VALLE DI GRESTA, QUANDO L’AGRICOLTURA RIPARTE DALL’ALIMENTAZIONE

VALLE DI GRESTA, QUANDO L’AGRICOLTURA RIPARTE DALL’ALIMENTAZIONE

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Nella Valle di Gardumo, tra prodotti biologici freschi e trasformati, scopriamo il Consorzio Ortofrutticolo della valle di Gresta, il programma della prossima Mostra Mercato, ed il nuovo progetto del Bio Distretto.

 

Dedichiamo la prima puntata del ciclo autunno inverno di Girovagando in Trentino alla Valle di Gresta con l’intento di lanciare una proposta a tutti coloro che credono nell’agricoltura di montagna. Mai come oggi è necessario ripartire dalla sana alimentazione se vogliamo trovare buone ragioni per rilanciare le produzioni alpine e farne un esempio virtuoso di agricoltura buona, pulita e giusta.

La valle di Gardumo, conosciuta anche come la valle della salute, ci sta provando. Con il Distretto biologico s’intende infatti costruire le basi per una scelta di sistema in favore delle produzioni naturali, quelle che per intenderci fanno a meno della chimica di sintesi e puntano a concetti quali l’autofertilità del suolo, l’utilizzo di insetti utili e di sistemi di difesa basati essenzialmente sulla biodiversità.

Una vista dei campi della Val di Gresta con lo Stivo sullo sfondo. Le diverse colorazioni rappresentano le diverse qualità di Cavolo Cappuccio
La “bio cesta” è una delle proposte più riuscite del Consorzio Ortofrutticolo della Valle di Gresta. Si può ordinare via internet e ritirarla in numerosi punti vendita in città
Cavoli Cappucci al Consorzio, pronti per essere consegnati
Il Cavolo Cappuccio, qui nella varietà da insalata, da mangiare crudo o cotto
Questo invece è il Cavolo Cappuccio da crauti: è più grande e presenta una corteccia esterna più dura, che permette di resistere maggiormente alla cottura
Vanda Rosà, presidente del Consorzio Ortifrutticolo Val di Gresta
Enrico Cappelletti: la sua azienda, Castel Gresta, trasforma i prodotti freschi trasformandoli in succhi, marmellate, confetture, sciroppi
le pere in cotture per la preparazione del succo
Una fase della lavorazione dei prodotti di Castel Gresta
le geleès sono una chicca delle produzioni di Enrico Cappelletti

 

Il Distretto biologico intende però allargare il tema dell’orticoltura naturale a tutte le altre attività economiche costruendo di fatto le basi per un territorio che nel suo complesso si rivolge ad un’economia durevole e sostenibile. Si parla allora di bio edilizia, ma anche di autonomia energetica così come di un sistema dell’accoglienza incentrato sulla “vacanza verde”, a stretto contatto con il benessere, l’alimentazione vegetariana e le attività open air.

La proposta del Distretto biologico sta muovendo i primi passi, ma già se ne parlerà nel corso della prossima edizione della Mostra mercato dei prodotti ortofrutticoli della valle. Loris Cimonetti, presidente del Comitato Mostra, è sempre stato un innovatore ambientale. Fra i pionieri dell’orticoltura biologica è attualmente impegnato in un’attività che punta alla valorizzazione dei prodotti derivanti dell’erboristeria della valle. Ed ecco allora il recupero delle antiche tradizioni legate agli oleoliti, ovvero dei macerati sott’olio di piante verdi e fiori freschi, ed ecco ancora gli amari d’erbe di montagna o gli estratti idro alcoolici.

la preparazione di un vasetto di marmellata di fichi
Alcuni prodotti di Castel Gresta
Gianni Mazzucchi, un coltivatore biologico della Val di Gresta
Al ristorante Martinelli hanno preparato un piatto semplice ma molto ricco: pasta bio con sette diverse verdure biologiche della Val di Gresta
un giovane contadino raccoglie e prepara il Cavolo Cappuccio da crauti
alcuni giovani impegnati nella raccolta dei Cavoli Cappucci
La “Stortina di Trento” è un fagiolino molto pregiato e molto gustoso
Loris Cimonetti è il Presidente del Comitato Mostra Mercato

 

La valle ha rappresentato in questi anni un piccolo laboratorio agroalimentare legato alle peculiarità di questo territorio. Accanto all’esperienza di Loris Cimonetti si è consolidata nel tempo anche quella di Enrico Cappelletti, storico presidente della Mostra mercato ed infaticabile assertore del biologico. Nel suo laboratorio, proprio sopra l’abitato di Ronzo Chienis, trasforma la frutta fresca e le tante varietà di piccoli frutti in confetture, succhi e sciroppi che hanno contribuito in questi anni ad ampliare la già vasta gamma dell’offerta alimentare di montagna.

Motore di questa capacità innovativa è sempre stato il Consorzio ortofrutticolo presieduto da Vanda Rosà, una vivacissima produttrice orticola che crede nella forza del biologico e nella dimensione cooperativa impegnata sul versante della commercializzazione del prodotto fresco.

Vanda ci accompagnerà in questa puntata nella visita di diversi appezzamenti dove questi contadini di montagna rinnovano ogni anno il miracolo di produzioni frutto del lavoro manuale e del rapporto onesto e disinteressato con la terra ed il suo ecosistema.

 

La Opel Mokka ci accompagna nelle nostre produzioni
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