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COME FUNZIONA UN TELEGIONALE
Questo e un manuale pratico e, come tale, intende
badare al sodo. Descriveremo qui per sommi capi come funziona un telegiornale
in una qualsiasi televisione locale, in quanto se state gia lavorando
per la RAI o per la CNN non avete certo bisogno di questo manuale.
Le tv locali
La situazione piu normale
per un aspirante cameraman e per lappunto aspirare a lavorare
in una tv locale della propria citta. Sara quindi opportuno
sapere, almeno grossomodo, come funzionano le cose in una piccola emittente
e, piu specificamente, come funziona un telegiornale. In una qualsiasi
televisione quasi sempre comandano i giornalisti, purtroppo.
Costoro arrivano in redazione verso le 9-10 del mattino, e dopo la chiacchierata,
i pettegolezzi e il caffe di rito si sbracano nella lettura dei
giornali freschi di stampa. Gia, perche i giornalisti televisivi
vanno quasi sempre a rimorchio dei giornali.
La scaletta
Dalla lettura dei giornali si decidono, non
necessariamente nellordine che segue, i servizi: lintervista
con lassessore (quella non manca mai), il pezzo di cronaca nera
(di solito uno che se schiantato da qualche parte il giorno
prima, incidenti, omicidi), il pezzo di colore (tipo il nonno paracadutista
a novantanni), quello di cronaca (inaugurazione svincolo autostradale,
problemi del traffico, un ospite importante in città eccetera), la cronoca
rosa (matrimoni e altri lieti eventi), poi panorama veloce su eventi
culturali, lo sport e infine il marchettone (neppure questo
manca mai). Si tratta generalmente della presentazione del libro dellamico
del direttore, della mostra darte dellamante del caposervizio
eccetera.
Uscita delle troupes
A questo punto si stabilisce luscita
delle troupes, cioe chi deve andare a fare i servizi. Per le riprese
del servizio sullagricoltura -dice il direttore- mandiamo loperatore
Caio, che e un tipo rustico, mentre alla mostra sulleditoria
ci mandiamo Tizio con la giornalista bonazza (pure quella non manca
mai nelle redazioni, e di solito e legata da affettuosa amicizia
col direttore o col caposervizio, a volte con tutte due ma mai
con il cameraman, che si deve contentare delle centraliniste). Non di
rado la bonazza della redazione e lamante piu o meno
occulta delleditore stesso. Per i servizi di bassa cucina, magari
banali immagini sul traffico, si spedisce il cameraman solo soletto,
che deve arrangiarsi a far tutto, a volte anche qualche intervista-dichiarazione
di poca importanza.
La troupe
Per i servizi piu impegnativi, insieme
alloperatore ci sara comunque il giornalista e, eventualmente,
anche laiuto operatore: una specie di facchino incaricato di portar
borse, treppiedi, cassette, batterie, eccetera. Il lavoro di costui
e considerato il gradino piu basso, una specie di cajenna
per chi lavora in televisione; in questo ruolo hanno peraltro iniziato
la loro carriera molti futuri operatori.
La troupe cosi composta esce dalla redazione e realizza il servizio.
Va da se che, a meno che non si lavori in Rai, in una giornata
puo capitare di realizzarne piu duno. Anche la troupe
ha insomma una scaletta da rispettare: ore 9.00 intervista con lassessore,
ore 10.30 il libro dellamico del direttore, ore 12.00 inaugurazione
mostra dellamante del caposervizio eccetera. Ad unora prefissata
la troupe deve rientrare obbligatoriamente in sede, per consegnare il
girato al montatore che, insieme al giornalista o, piu raramente,
alloperatore, montera il servizio per il TG. Anche il TG
ha la sua rigorosa scaletta, decisa dal direttore, che prevede la lettura
dei testi, la sequenza dei servizi eccetera.
Rientro in studio
Dopo aver realizzato i servizi in scaletta
ed esser rientrato alla base, loperatore, se non ha combinato
disastri (riprese di colore viola, audio incomprensibile ecc) puo
andare a casa stanco, ma felice, come si usa dire. In caso contrario
si dovra sorbire il cazziatone del giornalista di turno (sempre
molto aggressivo) e talvolta del direttore (quasi sempre piu comprensivo).
Va da se che se le riprese sono spesso di colore viola, e laudio
e incomprensibile due volte su quattro, la vostra carriera di
cameraman sara inevitabilmente piuttosto breve.
Una delle piu grandi qualita di un cameraman che si rispetti,
oltre a saper fare riprese decenti, e infatti laffidabilita.
Anzi è quasi più importante che sia affidabile piuttosto che bravo.
Il portare le immagini a casa, sempre e comunque, e
una delle doti piu importanti, anzi limperativo assoluto
nelle redazioni. Un bravo cameraman deve sbagliare pochissimo, perche
spesso, nella cronaca, non si ha loccasione di ripetere le riprese.
Se qualcosa va storto durante lintervista col Presidente della
Provincia o, dio non voglia, col Presidente della Repubblica che vi
ha concesso due dei suoi preziosissimi minuti durante la sua visita
in città, non ci sono santi: la prossima volta agli appuntamenti importanti
manderanno qualcun altro, mentre voi riprendete le mandrie al pascolo.
Ce anche da dire che nel lavoro del cameraman
si concentrano le sfighe e gli accadimenti piu incredibili: le
lampade si fulminano sempre dopo 5 minuti dallinizio dellintervista
al pezzo grosso coi minuti contati (e bisognera aspettare che
si raffreddino per poterle cambiare, soprattutto quando non ve le sarete
dimenticate in studio); le batterie invece si scaricano sempre verso
la fine dellintervista, obbligandoti a rifarla daccapo perche
le immagini ballano dallinizio alla fine.
Tra le dimenticanze piu comuni, e sembra incredibile:
le cassette di nastro magnetico, le batterie, i microfoni, il treppiede.
Anzi no, il treppiede generalmente ce perche e
ingombrante e non e facile dimenticarlo: manca pero quasi
sempre la fottutissima "piastra", ovvero quellaggeggio
con il quale si aggancia la camera al cavalletto: senza la piastra il
cavalletto si riduce ad un ammasso di inutile ferraglia.
Quando i camcorder (ovvero la camera col registratore
integrato in un unico apparecchio) non erano ancora stati inventati,
capitava persino di dimenticarsi a casa il registratore! In quel caso
il colpevole da frustare selvaggiamente e sul quale scaricare ogni colpa
era laiuto operatore, figura oggi pressoche scomparsa. Laiuto
operatore, che di norma portava il registratore a tracolla collegato
con un cavo alla camera, era la condanna delloperatore medesimo,
che doveva sempre muoversi con molta attenzione per evitare strappi
rovinosi, specie quando laiuto operatore sincantava regolarmente
a guardare le tette di qualche strafiga o a pensare ai cavoli suoi.
I bei tempi andati
Nei bei tempi andati (si fa per dire) le
troupe erano composte addirittura da 4 persone: in Rai cerano
sempre giornalista, operatore, aiuto operatore e fonico, datore luci
(un elettricista che piazzava i fari, le prolunghe ecc).
Oggigiorno fa tutto il povero operatore, con grande risparmio
economico delleditore e con grande scorno del cameraman, ridotto
per gran parte del suo tempo al piu deplorevole facchinaggio.
Questo surplus di lavoro pero spesso danneggia anche la qualita
delle riprese: una volta il cameraman doveva concentrarsi solo sulle
immagini; oggi deve stendere cavi e prolunghe, piazzare le luci, il
treppiede, sistemare i microfoni, controllare laudio e infine
curare le riprese e, alloccorrenza, essere anche elettricista
e tecnico-video se si scassa qualcosa (cioe spesso).
E comunque ce una regola aurea, che ogni
cameraman conosce fin troppo bene: le riprese rovinate riguarderanno
sempre eventi irripetibili: mai un fioraio al mercato o un bovaro che
porta a spasso i buoi.
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