VALLE DEI LAGHI, la biodiversità dal campo a tavola

VALLE DEI LAGHI, la biodiversità dal campo a tavola

C'è un luogo dove la biodiversità è diventata progetto locale. Un modo originale di intendere le viticoltura ed il turismo. Benvenuti in Valle dei Laghi patria del turismo del vino.

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Bruno Lutterotti, Presidente della Cantina di Toblino, ci conduce alla scoperta del Biodistretto della valle, un’iniziativa che unisce la passione per la viticoltura biologica con una visione green del turismo e dell’economia locale.

Impegno per la qualità delle produzioni, salubrità del prodotto, metodi naturali di difesa delle piante, alleanza con il turismo sono i punti di forza di questa compagine cooperativa che sta procedendo speditamente sulla strada del biologico.

In Valle dei Laghi è di casa inoltre il turismo del vino che coinvolge ogni anno in Italia oltre 14 milioni di persone per un giro d’affari che si aggira sui 2,5 miliardi di euro.

Nuovi posti di lavoro, incremento e sinergie con gli altri settori turistici, bellezza paesaggistica. Ecco e ricadute di un’attività che rientra a tutti gli effetti nell’economia circolare e sostenibile.

In Trentino tutte le aziende si sono attrezzate in questi anni per corrispondere alle esigenze dell’enoturista con visite nei vigneti e nelle cantine, punti vendita e sale di degustazione.

Interessante anche il felice connubio fra enoturismo e vacanza sportiva.

Secondo una recente indagine, nel 2022 si venderanno oltre 87 milioni di casse di vino bio contro gli attuali 56 milioni.

Francia, Spagna e Italia aumenteranno ci circa il 30% le superfici bio.

Fra i mercati in crescita rispetto a queste linee di prodotto vanno ricordati in modo particolare gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e il Sudafrica.

Con Giovanni Brumat, Responsabile Marketing della Cantina Toblino, degustiamo tutte le novità relative alle linee bio mentre con Sebastian Sartorelli, chef dell’Hosteria Toblino, presentiamo una serie di abbinamenti fra i vini e gli altri prodotti del territorio.

Questa puntata dal profilo rurale si conclude poi a Isola della Scala dove la Cooperativa dei vivaisti viticoli di Padergnone, un borgo della valle dei Laghi, gestisce una vasta area pianeggiante investita a barbatelle.

Sul  piede franco di vite americana, come ci spiega il direttore dei vivai Fabio Comai, vengono innestate le diverse varietà di vite che poi verranno spedite sui diversi mercati internazionali. Si parla di vitigni autoctoni come nel caso della Nosiola, del Marzemino e del Teroldego, ma anche di vitigni internazionali e resistenti alle malattie.

Queste pianure del veronese, patria della risicoltura italiana di qualità, ci sorprendono per la vastità e l’ambiente naturale ancora integro. Un paesaggio italico davvero interessante che in questo caso si coniuga perfettamente con le montagne trentine all’insegna della viticoltura di qualità.