VAL CAMPELLE – LAGORAI

VAL CAMPELLE – LAGORAI

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Patagonia? No, Trentino! E' il Lago delle Buse Basse, in Lagorai. Sullo sfondo Cima D'Asta (foto Agh)

Lago Montalon e Laghi Inferno, 25 ottobre 2002

Chi ha detto che le escursioni in montagna si possono fare solo in estate e col bel tempo? Ogni stagione ha il suo fascino e il vero montanaro va con qualsiasi tempo, tutto l’anno. Come ultima puntata del ciclo autunnale vi proponiamo quindi 2 magnifiche escursioni nel Lagorai, e precisamente in Val Campelle, che in questo periodo offre gli splendidi colori dell’autunno inoltrato. La puntata in tv invece riguarderà le principali novità della prossima stagione invernale, con molte interviste e tante belle immagini girate da Girovagando negli inverni scorsi.

Due escursioni in Val Campelle

Val Campelle è una laterale della Val Calamento, la valle principale, che da Borgo Valsugana sale fino a Passo Manghen a m 2047, nel cuore del Lagorai. L’accesso più comodo alla Val Campelle è da Strigno, seguendo le indicazioni per il Rifugio Crucolo e quindi per il Rifugio Carlettini m 1368 fino a Ponte Conseria m 1468, dove il segnale di divieto sbarra il passo alle auto. Questa zona è il punto privilegiato per numerose e magnifiche escursioni in luoghi super-ameni e non eccessivamente frequentati. Quando arriva la neve, di qui partono le escursioni con gli sci o con le ciaspole. Come al solito, la cartina consigliata è la Kompass 626 doppia faccia, in scala 1:25.000, che copre praticamente tutto il Lagorai, dalla Valle dei Mocheni fin quasi a Passo Rolle. La cartina è assolutamente necessaria (come sempre del resto), poiché i due itinerari proposti sono ad “anello” e piuttosto articolati. Non ci sono difficoltà di sorta, è richiesto solo un buon allenamento e sapersi orientare discretamente con la cartina. Non ci sono problemi per l’acqua, si trovano molti torrentelli per il rifornimento.

Giro del Montalon, Caldenave e Laghi Inferno

Le due escursioni che proponiamo sono abbastanza lunghe ma molto “remunerative”, ciascuna tocca 4 splendidi laghetti alpini, in scenari che cambiano continuamente: il Giro del Montalon (Lago Montalon, Lago Stellune, Laghi delle Buse Basse) e Caldenave e i Laghi Inferno (Laghi Inferno, Lago Nassere). In entrambi i casi la gita richiede un’intera giornata e un buon allenamento, per il resto non presentano difficoltà: il sentiero è facile e in genere abbastanza ben segnato. Non indichiamo tempi di percorrenza stretti, ciascuno li valuterà secondo il proprio passo, con l’aiuto dell’indispensabile cartina.

GIRO DEL MONTALON   Itinerario 1
quota massima   m 2256, Forcella Valsorda
lunghezza   km.20 circa
dislivello   m. 900 circa
partenza e arrivo   Villa Buffa m 1353 (poco a sud ovest Rif. Carlettini)
sentieri   362, 322, 318, 317
mappa   Kompass 626 Catena dei Lagorai – Cima D’Asta
difficoltà   EE – escursionistico
tempo   1 giornata

Descrizione

Diciamo subito che questo è un percorso splendido ma piuttosto lungo, anzi quasi eterno :). Si tratta di un vero e proprio mini trekking di circa 20 km, da farsi in giornata, quindi adatto ad ottimi camminatori. Nessuno vieta comunque, avendo una tendina e un certo spirito d’avventura, di spezzare il percorso in due giornate campeggiando al Lago Montalon o al lago Stellune. Il campeggio libero è consentito a patto di levare le tende al mattino :). L’itinerario è facile, l’orientamento abbastanza intuitivo, il dislivello non durissimo anche se pur sempre di quasi 1000 metri. In compenso si attraversano dei paesaggi sicuramente tra i più belli del Lagorai, toccando ben quattro magnifici laghetti: il Lago di Montalon, presso la forcella omonima, il Lago delle Stellune, i due Laghetti delle Buse Basse vicino a Forcella Valsorda. Vista la lunghezza del percorso è opportuno partire molto presto al mattino, tenendo presente che nella stagione autunnale le ore-luce si riducono drasticamente e già verso le 18.30 inizia ad imbrunire. Il segreto per fare queste “scalcagnate” senza soffrire troppo, almeno per chi scrive, oltre ad un buon allenamento beninteso, è quello di prendersela comoda. Quindi partire prima possibile, e poi andare a ritmo moderato in modo da diluire lo sforzo nell’arco di tutta la giornata, concedendosi molte soste o pause ristoratrici, mangerecce e non. E’ il modo migliore per andare in montagna, senza l’assillo dell’orologio: guardare i panorami, osservare flora e fauna, fare fotografie, soste-spuntino eccetera. Nota bene: dal mese di ottobre in poi non vi è alcun punto d’appoggio in quota: l’unico sarebbe Malga Montalon, che però è chiusa in questo periodo, così come il rifugio Carlettini. Nulla di grave comunque, l’acqua si trova senza problemi con molti torrentelli e sorgenti lungo il cammino. Per il resto bisogna arrangiarsi.

Patagonia? No, Trentino! E' il Lago delle Buse Basse, in Lagorai. Sullo sfondo Cima D'Asta (foto Agh)
L'inconfondibile Amanita Muscaria, velenosa! (foto Agh)
Il Rio Montalon (foto Agh)
Asinelli nei pressi di Malga Montalon (foto Agh)
La splendida Val Montalon: clicca per ingrandire (foto Agh)
Marmotta di vedetta a Lago Montalòn (foto Agh)
Verso Malga Caldenave (foto Agh)
Cavalli al pascolo a Caldenave, sullo sfondo la malga omonima (foto Agh)
Il lago senza nome sopra i Laghi dell'Inferno, da noi battezzato "Infernetto" (foto Agh)
Cima delle Stellune m 2605, nei pressi di Forcella Valsorda (foto Agh)
Lago delle Stellune (foto Agh)
Lago Montalon m 2089 (foto Agh)
Il Lago inferiore delle Buse Basse, sullo sfondo al centro la Cima D'Asta (foto Agh)
Nuvole riflesse (foto Agh)

Percorso

Raggiunto il Rifugio Crucolo si prosegue in auto per altri 4 km circa in direzione del Rif. Carlettini, fino a sbucare in un’ampia piana, circa 1 km prima del rifugio. Qui una stradella scende sulla sinistra, indicazione segnavia 362, verso un gruppo di case, attraversa un torrentello e raggiunge Villa Buffa, con ampio parcheggio nei pressi. Si seguono i cartelli del sentiero 362, passando per la splendida Malga Montaletto, quindi nel bosco su sentiero facile che risale costeggiando le belle forre del Rio Montalon. Dopo circa 2 km di salita moderata, la valle si apre in modo spettacolare, sullo sfondo troneggia la Pala del Becco m 2422, sul costone a destra la Malga Montalon che si raggiunge in breve dopo un tratto pianeggiante, quindi risalendo un costone erboso (circa h. 1,30 da Villa Buffa). Dalla malga, sempre per sentiero ben segnato, si rimontano successivi costoni fino allo splendido Lago Montalon in circa 30-40 minuti. E’ un ottimo posto per la sosta pranzo, le marmotte si avvicinano fino a pochi metri per curiosare, facendo capolino tra grossi macigni. Poco distante dal lago c’è la forcella omonima, che permette di passare sul lato settentrionale della catena ed offre un grandioso panorama sulla Valle delle Stue, con le sovrastanti vette di Cimon Busa Grana m 2510 e Cima dell’Inferno m 2333. Dalla forcella si svolta a destra senza possibilità di sbagliare (cartelli), per segnavia 322, che prosegue in costa con leggeri saliscendi per circa 2 km, fino a che non si scorge circa 100 metri di dislivello più in basso, a sinistra, lo splendido Lago delle Stellune. Se si vuole scendere al lago non ci si deve far tentare da delle ingannevoli scorciatoie fuori sentiero, che attraversano in realtà faticosissime pietraie ricoperte di vegetazione: è preferibile proseguire fino al bivio con il sentiero 318 che sale dalla Val delle Stue. Anche il lago delle Stellune è un posto favoloso per piantarci la tenda. Verso est la grandiosa Forcella Valsorda a m 2256, con numerosissime tracce di trinceramenti e ricoveri della Prima Guerra Mondiale, da dove inizia il rientro per segnavia 318. Conviene puntare direttamente ai bei Laghi delle Buse Basse per comodi prati con tracce, scendendo al primo laghetto visibile, poiché il sentiero si tiene distante verso nord. Qui giunti, ci si affaccia verso valle fino a scorgere il secondo e più grande lago, circa 50 metri più in basso. Qui bisogna fare un po’ di attenzione: subito a nord del lago bisogna andare a “recuperare” il sentiero 318 abbandonato sotto forcella Valsorda e scendere brevemente fino a quota 2086, sino a che non si incontra il bivio col segnavia 317 che piega decisamente verso sud e che ci permette di rientrare comodamente fino a Malga Valsorda Seconda m 1901. Attenzione a non sbagliare il 317 perché qui la valle diventa impervia e sotto ci sono dei baratri notevoli dove sarebbe assai deplorevole infognarsi. Il sentiero comunque è ben tracciato e segnato di recente, quindi è quasi impossibile sbagliarlo, basta un po’ d’attenzione. Dopo una graduale discesa di un centinaio di metri, il sentiero procede in costa fino a sbucare sopra a Malga Valsorda Seconda. Qui si hanno due alternative: scendere per la comoda, ma eterna, strada forestale sterrata, oppure proseguire per il sentiero 317 nel bosco fino nel fondovalle e, traversato il torrente (ponticello), riprendere la forestale risparmiando quasi 2 km. Da Ponte Conseria si rientra all’auto per circa 3 km abbondanti di strada asfaltata, fino a raggiungere il punto di partenza a Villa Buffa.

CALDENAVE E LAGHI INFERNO   Itinerario 2
quota massima   m 2150 (presso cima di Monte Conseria)
lunghezza   km. 10 circa
dislivello   m. 750
partenza e arrivo   Località Tedon m 1403 (1/2 km a sud-est del Rif. Carlettini)
sentieri   332, 360, Sentiero Nomadi
mappa   Kompass 626 Catena dei Lagorai – Cima D’Asta
difficoltà   EE – escursionistico
tempo   1 giornata

Descrizione

Giro lungo circa 10 km, cioè la metà del precedente, non particolarmente faticoso, che si svolge in splendidi scenari naturali toccando ben quattro spettacolari laghetti. La prima parte risale la Valle di Caldenave con arrivo nella spettacolare e amenissima piana pratosa dove pascolano cavalli in libertà, con un torrentello che disegna anse sinuose con pozze d’acqua cristallina. La seconda parte si svolge in ambiente più severo ma grandioso, risalendo i contrafforti della Val d’Inferno fino agli splendidi laghetti omonimi, incastonati in un ambiente selvaggio. Una ripida forcella porta alle falde del panoramico Monte Conseria, quindi si scende leggermente fino al meraviglioso Lago Nassere.

Percorso

La via di accesso è la medesima del percorso precedente. Il punto di partenza è in località Tedon, circa 1/2 km a sud est del Rifugio Carlettini in prossimità del ponte sul torrente. Si svolta a destra e si risale per 500 metri la forestale, lasciando la macchina nel parcheggio sulla destra vicino a una bassa palazzina. Di qui si segue a piedi la strada brevemente quindi il bel sentiero 332, segnato da cartelli, che costeggia il bel Rivo di Caserine con splendide cascatelle. Il sentiero sale nel bosco per circa 3 km con pendenza moderata: improvvisamente il paesaggio si apre sulla splendida piana torbosa di Caldenave, con l’omonima malga poco più in alto. Una sosta qui è d’obbligo. I pesci guizzano nel torrentello dalle anse d’acqua limpidissima, in cui verrebbe voglia di fare il bagno se non fosse ottobre inoltrato :). Dal limite nord della piana si stacca verso est il sentiero 360 che sale decisamente in un bel bosco di larici e abeti, per circa 200 metri scarsi di dislivello. Rimontato uno spallone, il sentiero si affaccia sulla vallata e quindi scende leggermente in uno spettacolare anfiteatro, dove sono incastonati i Laghetti dell’Inferno, poco distanti uno dall’altro. Ovunque polle d’acqua cristallina e torrentelli gorgoglianti. Non si capisce la ragione di un nome così in contrasto con l’aspetto idilliaco del paesaggio. Il secondo lago è un po’ nascosto rispetto al primo: si raggiunge in 5 minuti seguendo il sentiero che aggira giganterschi macigni, per poi apparire improvvisamente con un colpo d’occhio spettacolare. Ora la rampa finale: si punta decisamente verso nord seguendo il sentiero che sale ripido verso il passo. Qui un’altra sorpresa, un piccolo lago senza nome, che noi abbiamo battezzato Infernetto: ora siamo sopra al limite della vegetazione ad alto fusto e il panorama tutt’intorno è grandioso: la catena e la valle di Montalon a nord ovest, le cime del Gruppo di Rava a sud est, sotto di noi la testata della Val Campelle. Si oltrepassa il laghetto e, mantenendosi al centro della valletta, si punta verso nord-est per circa 300 metri, dove è visibile un cartello presso un bivio. Qui si svolta decisamente a sinistra verso ovest lungo il “Sentiero Nomadi”, si passa accanto ad un rudere, vecchio ricovero per pastori, si rimonta leggermente il panoramico spallone e quindi si scende lungo un costone che si affaccia sul bellissimo Lago Nassere. Si inizia quindi il rientro proseguendo per il sentiero in costa per circa 1 km scarso: giunti al centro di una valletta si può scorgere, 300 metri di dislivello più in basso, Malga Nassere. Si piega decisamente verso ovest scendendo ripidamente in direzione della malga. Qui si prosegue verso ovest attraversando la strada forestale sottostante per prendere il sentiero ai margini del bosco, che scende ripido lungo uno spallone fino nei pressi di Rifugio Carlettini. Di qui si rientra a Tedon in circa mezzo chilometro. Nelle prossime puntate del mese di novembre vi introdurremo ai segreti dello sci escursionismo e vi anticiperemo alcuni fantastici itinerari, da fare anche con le ciaspole, non mancate!

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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