VAL FLAVONA – DOLOMITI DI BRENTA

VAL FLAVONA – DOLOMITI DI BRENTA

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Il grandioso paesaggio di Campo Flavona col Turrion Basso al centro della valle (foto Agh)

Magnifica escursione nel Parco Naturale Adamello – Brenta – 29 marzo 2007

A monte del celeberrimo Lago di Tovel (vedi puntata Girovagando 12 giungo 2004), nel cuore delle Dolomiti di Brenta sul versante che della Val di Non, si apre l’ampia e spettacolare Valle di Santa Maria di Flavona, all’interno del Parco Naturale Adamello-Brenta. Proponiamo questa settimana una spettacolare escursione fino a Malga Flavona, una gita ideale da fare anche con le ciaspole.

Val Flavona

Oltre il Lago di Tovel, la valle si inoltra nel Gruppo di Brenta con il nome di Valle di S. Maria Flavona. Poco al di sopra Malga Pozzòl il bosco lascia il posto alle splendide praterie alpine del Campo di Flavona, segnate dai relitti delle peccete e dei lariceti tagliati nel corso del 1800 durante la costruzione della Ferrovia del Brennero. Tra le specie faunistiche presenti nella valle, oltre all’orso recentemente ripopolato, troviamo il camoscio, il capriolo, la marmotta, la lepre variabile, la volpe, il gallo cedrone, il gallo forcello, la pernice bianca, il francolino, la coturnice, il corvo imperiale. Rettili, rane, rospi e il salmerino alpino vivono nel bacino del lago di Tovel. Il paesaggio è caratterizzato dalle cosiddete “marocche”, ovvero grandiosi depositi franosi che ospitano colonie di pino mugo e una ricca vegetazione d’alta quota. Nella parte alta della valle si trova la nota Malga Flavona m 1858 (con bivacco sempre aperto), importante punto di appoggio per molte escursioni in alta quota, soprattutto verso il Passo del Grostè seguendo i sentieri 330 e 301. L’area di Malga Flavona costituisce, assieme al territorio circostante che si estende per tutta l’area della cosiddetta “Sassera Selvata”, un biotopo di importante valore naturalistico e faunistico.

Descrizione

L’escursione è facile ma piuttosto lunga (magnifica con le ciaspole), con grandiosi panorami soprattutto nella parte alta della valle. Sono poco meno di 20 km tra andate e ritorno, con circa 1000 metri di dislivello fino a Campo Flavona ai piedi del Turrion Basso, il punto sicuramente più spettacolare della gita. In inverno la ripida gola a monte di Malga Pozzol m 1632 può essere pericolosa per le valanghe. La prima parte del percorso è boscosa e percorre la strada forestale che, dopo essersi alzata in quota con qualche tornante fino al Pian della Fontanella, si inoltra con un lunghissimo traversone verso sud. La pendenza è modesta, interrotta da qualche strappo più ripido: man mano che si sale la valle si apre progressivamente con bellissimi scorci. Bellissimo l’arrivo all’ampia spianata di Malga Flavona e assolutamente spettacolare è il paesaggio quando si rimonta l’ultimo possente gradone per sbucare sul grandioso e pianeggiante Campo Flavona.

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CAMPO FLAVONA m 2020   DOLOMITI DI BRENTA
quota massima   m 2020
lunghezza   km. 19 circa
dislivello   m 900
partenza e arrivo   Parcheggio sotto al Lago di Tovel m 1170
sentieri   314,371
difficoltà   E – escursionistico
tempo   1 giornata
mappa   Kompass 688 Gruppo di Brenta 1:25.000

Percorso

Noi abbiamo fatto il percorso a metà marzo: in inverno il Lago di Tovel è generalmente irraggiungibile poiché la strada non viene spalata dalla neve (i due alberghi sulle rive sono quindi chiusi), si sale perciò con l’auto fin dove è possibile. Arrivati al lago si costeggia fino all’Albergo Lago Rosso, presso il quale si stacca la strada forestale che è anche sentiero n 314. Si segue la strada senza problemi, un po’ noiosa all’inizio: si supera la palestra di roccia, il bivio col sentiero 312 che sale al Passo di Val Gelada m 2686, la bella radura col bivio del sentiero 369 per Valscura: noi si prosegue diritti per il 371 che inizia il lungo traversone verso sud che termina nell’anfiteatro di Malga Pozzol m 1632 (con locale bivacco sempre aperto, con cucina e zona notte , senza brande). Qui la valle si chiude in una gola apparentemente insuperabile: ci sono due sentieri possibili, il 314 ripidissimo e valangoso a zig zag, poco a ovest della malga (il 314), oppure il 371 che si staccca poco dietro la malga. Il sentiero dopo aver attraversato un ponticello in legno si insinua nella angusta valletta che bisogna perocorrere per un tratto quindi, con zig zag, si inerpica su un costone che può essere pericoloso per valanghe con neve non assestata. Il sentiero si infila in un canalino e superato il dislivello di circa 100 mt esce quindi dalla gola, spianando finalmente fino alla bellissima radura di Malga Flavona m 1858. Al piano inferiore della malga un locale cucina sempre aperto, al piano superiore un locale bivacco per trascorre la notte (con brande). Malga Flavona si trova ai piedi di un possente gradone alto circa 130 metri, che si supera facilmente rimontando il versante sud con alcuni zig zag quindi salendo ancora con pendenza modesta per un bosco rado sbucando infine, con un colpo d’occhio da levare il fiato, sull’immenso pianoro di Campo Flavona. Al centro svetta la possente sagoma del Turrion Basso m 2384. Chi ha ancora fiato e gambe può fare il giro di questo torrione rimontandolo a sud col sentiero 301, rientrando quindi sul fianco ovest col sentiero 314 che, in condizioni sicure di neve, scende direttamente a Malga Pozzol. Altrimenti la via del ritorno è quella più sicura e tranquilla dell’andata.

Val di Tovel

E’ situata nel settore nord orientale delle Dolomiti di Brenta. Dalla conca tettonica della Val di Non si insinua per uno sviluppo di ben 17 km, tra il sottogruppo settentrionale ed il Monte Peller a ovest, il massiccio della Campa a est, fino all’imponente circo roccioso che circoscrive l’alta valle, tra il Passo del Grosté e il Passo della Gaiarda, nel cuore del massiccio dolomitico. Per la sua grande estensione la valle è caratterizzata dalla presenza di ambienti fortemente differenziati. Superato all’imbocco della valle il Dosso di S. Emerenziana, con l’antica chiesetta – romitorio del XVI secolo, si procede in auto tra le strette e verticali pareti rocciose scavate dal Rio Tresenga. Dalla località Cantier (dove un tempo sorgevano i depositi di tronchi destinati alle ferrovie e ai cantieri navali) la valle si presenta più aperta: il fondovalle è caratterizzato dai “Lageti”, una zona umida ricca di pozze naturali ai margini della distesa delle Marocche, detta anche “Glare”, un caotico e spettacolare deserto di pietre ancora scarsamente popolato dalla vegetazione e originato dalla gigantesca frana che nel 1300 precipitò dal Monte Corno. La Val di Tovel costituisce un vero e proprio giardino botanico alpino: dai 600 metri di S. Emerenziana ai 2900 m delle cime Grostè e Vallazza si trovano rappresentate tutte le fasce vegetazionali, ciascuna caratterizzata da particolari associazioni vegetali. Il toponimo “Tòvel” (con l’accento sulla “o”) ha origine dalla parola latina “tubus” con cui si indicavano i canaloni molto ripidi lungo i quali veniva fatto scivolare il legname verso valle. Il lago di Tovel è famoso nel mondo perché fino alle metà degli anni anni ’60 si verificava un fenomeno unico al mondo: le sue acque si coloravano di un rosso vivo…

L’orso bruno

Gli ultimi esemplari autcotoni di orso bruno di tutto l’arco alpino vivono qui in Trentino, nel Parco Adamello Brenta. Trovano rifugio nei boschi più appartati della valle: il loro numero non supera la decina e vengono tenuti sotto attenta osservazione. Per evitarne l’estinzione è stato avviato qualche anno fa il progetto Life Ursus per il quale sono stati introdotti nuovi esemplari provenienti dalla Slovenia. Gli spostamenti degli orsi sono monitorati tramite radiocollare. La conservazione degli ultimi esemplari di orso bruno alpino è divenuta uno dei punti fondamentali delle azioni di tutela esercitate dal Parco Naturale Adamello Brenta. Un incontro con l’animale, che ha assunto abitudini prevalentemente notturne, è un evento molto raro. L’orso in genere non è aggressivo e sfugge il contatto con l’uomo. Tuttavia in particolari condizioni, ad esempio una mamma con la cucciolata, può avere reazioni impreviste ed anche potenzialmente pericolose. E’ bene ricordare che l’orso è un animale selvatico e non va mai avvicinato per nessuna ragione: in caso di incontro fortuito e ravvicinato è buona regola cercare di mantenere la calma e allontanarsi con cautela ma rapidamente, senza gridare o correre. Sulla riva nord del Lago di Tovel c’è il Centro Visitatori del Parco, aperto da giugno a settembre: all’interno una serie di percorsi didattici dedicati al parco nel suo insieme.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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