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Telemark Experience: viaggio tra anima e corpo con il libro di Giuliano Pederiva

Con Giuliano Pederiva scopriamo un metodo innovativo per apprendere il Telemark ed apprezzare al meglio quel movimento, quasi una danza, che da secoli caratterizza la primitiva tecnica di spostamento su neve

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Telemark Experience viaggio tra anima e corpo con il libro di Giuliano Pederiva

La stagione invernale, entrata nel vivo dopo le intense nevicate che hanno caratterizzato i mesi di novembre e dicembre, si avvia oggi verso la parte più interessante, è quella fase dell’inverno dove il ghiaccio delle piste lascia spazio ad una neve più morbida, specie nelle ore centrali della giornata. Ed è proprio su questa neve che il Telemark regala il meglio di sé e permette di apprezzare appieno quel movimento, quasi una danza, che da secoli caratterizza la primitiva tecnica di spostamento su neve.

Un modo di concepire lo sci che non è solo una tecnica ma che, opportunamente approfondita, si spinge oltre fino ad abbracciare un vero e proprio stile di vita caratterizzato da lentezza e armonia ma anche controllo e disciplina in un mix che permette di godere al meglio degli strumenti che le moderne tecniche dello sci a tallone libero propongono.

Per approfondire sensazioni e tecnica siamo andati alla ricerca di un testo tecnico, uno scritto che possa accompagnarci durante l’apprendimento dei rudimenti della tecnica ed il miglioramento della sciata così da poter frequentare a Telemark  le stesse piste e gli stessi pendii che ormai dominiamo in sci alpino. Abbiamo quindi selezionato un volume, edito da vividolomiti.it, in cui l’autore Giuliano Pederiva, già Istruttore Nazionale di Telemark e Maestro di Sci, propone quasi a sintesi dei suoi 25 anni di pratica. 

Lo incontriamo sulle piste della Val di Fassa dove vive. Giuliano cosa Ti ha spinto a scrivere questo testo e perché?

La voglia di scrivere questo testo si è presentata dopo la scomparsa di un amico (Mariano Valcanover N.d.R.) che ha contribuito a fare si che potessi continuare a condividere con gli appassionati della montagna la passione che avevo e ho per questo sport. Il libro è dedicato a questa persona e racconta di quando iniziai a sciare a telemark, del perché continuai a praticarlo e di che cosa mi spinse ad approfondire il tema tanto da spingermi in ambiti nei quali non avrei mai pensato addentrarmi. Nel rivedere gli appunti accantonati durante questo quarto di secolo di esperienze mi sono accorto che di cose ne avevo fatte e perché non andassero perse ho pensato di legarle in uno scritto affinché potessero essere ricordo di un magnifico periodo e strumento di riflessione per chi riteneva di leggerlo.

Un testo che non parla solo di Telemark e sport ma anche di metodologie di insegnamento, di sensazioni troppo spesso accantonate in testi di questo tipo e di incoraggiamento…

Il telemark come mezzo, le esperienze come fine; si parla infatti di sensazioni e di esperienze al fine di crescere e migliorare il rapporto che si ha o si cerca con la natura attraverso lo sport. Esperienze che non devono essere necessariamente legate alle abilità motorie e sportive ma sono in particolare legate alla consapevolezza del gesto e di cosa si desidera fare in quel preciso istante, sullo sci e nella vita.

Telemark Experience, “tra anima e corpo” non è un testo tecnico ma una guida alla scoperta di un qualcosa che già ci appartiene ma del quale abbiamo perso coscienza; una guida alla capacità di ascoltare e reagire ad un’esigenza dettata dal nostro essere in un certo momento in una certa situazione. 

Tornando alle sensazioni, tu le suddividi in 4 momenti: momento della scoperta, della conoscenza, della consapevolezza e della qualità. Fasi che diventano poi aspetti fondamentali del Telemark, nelle quali è importante l’ascolto del corpo. Senza svelarne i segreti, che troviamo nel Tuo libro, come nasce questa suddivisione?

Le sensazioni fanno parte di noi stessi; nasciamo e scopriamo che possiamo camminare, focalizziamo il problema e allo stesso tempo lo risolviamo, diveniamo consapevoli della dinamica e con il passare del tempo lo facciamo al meglio;  se poi siamo particolarmente dotati o sensibili cercheremo di affinare la nostra abilità che in questo caso è il camminare, per risparmiare energie a favore di una migliore resa. 

E poi toglici una curiosità… cosa ha il Telemark di diverso rispetto allo sci tradizionale?

Il telemark è la tecnica padre degli sport di scivolamento; nasce quando la gestione  delle esigenze dettate dalla sopravvivenza quali lo spostarsi in ambiente innevato, con gli sci per cacciare o semplicemente commerciare,  si trasformano in divertimento; il telemark è un emozione, la prima emozione e oggi come nel 1860 quando questo sport venne codificato, consente sensazioni che gli appassionati della montagna ben conoscono.

Il vivere l’ambiente in libertà, non fosse altro che per la possibilità di applicare le pelli di foca agli sci e allontanarsi dalle piste battute quando lo si desideri; non fosse per la cultura o la disponibilità che ogni sciatore che si approccia al telemark ha nel formarsi e conoscere quanto serve per orientarsi, gestire le situazioni fuori dai territori gestiti se non le procedure di autosoccorso in valanga o ancora, per gli scorci e i panorami che queste situazioni spesso ci regalano; questo ci consente le emozioni che di volta in volta, chi pratica il telemark ha l’opportunità di vivere.

Il Telemark è un movimento, forse anche una grande famiglia allargata. Ed è una famiglia nomade che ogni anno si ritrova per appuntamenti fissi, ricordiamo prima tra tutti la Scufoneda ma anche le aperture in Val Senales, Livigno con la Skieda, San Martino. Eventi che diffondono la cultura del Telemark e che allargano questa grande famiglia. Quanto è importante l’aspetto della socializzazione nell’approccio al Telemark?

Il telemark è si un movimento, è si una grande famiglia ed è anche un nomade ma tutto questo in funzione di una condivisione di quelle bellezze, di quelle sensazioni, che solo chi vuole mettersi in gioco sa e può cogliere. Ogni luogo è paese e ogni luogo è famiglia quando condividi una passione e un’emozione. Gli appuntamenti come la Scufoneda che propone di fare questa attività in uno scenario senza pari quali le Dolomiti, non può che creare delle situazioni indescrivibili e indimenticabili ma soprattutto perché condivise. 

Cosa significa avvicinarsi al Telemark e qual’è il “consiglio dell’esperto”?

Avvicinarsi a questa disciplina può essere tanto facile quanto difficile, dipende dalla voglia che ogni uno ha di intraprendere questo viaggio; oggi molti noleggi hanno attrezzature moderne che permettono di divertirsi gia da subito; nelle Scuole di sci ci sono molti professionisti appassionati che praticano e insegnano il telemark; i social hanno delle chat dedicate, sui siti che parlano di montagna ci sono delle discussioni molto vive e frizzanti, i motori di ricerca sanno indicare molto bene dove e a chi rivolgersi, sta solo a ogni singolo decidere se restare a guardare o fare parte di quella grande famiglia che sono gli appassionati della montagna innevata ma anche verde e rigogliosa.

Di questo piccolo ma esauriente compendio, unico nel suo genere anche per l’argomento trattato, apprezziamo particolarmente la capacità di mettere nero su bianco sensazioni ed emozioni, il piede diventa quindi il primo attore demandato alla gestione dello sci ed alla raccolta delle sensazioni da elaborare ma è la mente a farla da padrone fino a dominare la continuità dell’azione composta dalla coordinazione tra pensiero, respiro, intenzione e movimento o gesto tecnico.

 

Info ed acquisto su Vividolomiti.it 

 

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