TRENTINO, esperienze di territorio tra roccia e campagna

TRENTINO, esperienze di territorio tra roccia e campagna

Una puntata dedicata all’outdoor non poteva che partire dalla dimensione alpinistica a cui il Trentino da sempre si rivolge.

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Siamo ai piedi del Castello di Drena a pochi passi da Dro, località meglio nota per la celeberrima Susina.

Il rio Sallagoni, che scende attraverso un bellissimo canyon scavato nella montagna, offre la possibilità per una salita “interna” spesso simile alla dimensione speleologica.

Ci accompagnano alcuni amici ad iniziare da Jiri Leskovjan, guida alpina di origine ceca che ha scelto di fare del Trentino la sua seconda patria.

Innamorato delle falesie del Garda e delle pareti dolomitiche, Jiri si dedica all’accompagnamento in montagna e a tutti gli sport che significano avventura ed esplorazione.

Ai piedi del canyon ci attrezziamo di tutto punto e procediamo sotto l’attenta supervisione di Jiri alla scoperta della progressione in ferrata.

Dopo un inizio in verticale e alcuni passaggi in orizzontale che ci sollecitano uno sforzo di braccia, entriamo nella suggestione totale del canyon ammirando l’atmosfera magica, le luci ed i riflessi di acque selvagge.

Poco sopra incontriamo il primo ponte tibetano e la sensazione è quella di trovarci nel bel mezzo di una giungla incastonata nella roccia.

La salita al vicino Castello di Drena è resa possibile da un facile sentiero e poco dopo brindiamo a questa piccola ma significativa avventura.

Fra percorsi nella natura e paesaggi rurali prossimi alla città ci spostiamo poi per scoprire un’esperienze agricola molto significativa.

E’ il caso ad esempio di Maso Alto, una struttura settecentesca adagiata in una valletta nascosta delle colline Avisiane.

Questa sella vitata è adagiata a balcone sulla valle dell’Adige fra il comune di Lavis e l’inizio della valle di Cembra.

I tanti passaggi geologici hanno fatto in modo che il ritiro dei mari abbia lasciato sul sostrato roccioso un fertile terreno argilloso, segreto e sostanza di una viticoltura vigorosa ed altrettanto promettente.

E’ qui che due giovani birrai, Andrea Simoni e Leonardo Rizzini, hanno dato vita ad una filiera della birra artigianale a partire dall’autoproduzione di orzo e luppolo.

Nasce così un ventaglio di birre tutte trentine che si impreziosiscono anche di altri aromi ed essenze per il gusto degli esperti e dei curiosi sempre più interessati al mondo di queste bevande.