VALLE DEI MOCHENI: DOLCI RISVEGLI NELLA VALLE INCANTATA

VALLE DEI MOCHENI: DOLCI RISVEGLI NELLA VALLE INCANTATA

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20 APRILE 2013

La “valle incantata” descritta dallo scrittore austriaco Robert Musil attorno agli anni venti del Novecento è la meta dell’escursione di questa settimana proposta da Girovagando.

È primavera, ma in valle c’è ancora la neve e a quota 1600 metri dove si spingono i percorsi dell’anello incantevole di Fierozzo ce n’è ancora più di un metro.

È la situazione ideale per un’escursione sulle ciaspole assieme all’amico Walter Moser del Consorzio delle Pro Loco.

Qui, attorno alla baita ai Prati dell’Imperatore, si sviluppano oltre 20 chilometri di un facile ed ampio camminamento: l’ideale per le racchette da neve oppure per una passeggiata quando la neve “tiene”.

Si tratta di un percorso pianeggiante, tranquillo e sicuro: ottimo per le famiglie, ma anche per gli sportivi che puntano ad allenamenti sia dedicati alla velocità, sia alla resistenza. Una palestra ideale che, rimanendo alla quota di 1600-1800 metri, collega i territori dei comuni di Fierozzo e di Frassilongo e nella quale respirare a pieni polmoni l’aria ed i silenzi del Lagorai.

L’anello si trova fra l’altro alla base di una serie di itinerari scialpinistici di gran classe (attenzione ai bollettini meteo!) molto frequentati in questa parte della valle, mentre d’estate questa palestra al naturale diventa il luogo ideale per le escursioni a piedi, piccoli trekking, la pratica della camminata nordica o della mountain bike.

A pranzo ci fermiamo la Kaserbisnhitt, dove la famiglia Piffer propone i piatti della tradizione con la misura ideale per gli sportivi e gli amanti della montagna.

Scendendo verso Kamauz ci fermiamo al Maso Tinglerhof. Questi masi sono la testimonianza vivente della colonizzazione medievale operata da popolazioni di minatori giunti dalla Germania per l’estrazione di minerali e materiali ferrosi della tante miniere della valle.

A Maso Tingler incontriamo un giovane contadino di montagna, Italo Paoli, che ci descrive la sua passione: l’allevamento della capra mochena. Si tratta di un esemplare molto rustico e “pesante” rispetto alle altre capre, ottima per la montagna e l’alpeggio.

Ci spostiamo dunque a Sant’Orsola per un grande ritorno: quello presso il museo della Pietra viva. Il suo infaticabile animatore è Mario Pallaoro che assieme al fratello Lino compone sicuramente la coppia di gemelli più famosa del Trentino.

Mario e Lino, simili come due gocce d’acqua, hanno conservato la passione per la mineralogia e la ricerca di pietre alpine che era nel dna della cultura mochena di un tempo.

Il museo di Sant’Orsola raccoglie testimonianze uniche e significative della storia dell’estrazione ferrosa nella valle del Fersina, oltre a rappresentare un punto riconosciuto ed essenziale per l’educazione scolastica e culturale della provincia di Trento sull’attività estrattiva e mineralogica. Concludiamo questa giornata con un piccolo trekking con gli asini.

Lungo il Fersina Giulio Prati dell’Associazione Pirlo organizza una serie di percorsi per bambini e famiglie con alcuni piccoli asinelli: un modo intelligente e sicuro per conoscere il territorio della valle incantata.

testo di Walter Nicoletti
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