VALLE DI SOLE, TERRA E ANIMA DI MONTAGNA

VALLE DI SOLE, TERRA E ANIMA DI MONTAGNA

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La Valle di Sole, con le laterali di Peio e Rabbi, rappresenta uno spaccato alpino unico nel suo genere.

Intanto perché si tratta di una valle longitudinale che fin dal nome esprime un ambiente più mite ed accogliente rispetto alle valli fredde che si sviluppano da nord a sud.

In secondo luogo perché qui l’ambiente rurale si è conservato molto di  più rispetto ad altri contesti ed oggi può essere utilizzato dai tanti turisti e dalle giovani generazioni.

Un ponte interessantissimo fra il mondo di ieri e quello di oggi è rappresentato dall’Ecomuseo della val di Peio. Questo “piccolo mondo antico” è il risultato della passione di molti residenti della valle che, con spirito “partecipativo”, hanno scelto d recuperare diversi manufatti e siti particolarmente rappresentativi per la storia materiale di questi luoghi.

Ci spostiamo poi nella sede dell’Ecomuseo a Celentino
Questa è una sala/laboratorio di tessitura
Qui l’ecomuseo organizza laboratori per bambini ed adulti per tramandare questa tradizione.

 

Parliamo allora di vecchie malghe, case di abitazione, molini e segherie, miniere e altri manufatti simbolo di una storia che affonda le sue radici nel lavoro e nella lotta per la sopravvivenza delle genti alpine.

A Celledizzo visitiamo ad esempio il Museo etnografico del legno ricavato nella vecchia segheria veneziana magistralmente rigenerata e ristrutturata.

la nostra giornata inizia a Celledizzo al Museo Etnografico del legno
si tratta di una antica segheria veneziana, elettrica, che serviva la parte alta della valle.
la scopriamo con l’aiuto degli amici dell’Ecomuseo Piccolo Mondo Alpino in Val di Peio
Questa è la stanza del “segot”, l’uomo incaricato di far funzionare la segheria
All’interno, troviamo anche un plastico che riproduce gli edifici comunitari storici della Val di Peio

 

Giovanni Martinolli, maestro elementare in pensione, apicoltore e volontario presso l’Ecomuseo, ci illustra le caratteristiche di questo manufatto che fin dalla sua costruzione, agli inizi del 900, funzionava con l’elettricità derivante dei vicini impianti del Careser.

A Strombiano, accompagnati da Maria Teresa Veneri, facciamo poi visita a Casa Grazioli eccezionale testimonianza di abitazione risalente ad alcuni secoli fa che rappresenta un vero e proprio viaggio a ritroso nella memoria popolare.

ci trasferiamo poi a Casa Grazioli, a Strombiano.
si tratta di una casa contadina, conservata cosi come era originariamente.
la proprietaria della casa, Maria Domenica Grazioli, ci ha vissuto fino al 1992, ed alla sua morte l’ha donata al Comune perché ne realizzasse un museo
i muri delle cucine sono neri di fumo. I forni per cuocere il pane non avevano infatti il camino. Si lasciava che il fumo entrasse in casa per due scopi: scaldava l’ambiente e permetteva di affumicare il maiale appeso
la casa è rimesta esattamente com’era quando ci viveva tutta la famiglia
Maria Teresa Veneri, volontaria dell’Ecomuseo Val di Pejo, ci racconta la storia di questa casa.
Facciamo una visita anche alla chiesa di S.Antonio, adiacente alla casa.

 

A Celentino facciamo poi visita alla Casa dell’Ecomuseo che ospita anche la sede dell’Associazione Linum dalla quale passano tutte le iniziative operative ed i corsi di formazione legati al recupero della memoria storica della Val di Sole.

A Mezzano ci fermiamo poi presso il caseificio Presanella dove possiamo prendere visione del percorso interno “Oggi come ieri” che rappresenta un ponte fra il mondo degli allevatori e quello dei turisti e dei consumatori.

Dopo pranzo facciamo un saluto agli amici del Caseificio Presanella di Mezzana
questo è il loro magazzino di stagionatura del Trentingrana
e questo il loro prodotto di punta, il Casolet
alcune forme di Casolet, prodotto a latte crudo, sono un Presidio Slow Food
il caseificio Presanella ha deciso di realizzare un percorso didattico per raccontare i suoi prodotti
il percorso ripercorre la storia del caseificio, dalle malghe fino al formaggio
si possono vedere tutti i soci della cooperativa e guardare la lavorazione del latte
è un percorso molto frequentato dalle Scuole, il sentiero educa infatti alla conoscenza del territorio e dei prodotti

 

Diego Fezzi, presidente di questa struttura cooperativa, ci parla anche delle tecniche produttive del caseificio che sono improntate da sempre al massimo rispetto del prodotto attraverso l’utilizzo del latte crudo, la lavorazione a basse temperature e la lunga stagionatura dei formaggi.

Il ristorante alla Vecchia macina di Claiano, dove ci accolgono Michele e Prisca Zanella, è il locale giusto dove incontrare sia le ricette della tradizione che i prodotti del territorio.

Per pranzo raggiungiamo La vecchia macina a Claiano di Pellizzano
ci accolgono Priska e Michele, in un ambiente raccolto e molto accogliente
Bocconcini di trota marinata agli agrumi ed aceto di mele biologico
Tartare di carne salada aromatizzata con senape ed ananas servita con cuore morbido di ricotta nostrana
tartare di capriolo servita con pere caramellate al Teroldego
Il pane è rigorosamente fatto in casa
Risotto con mortandela della Val di Non e mele Golden
Ravioli fatti n casa di farina integrale con ripieno di ragù di cervo servito in salsa di burro di malga aromatizzato alle erbette aromatiche
Spaghetti fatti in casa con funghi sanguini e pesto di tarassaco
Petto d'anatra in salsa d'agrumi
Tagliata di cervo servita con composta di mirtillo rosso
Canederlo di ricotta nostrana con cuore di prugne al vino servito con salsa cannella
Michele e Priska ci hanno deliziato con diversi piatti che uniscono tradizione trentina ed innovazione.

 

Concludiamo al Castello di Ossana ricordando gli appuntamenti solandri d’autunno e l’attenzione da sempre presente i valle riferita alla collezione di meravigliosi presepi.

Un ultimo passaggio presso l’ex Canonia, sede della Fondazione San Vigilio, ci permette di prendere visione dell’impegno delle associazioni del luogo per i temi sociali e dell’apertura internazionale.

una veduta del pittoresco Castello di Ossana
una veduta del pittoresco Castello di Ossana
a fine giornata visitiamo la sala del Pievano della Fondazione San Vigilio, ad Ossana
a fine giornata visitiamo la sala del Pievano della Fondazione San Vigilio, ad Ossana