TECNICHE DI RIPRESA

Fare riprese video è un hobby meraviglioso, oggi alla portata di tutti grazie alla moderna tecnologia: le telecamere amatoriali, sempre più leggere e sofisticate sono ormai diffusissime con una grande varietà di modelli adatti a tutte le tasche. Questa mini-guida permette alle persone completamente digiune di riprese

Usa la testa!
Quando si inizia una ripresa bisognerebbe sempre aver chiaro in mente quel che si vuol fare. Troppo spesso capita di assistere invece a video amatoriali in cui la camera "spazzola" la scena avanti e indietro fino a far venire il mal di mare. Le riprese tipiche del dilettante si vedono dopo pochi secondi, proprio per l'indecisione e un senso generale di confusione e approssimazione. L'operatore esperto invece non filma mai a caso: ogni inquadratura viene decisa prima di effettare la ripresa, così come i movimenti di macchina, che devono sempre avere un loro preciso significato. Quante volte abbiamo visto interminabili inquadrature che "vagano" per la scena senza motivo?

Quindi, punto primo: prima di inziare la ripresa, decidere quel che si intende riprendere. Non solo l'inizio ma anche la fine! L'operatore cioè deve stabilire: il tipo di inquadratura, la durata della stessa, gli eventuali movimenti di macchina e la loro conclusione. Questo impedirà di inziare bene una ripresa per poi finirla a casaccio perché non si era prevista in anticipo l'esatta sequenza.

La maggioranza degli operatori dilettanti purtroppo non possiede una centralina per fare il montaggio delle riprese, quindi sarà necessario abituarsi ad effettuare una sorta di "montaggio in macchina", ovvero riprendere le scene secondo una sequenza logica e con la giusta durata. Questa abilità la si acquisirà poco alla volta con l'esperienza e soprattutto osservando con attenzioni i lavori dei professionisti, al cinema o in tv.

A questo scopo è importante anche allenarsi a calcolare mentalmente la durata delle inquadrature: quanto deve "durare" un'inquadratura? Bella domanda! Non esiste una regola fissa, se non quella che quando l'occhio ha "esplorato" completamente una scena bisogna cambiare inquadratura. Lo spettatore cioè non deve arrivare a "stufarsi": all'opposto non bisogna interrompere una scena troppo presto impedendogli di cogliere i particolari importanti.

Naturalmente un dettaglio richiederà meno tempo di un campo medio ricco di particolari. Allo stesso modo una scena statica richiderà meno tempo di una dove ci sono delle azioni. Un'inquadratura fissa durerà meno di un'altra che invece esegue delle zoomate o delle panoramiche.

Usa le gambe!
La posizione! Non insisteremo mai abbastanza su questa questione fondamentale. Se non siete paralitici e avete due gambe, usatele! Non filmate sempre dalla stessa posizione usando lo zoom! Un bel filmato si distingue soprattutto per la ricchezza e la varietà delle inquadrature, i punti di vista originali, i soggetti sempre interessanti. Se un'inquadratura non vi convince lasciate perdere. Ogni inquadratura dovrebbe aggiungere qualcosa in più al vostro filmato, suscitare interesse o curiosità. Quante volte ci è capitato di vedere il dilettante scendere dall'automobile e inziare subito a filmare? (quando addirittura non alza nemmeno il culo e si mette a filmare dal finestrino abbassato!)

Curare la posizione di ripresa invece è importante per migliorare l'inquadratura e soprattutto per scoprirne di nuove! Non accontentatevi della prima inquadratura che vi capita sotto mano: prima di riprendere provate a spostarvi, cercate nuove angolazioni, nuove prospettive, muovete quel culo insomma! Sforzatevi sempre di variare i punti di ripresa, sia con cambi di inquadratura che provando nuovi punti di ripresa. Naturalmente non bisogna esagerare: ricordate che lo spettatore deve sempre, come regola generale, poter "collegare" mentalmente le varie inquadrature, rendersi conto cioè dei vari punti di vista senza restare disorientato da inquadrature troppo "artistiche" o strampalate. Di più: inquadrature, montaggio e regia dovrebbero risultare "neutre" all'osservatore, la cui attenzione dev'essere catturata dal contenuto del filmato, non dall'invadenza e dai "virtuosismi tecnici" dell'operatore o del regista.

Inquadratura e composizione
Un'altra questione fondamentale per ottenere delle buone riprese è saper far delle buone inquadrature. Questa qualità purtroppo, se non la si ha naturalmente, la si impara con la pratica. Esistono delle tecniche in proposito che sono d'aiuto: consistono nel suddividere mentalmente l'inquadratura in terzi, dapprima con due linee verticali quindi con due orizzontali.

Avremo come risultato 9 settori uguali: i punti di d'intersezione di queste linee sono quelli che attraggono maggiormente l'occhio. Questa suddivisione si chiama "sezione aurea".


Nell'immagine sopra a destra si può osservare la suddivisione dell'inquadratura secondo la regola della "sezione aurea". La composizione si sviluppa diagonalmente, equilibrandosi tra la testa del trombettista e la "campana" dello strumento. Il punto di maggior interesse, il viso del musicista, si trova vicino all'intersezione delle linee della sezione aurea. Per la cronaca il trombettista è il grandissimo Clifford Brown.

In ogni caso, per imparare, osservate sempre con attenzione i filmati dei professionisti, male non vi farà di certo. Queste sono regole generali, che vanno bene nella maggioranza dei casi. "Ma come si realizza una buona inquadratura?" chiederà qualche incauto. Bella domanda! Una buona inquadratura è, fondamentalmente, una equlibrata composizione degli elementi che la compongono: oltre alla loro disposizione, andrà curata anche l'illuminazione, la prospettiva e il soggetto, insomma dovrà esserci una certa piacevolezza dell'insieme, senza evidenti sbilanciamenti.

Uno "sbilanciamento" tipico può essere la persona troppo vicina al bordo dell'inquadratura, con troppa "aria" in testa o, peggio, coi piedi o altre parti del corpo tagliati. Un viso ripreso di profilo non dev'essere quasi mai collocato esattamente nel centro dell'inquadratura, come il principiante tende a fare (impressione di staticità e rigidità) ma leggermente spostato di lato, in modo da lasciare più spazio nella direzione in cui guarda il soggetto.

Eccellenti esempi di "inquadratura" possono essere osservati nelle opere dei grandi pittori del passato come Tintoretto, Tiepolo, Caravaggio, Rembrandt ecc, i cui grandi quadri con decine di figure complesse sono delle spettacolari dimostrazioni di dominio assoluto della composizione. I grandi artisti cioè sapevano dirottare l'attenzione dello spettatore esattamente dove volevano loro.

Quando guardate un quadro di un grande pittore la vostra attenzione non si posa mai a caso su qualcosa, ma viene catturata esattamente dove l'autore voleva che fosse catturata. Questo lo si ottiene con una sapiente disposizione degli elementi e delle loro masse, con l'uso del colore o della luce. Forse non ve ne siete mai resi conto ma è proprio così.

Messa a fuoco
Una delle croci e delizie del videoamatore (ma anche del professionista!) è la messa a fuoco: quante volte avete rovinato irrimediabilmente delle bellissime riprese con delle deplorevoli sfuocature!!! Il "segreto" per avere sempre i soggetti perfettamente a fuoco è semplicissimo: prima di iniziare la ripresa, bisogna *sempre* regolare la messa a fuoco inquadrando il soggetto con il teleobiettivo al massimo.

Quindi si potrà zoomare a piacere avanti e indietro, e cambiare l'inquadratura avendo la certezza che il soggetto sarà sempre perfettamente a fuoco. Questo ovviamente a condizione che il soggetto sia fermo, perché se si muove le cose si complicano; in questo caso bisognerà correggere il fuoco durante la ripresa. I penosi sfuocamenti a cui assistiamo di solito a questo punto nei filmati dilettanteschi possono essere evitati imparando a memoria che la rotazione della ghiera in senso antiorario regola il fuoco verso l'infinito, quella in senso orario regola il fuoco per i soggetti più vicini.

Quindi, se il soggetto si allontana rispetto alla posizione iniziale ruoteremo la ghiera verso sinistra, se viceversa si avvicina ruoteremo la ghiera di messa a fuoco verso destra. Questo semplice accorgimento ci permetterà di correggere il fuoco a colpo sicuro, anzichè focheggiare avanti e indietro come degli ubriaconi. Ovviamente la messa a fuoco dovrà essere tanto più precisa quanto più alta sarà la focale usata (teleobiettivo): se vogliamo avere invece meno problemi basta allargare la focale verso una posizione grandangolare per filmare tranquillamente senza dover continuamente correggere il fuoco.

Riprese a mano libera
Il più delle volte dovrete fare le riprese a mano libera, o "a spalla", come si dice in gergo tecnico. è la specialità più difficile in quanto, oltre a controllare l'inquadratura, la messa a fuoco, l'esposizione e i movimenti, si deve badare contemporaneamente a tener diritta e ben ferma la camera. Non c'è nulla di peggio che una buona inqadratura "rovinata" da tremolamenti e sobbalzi. Per risolvere buona parte di questi probelmi si ricorre di solito a un buon treppiede, o a sostegni di fortuna quando è possibile. Un buon aiuto sono le apposite staffe che sorreggono la camera e che si appoggiano alle spalle e, nella parte anteriore, al busto, per evitare le oscillazioni più comuni, cioè quelle veriticali.

Controllo costante dell'inquadratura per verificare se state tremando o meno, tenete d'occhio i bordi dell'inquadratura. Sforzatevi di osservare *tutta* l'area ripresa nel mirino, non solo il centro o il soggetto. Questo vi permetterà un miglior controllo di tutta l'inquadratura: eviterete di "tagliare" teste, riprendere sfondi indesiderati o altri elementi di disturbo. Se non riuscite a tenere la camera abbastanza ferma scegliete una focale dell'obbiettivo più grandangolare o avvicinatevi al soggetto. Niente teleobiettivi a mano libera se non siete capaci di tenerli ben fermi!


Provate in anticipo i movimenti!
Se dovete fare dei movimenti di macchina, provateli sempre a vuoto, prima di iniziare la ripresa, e controllate la dolcezza della traiettoria. E buona regola generale fare movimenti dolci, mai bruschi, e purtuttavia decisi. Se avete stabilito di fare una panoramica, durante la ripresa non dovete avere ripensamenti o, peggio, tornare indietro! Obbligatorio poi mettere a fuoco *prima* della ripresa. Specialmente se intendete fare zoomate, preparatevi la messa a fuoco sul soggetto in cui andrete a "chiudere".

Eviterete così penosi focheggiamenti nel corso della ripresa. Una panoramica di solito si inizia partendo da un'inquadratura fissa, poi dolcemente s'inizia a ruotare la camera nella direzione voluta fino a raggiungere una velocità costante di rotazione; poco prima di arrivare all'inquadratura finale si rallenterà fino a fermarsi dolcemente sulla scena finale, lasciandola durare per qualche secondo. La durata delle inquadrature si contano mentalmente col solito "milleuno, milledue, milletre ecc." Una scena ricca di particolari richiederà un tempo superiore a quella di un semplice dettaglio.

L'inquadratura di un gruppo di persone impegnato in qualche attività dovrà essere più "lunga" di un primo piano. Quanto lunga? Non c'è una regola precisa, ogni inquadratura è un caso a sè. In genere però si va da pochi secondi a qualche decina al massimo. Una ripresa di 20 o 30 secondi può risultare interminabile se non accade qualcosa dentro la scena. Una buona regola generale è interrompere la ripresa non appena avremo mentalmente "esplorato" tutta l'inquadratura. Allo stesso modo, una scena non andrà interrotta prima che si sia potuto distinguere tutti gli elementi importanti dell'inquadratura. Iniziate la ripresa solo quando avrete deciso come concluderla.


Riprese ad occhi aperti!
Una cosa molto utile, specie nel reportages veloce o in quelle situazioni in cui è difficile prevedere i movimenti del soggetto, è saper filmare tenendo aperti entrambi gli occhi. Abituatevi a questa tecnica, utilissima nelle riprese in movimento per vedere quel che vi accade intorno mentre filmate, per evitare ostacoli o per decidere al volo se è il caso di fare una panoramica o meno. Naturalmente la vista a destra vi sarà preclusa dalla telecamera stessa ma, con un po' di pratica, riuscirete ugualmente a sbirciare allontanando leggermete il capo mentre tenete in posizione la camera.

Scelta della focale
Nelle riprese a mano libera si useranno preferibilmente inquadrature grandangolari, più facili da tenere ferme e a fuoco. Da evitare i "tele" spinti perché oltre un certo fattore di ingrandimento le riprese risuteranno sicuramente mosse.

Movimenti a seguire, ripresa in camminata
Seguire dei soggetti in movimento è una delle cose più difficoltose, sempre per i soliti motivi di mosso e messa a fuoco... A meno di non possedere una steady-cam (speciale apparecchio per effettuare riprese a mano libera con la fluidità di una carrellata) ci dovremo arrangiare con metodi più caserecci ma comunque piuttosto efficaci... Per ottenere riprese in movimento più stabili ci sono alcuni utili trucchetti che è bene conoscere....

Se decidete di fare una "camminata", fatelo tenendo le ginocchia leggermente piegate, fate passi brevi e alzate i piedi il meno possibile. Le "camminate" risulteranno migliori in luoghi aperti e senza riferimenti geometrici, specie se seguiremo dei soggetti da vicino. Una ripresa a piedi in un corridoio vuoto risulterà molto difficile da eseguire senza scossoni visibili: molto meglio seguire delle persone, di modo che l'attenzione di chi guarda venga attratta dal soggetto in movimento.

Quando si seguono delle persone inoltre è opportuno "sincronizzare" il proprio passo su quello dei soggetti... Eviteremo così di sommare le nostre oscillazioni (e quindi renderle ancor più evidenti) a quelle delle persone che stiamo riprendendo... Le persone vanno seguite da vicino, inquadrandole a figura intera o, meglio ancora, a mezza figura. In questo caso le inevitabili oscillazioni del camminare non saranno percepite da chi guarda, in quanto la sua attenzione sarà attratta dai soggetti in movimento. Certo, se poi inciampate giù da una scala... :)

Le riprese a spalla, come detto, sono le più difficili da eseguire, tantochè spesso si preferisce usare il carrello, ovvero la camera viene posizionata per l'appunto su un carrello con ruote gommate o addirittura su dei binari... Naturalmente il dilettante, anche in questo caso, dovrà ingegnarsi: per effettuare carrellate "quasi vere" si potrà usare un treppiede con ruote, un carrello da supermercato, una bicicletta o anche un'automobile...

Riprese con il treppiede
Un buon treppiede non dovrebbe mai mancare nell'attrezzatura di un cameraman serio. Questo è un strumento sempre utile nelle riprese generiche e addirittura indispensabile nell'uso di teleobiettivi spinti. Come abbiamo già avuto modo di dire più volte, il "mosso" è sempre in agguato ed è il pericolo più ricorrente per i videoamatori. Il treppiede garantisce riprese stabili e fluidità nei movimenti di macchina.

Meglio non risparmiare su questo utile accessorio. Dovrà essere robusto, abbastanza alto da non doversi piegare per guardare nel mirino della camera, con "bolle" di livellamento e colonna centrale regolabile. Potrà esser utile la possibilità di rovesciare la colonna verso il basso o il divaricamento delle gambe con angolazioni superiori ai 45 gradi, per poter effettuare riprese a livello del terreno o da posizioni molto basse.

Un aspetto di fondamentale importanza è la testa: questa dovrà essere di tipo "fluido", con una leva di lunghezza adeguata (minimo 25/30 cm.) per poterla muovere con dolcezza in ogni direzione. Anche in questo caso inutile fare i taccagni, meglio spendere qualche lira in più per avere movimenti perfetti, senza strappi. Molto comoda è la piastra di aggangio e sgancio rapido, da fissare sotto la camera, e che vi permette di togliere e mettere la camera sul treppiede in pochi secondi. Usare il treppiede non è difficile: l'unica cosa a cui si deve fare attenzione è che sia sempre "in bolla"; aprite le gambe fino al blocco, badando che i piedini poggino stabilmente sul terreno, regolate grosso modo la colonna centrale e quindi montate la camera.

Se la posizione vi sembra buona regolate con precisione la posizione delle livelle (o "bolle" per l'appunto)... Provate a panoramicare, ovvero ruotate la camera in senso orizzontale per almeno 90 gradi a destra e sinistra... la bolla deve rimanere centrata.

Montaggio in macchina
Un film, un documentario, uno speciale televisivo, non sono altro che un insieme equilibrato di inquadrature, di movimenti di macchina, di musiche e di parlato. Nelle produzioni professionali tutti questi elementi vengono previsti a tavolino ancor di prima di girare un solo metro di pellicola o nastro magnetico, dopodichè tutto il girato viene armonizzato e "rifinito" nella postproduzione o montaggio.

Questa fase, com'è intuibile, ha un ruolo fondamentale sul risultato finale. Dal montaggio dipende la riuscita di tutto il lavoro. La post-produzione, un lavoro davvero entusiasmante e creativo, è in genere preclusa al comune vidoeamatore per via dei costi: dotarsi di una moderna centralina di montaggio completa di videoregistratori, titolatrice, effetti ecc. vuol dire spendere svariati milioni...

Il videoamatore quindi deve abituarsi a "montare in macchina", ovvero fare le riprese secondo un minimo d'ordine, come se seguisse una specie di scenggiatura. Non è poi così difficile come può sembrare a prima vista. è sufficiente, come al solito, predisporre un piano di massima per effettuare le riprese.


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