare principalmente quattro:

1) controllo dell'inquadratura
questa può variare durante la ripresa, mendiante l'uso dello zoom o panoramiche verticali od orizzontali; in tal caso all'inquadratura vanno sempre apportate correzioni. Il giornalista e/o l'intervistato possono muoversi rispetto alla posizione iniziale: in tal caso l'operatore dovrà correggere l'inquadratura e a volte anche la messa a fuoco.

2) messa a fuoco
se l'intervista è statica non saranno necessarie grandi correzioni di messa a fuoco, perché il cameraman previdente si sarà preparato in precedenza la perfetta messa a fuoco, e quindi potrà zoomare avanti senza timore di brutte sfuocate. Tutto cambia nel caso di interviste "volanti", in cui ovviamente è impossibile prevederne lo svolgimento: in tali casi il cameraman è obbligato a correzioni continue di inquadratura, messa a fuoco ed esposizione. Ovviamente deve fare tutto ciò senza interrompere la ripresa, e non sono quindi consentiti errori.

3) controllo dell'esposizione
vale quanto detto in precedenza: se si varia l'inquadratura si deve variare talvolta anche l'esposizione. L'automatismo di cui sono datate ormai tutte le telecamere è spesso infido, e frequentemente si deve correggere a mano.

4) funzionamento della camera
Oltre ai compiti sopracitati si deve controllare nel mirino una moltitudine di led, lucine e lucette, e anche scritte o simboli che segnalano le varie funzioni della telecamera: stato delle batterie, durata residua del nastro, contatore in minuti e secondi, stato di registrazione acceso o spento, filtro impostato, temperatura colore, diaframma ecc.

Se il cameraman deve lavorare, ahinoi, con un giornalista, a questi compiti fondamentali se ne aggiungono altri, non meno importanti dei precedenti:

5) badare a ciò che dice il gioralista, per eseguire eventuali correzioni di inquadratura (se per esempio egli dice "come potete vedere qui a fianco", voi dovete essere pronti a panoramicare)

6) controllare la qualità del sonoro, per far si che le scemenze che dice spesso il giornalista siano ben percepibili. Spesso si deve rammentare a costui che il microfono va tenuto a una certa distanza dalla bocca, e non sulla panza o sbandierato a destra e sinistra come uno straccio mentre parla. Se il fonico non c'è, il cameraman si deve sciroppare l'audio da un piccolo altoparlante sulla telecamera in corrispondenza dell'orecchio, o tramite cuffia se ha la camera su cavalletto.

Non quindi volgari "schiacciabottoni" con telecameresuperautomatizzatechefannotuttoloro come molti pensano, ma tecnici specializzati, a cui si debbono aggiungere spesso doti "artistiche" quali senso estetico, colpo d'occhio, estro, fantasia e creatività.

Stabilito quindi che fare il cameraman non è esattamente un lavoro da fessi, diremo nella pagina seguente come si devono comportare giornalista e cameraman per facilitare il lavoro di entrambi.


come si fa un'intervista