VALLE DEI LAGHI: vino & turismo green

VALLE DEI LAGHI: vino & turismo green

Produzioni sostenibili, attenzione alla qualità del vino e dell’ambiente si mescolano con la passione per il turismo del vino, la buona cucina e la vacanza attiva.

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La valle dei Laghi è nota per la presenza di diversi viticoltori e vignaioli che hanno scelto la via del biologico.

Produzioni sostenibili, attenzione alla qualità del vino e dell’ambiente si mescolano con la passione per il turismo del vino, la buona cucina e la vacanza attiva.

Un esempio in tal senso è la Cantina di Toblino dove una buona parte dei soci produttori si è orientata verso questo tipo di filosofia produttiva.

Ne è nato uno dei primi Biodistretti del Trentino: un territorio vocato all’agricoltura e al turismo green.

Carlo De Biasi, direttore della struttura, ci parla inoltre delle tendenze che stanno caratterizzando le produzioni sostenibili della Francia, dove vignaioli ed intenditori hanno capito da tempo l’importanza delle varietà resistenti alla malattie e la passione per i vini naturali.

Con il tecnico agrario Nicola Caveden e il responsabile dell’azienda agricola della cantina, Giuliano Cattoni, percorriamo le campagne delle Sarche per mettere in evidenza come il buon vino biologico nasca dalla terra. Dal rispetto dei cicli vegetativi delle piante, dall’impegno per trattamenti di difesa alternativi alla chimica di sintesi, dal contributo alla concimazione del podere attraverso il metodo del sovescio e tanti altri accorgimenti ereditati dalla storia.

Con l’enologo Lorenzo Tomazzoli entriamo negli spazi di appassimento del Vino Santo Trentino dove i grappoli spargoli della Nosiola raccolta sugli antichi vigneti vengono messi ad appassire per lunghi mesi fino a sviluppare le muffe nobili che sono all’origine del carattere e dei sentori di questo grande prodotto.

Accanto al Vino Santo sono altri i vini passiti della cantina dove si utilizzano ancora uve di Nosiola per bianchi impegnativi, ma anche uve rosse, come nel caso del Rebo, per vini altrettanto strutturati e dal carattere forte.

La riflessioni su queste esperienze enologiche ci confermano che il nostro tempo è sempre di  più caratterizzato dalla riscoperta e valorizzazione della tradizione tanto che qui a Toblino sono riapparsi i vecchi tini di una volta dove le uve vengono riposte a macerare per periodi prolungati al fine di ottenere vini di grande lignaggio e particolarmente propensi al lungo affinamento ed invecchiamento.

Uno spazio particolare è poi rappresentato dalla fornitissima enoteca dove troviamo vini da tutto il mondo: un vero paradiso per gli intenditori, ma anche per coloro che vogliano regalare ad amici e persone care un sorso di pura felicità come ci conferma il responsabile Franco Zanella.

Concludiamo con la cucina del giovane chef Sebastian Sartorelli dove, anche in questo caso, le cucine del mondo vengono rivisitate in chiave territoriale.