VALSUGANA, LA PORTA ORIENTALE DEL TRENTINO

VALSUGANA, LA PORTA ORIENTALE DEL TRENTINO

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Fra i tanti territori da riscoprire e valorizzare c’è sicuramente la Valsugana, la porta orientale del Trentino, la terra dove la parlata assume quasi una cadenza veneta, segno di simpatia ed accoglienza.

E di riscoperta è il caso di parlare quando si vedono frotte di escursionisti inerpicarsi lungo i sentieri del Lagorai, il più esteso e selvaggio gruppo montuoso del Trentino, con la sua granitica Cima d’Asta. Questa vastissima oasi naturalistica è meta fra l’altro anche degli amanti delle escursioni a cavallo e di trekker in vena di lunghi itinerari.

In inverno il Lagorai diventa la cornice ideale, tempo permettendo, per lunghe escursioni con gli sci d’alpinismo o con le ciaspole in un teatro naturale ancora intatto e meritevole d’attenzione.

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Non è un caso che a Malga Valtrigona, nel cuore di questo gruppo montuoso, il WWF abbia proosso una delle poche oasi naturalistiche dell’arco alpino.

I tesori naturali di questa valle sono anche rappresentati dalla Panarotta e del passo del Brocon con impianti di ultima generazione alla portata della famiglia e degli appassionati dello stile più tradizionale.

La valle dei Mocheni accanto all’altopiano di Vezzena e della Marcesina con i grandi forti della Grande guerra rappresentano poi delle destinazioni dove la natura incontra la grande storia.

La puntata di questa settimana inizia in Valle del Sella dove facciamo la conoscenza di Emanuele Montibeller, fondatore ed animatore di Artesella. Usare le parole per descrivere la magia di questo luogo sembra proprio un forzatura se pensiamo alla valenza di un progetto che si rivolge sia al mondo naturale, sia a quello che appartiene al paesaggio culturale. Artesella è una destinazione, è un luogo di elaborazione del pensiero relativo al (difficile) rapporto fra l’uomo ed è anche un nuovo modo di fare turismo. È un esempio di come si possa costruire una proposta nel pieno rispetto del limite naturale e come, di conseguenza, sia anche possibile sviluppare un ritorno in termini di presenze turistiche (60.000 ogni anno) e ricadute economiche.

Lasciamo il fondovalle e raggiungiamo, in val Campelle, l’agriturismo malga Casarina. Qui Francesco Lenzi ha sviluppato una filiera corta zootecnia a circa 1600 metri di quota. A questa altitudine le sua vacche pezzate, particolarmente adatte al terreno montagnoso, vivono tutto l’anno nella dimensione dell’alpeggio. Il risultato è un prodotto di alta qualità che ritroviamo in formaggi prodotti artigianalmente e serviti accanto ad un’ottima polenta e contorni di carni, verdure e crauti deliziosi.

Malga Casarina è meta d’estate di tanti escursionisti e d’inverno di frotte di ciaspoladori che amano la quete ed i silenzi di una montagna alquanto vicina al fondovalle, ma sorprendentemente selvaggia e ricca di suggestioni spirituali.

Lasciamo la montagna per rituffarci nel fondovalle raggiungedo il nuovo museo dedicato ai venditori ambulanti del Tesino, una storia rivelatrice della capacità delle popolazioni alpine di andare lontano e vincere le sfide del proprio tempo.

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