VAL DI FIEMME: LA PORTA VERSO LE DOLOMITI

VAL DI FIEMME: LA PORTA VERSO LE DOLOMITI

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Scopriamo insieme la Val di Fiemme, dove ottime esperienze di agriturismo e ristorazione si affiancano ad attività di trekking.

Fra la catena del Lagorai e il gruppo dolomitico del Latemar, la valle di Fiemme offre una serie praticamente infinita di escursioni. Le proposte vanno dalle passeggiate vicino ai paesi fino ai piacevoli itinerari forestali, molti dei quali immersi nel parco naturale di Paneveggio, fino al vero e proprio trekking.

Per gli amanti dei lunghi percorsi sono disponibili itinerari impegnativi che vanno dal trekking del Lagorai fino all’attraversata del Latemar, oltre al trekking delle Dolomiti, quello del Cristo Pensante fino a percorsi molto interessanti anche dal punto di vista scientifico come nel caso del sentiero geologico del Doss Capel.

Una vista della Val di Fiemme da Cavalese. In fondo, le pale di San Martino
La FiemmE-Motion Card viene consegnata negli Hotel aderenti
La FiemmE-Motion Card
La Famiglia Bosin, dell’Agritur Col verde a Predazzo
Nonno Primo insegna al nipote l’affilatura della lama
Di generazione in generazione, nonno Primo insegna lo sfalcio manuale dei prati al nipote
La famiglia Bosin. A fianco di Walter, Primo e Giorgina
Valentino e Thomas dell’Agritur Col verde mentre mungono la capra
Alcuni dei prodotti dell’Agritur Col Verde
Alessandro Arici è un attore che assieme ad altri personaggi racconta in modo teatralizzato la storia dei paesi della Val di Fiemme

 

Girovagando è un format che vuole contribuire, anche attraverso uno spirito “militante”, alla promozione della vacanza attiva in Trentino. Un modo per organizzare la propria vacanza secondo l’ispirazione dei viaggiatori romantici che vivevano il viaggio come una esperienza di transizione e di cambiamento interiore. Il camminare, la dimensione attiva della vacanza, accanto alla scoperta continua della natura e dell’agricoltura, rappresentano un’opportunità in più che ci viene offerta dalla permanenza in Trentino.

Un esempio interessante, da questo punto di vista, è rappresentato dall’Agriturismo Col Verde di Predazzo. Adagiato presso la grande piana di questo borgo fiammazzo, l’agriturismo della famiglia Bosin rappresenta una vera e propria buona pratica di accoglienza in ambito locale. L’effetto estetico, (ma ricordiamo che l’estetica è sempre la condizione dell’etica), ricorda un po’ la Germania. Accanto alla bellezza esteriore, all’ordine e alla pulizia, l’ambiente è continuamente abbellito dalle architetture lignee e da un gusto particolare per i fiori alpini. Non c’è nulla di forzato. La stalla presenta alcune decine di vacche di razza Simmenthal di tutto rispetto: belle, irrobustite dal pascolo e dalla lunga permanenza in malga, vivono accanto ad una piccola mandria di cavalli Haflinger e alcune capre che sono anch’essi dei protagonisti storici di questa agricoltura di montagna. Accanto alla stalla troviamo l’agriturismo. Un piccolo complesso rurale dove gli ospiti possono contare su diverse stanze accoglienti e personalizzate, abbellite anch’esse da architetture in larice massiccio che creano un’atmosfera autentica e tipica di questi luoghi.

Questa è una delle scene che vengono proposte
Elena è una delle attrici!
L’esterno del Ristorante Costa Salici a Cavalese
Stefano Tait, chef del Ristorante Costa Salici
uno dei piatti preparati al Ristorante Costa Salici, il filetto di cervo
La griglia e la cucina all’aperto del ristorante Costa Salici
La casa sull’albero è una delle attrazioni all’Alpe Cermis
Uno dei giochi de “Una giornata da boscaiolo” a Cermislandia consiste nella costruzione di una baita!
Nella nostra escursione verso il Cermis abbiamo dovuto fare i conti anche con mezz’ora di pioggia battente, che ha rinfrescato l’aria e sollevato i profumi del bosco
Una mini teleferica è un’altra delle attrazioni del villaggio di Cermislandia
Gli spazi ed il cielo dell’Alpe Cermis, dopo mezz’ora di pioggia battente

 

La nostra giornata prosegue poi con la presentazione di una serie di anticipazioni dedicate alla programmazione della stagione estiva. Fra le tante proposte ci preme sottolineare il teatro di strada promosso da Alessandro Arici che di professione fa il “narrattore”. Supportato dalla professionalità di Elena Osler e di altre giovani promesse del teatro dolomitico, Alessandro Arici, ha promosso un tipo di rappresentazione che riprende l’antico dialetto locale ed importanti capitoli della storia di questa valle (l’epopea della scoperta delle Dolomiti ad esempio) per riproporle in una forma originalissima e stimolante di rappresentazione itinerante.

Il narrattore è dunque il mestiere di colui che, attraverso il linguaggio teatrale, ricupera le memoria materiale e collettiva dei nostri luoghi.