VALLE DEL CHIESE

VALLE DEL CHIESE

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13 agosto 2011

Questa settimana la troupe di Girovagando è in Valle del Chiese, nel settore sud occidentale del Trentino, al confine con la provincia di Brescia. La vallata prende il nome dall’omonimo fiume che la percorre partendo dalla laterale Valle di Daone.

Valle di Daone

Considerata, non a torto, una sorta di Yellowstone del Trentino per le bellezze naturalistiche, la Valle di Daone è lunga più di 25 chilometri. Essa termina presso il bacino artificiale di Lago Bissina a circa 1800 metri di quota, dove inizia la splendida Val di Fumo, da cui nasce il fiume Chiese. Con un incantevole e facile sentiero ci si può addentrare verso l’imponente Carè Alto di m 3462 ed i ghiacciai del gruppo dell’Adamello. In Valle di Daone facciamo conoscenza di alcuni “boulderisti”, ovvero di coloro che qui si cimentano nell’arrampicata dei massi granitici. Questi veri e propri maestri dell’arrampicata sui sassi, non a caso un tempo chiamati anche sassisti, percorrono dei brevissimi e difficilissimi itinerari a pochi metri da terra contando su un sistema di sicurezza che consiste in piccoli materassini al suolo. In valle esistono circa 600 passaggi bouldering individuati su circa 300 massi opportunamente “puliti” per consentirne la salita.

Malga Table

Facciamo tappa a Malga Table m 1640 dove conosciamo Cosmin, un giovanissimo malgaro che vive qui assieme ai genitori allevando una mandria di vacche e producendo ottimi formaggi e burro d’alpeggio. Presso questa struttura e altre del circondario il Consorzio Turistico della Valle del Chiese ha organizzato la manifestazione Malghe aperte che consiste in una serie di proposte per rendere accessibili gli alpeggi ai turisti e comunicare la cultura materiale di questi luoghi. Gli ospiti possono conoscere da vicino le tecniche produttive del formaggio ed apprezzarne la differenza rispetto ai prodotti di fondovalle o di città, avvicinandosi ad un mondo selvaggio ma ricco di valori e di umanità.

freccia_rossa Malghe aperte

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Agri 90 e la farina gialla di Storo

Scesi nel fondovalle entriamo nella nuova sede di Agri 90, la struttura cooperativa artefice del miracolo della Farina gialla di Storo, un prodotto divenuto un vero e proprio simbolo del Chiese e dell’intero Trentino. Vigilio Giovanelli, sindaco di Storo e presidente di Agri 90, ci fa conoscere da vicino i segreti per la produzione di un’ottima farina da polenta. Segreti che consistono nel togliere alla granella tutte le impurità che l’avvolgono mantenendo integro il prodotto pregiato. Roberto Zontini, maestro pasticcere e gestore di un locale nel centro di Storo, ci fa apprezzare una serie di dolci e biscotti ottenuti proprio dalla farina da polenta a confermare il grande legame fra produzioni rurali, gastronomia e turismo.

Rifugio Lupi di Toscana

In località Boniprati ci accolgono Ennio e Tullia Radoani per il pranzo, con un menù a base di prodotti del territorio (fra i quali ricordiamo in particolare il risotto al mirtillo, finferli e cervo con polenta di Storo) che apprezziamo accanto ad un’ottima bottiglia di Teroldego. Il nome del rifugio deriva da quella della celebre brigata Lupi di Toscana che combattè anche nelle Giudicarie.

freccia_rossa Rifugio Lupi di Toscana

Museo della Civiltà contadina di Bondo

A Bondo visitiamo poi il Piccolo Museo della Civiltà Contadina dove siamo accolti da Norma Bonenti, curatrice della struttura. Questo museo è il risultato di quello che potremmo definire un progetto partecipato di recupero della memoria storica dovuto alla ricerca e alla donazione di decine di manufatti, utensili, oggetti, attrezzi agricoli e artigianali da parte degli abitanti di questo caratteristico paese. Accompagnati dal presidente del Consorzio Turistico, Massimo Valenti, entriamo infine nella chiesa di San Barnaba per apprezzare la mostra dedicata alla pittura, la scultura e la grafica antica curata da Mario Zanetti.

testo di Walter Nicoletti
foto di Alessandro Ghezzer (Agh)

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